Filippiche (Cicerone)

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Ritratto di Marco Antonio

Le Filippiche sono le 14 orazioni che nel 44 e nel 43 a.C. Marco Tullio Cicerone pronunciò contro Marco Antonio. Prendono il nome dalle Filippiche che l'oratore greco Demostene pronunciò nel IV secolo a.C. contro Filippo II di Macedonia, padre di Alessandro Magno. Le orazioni di Cicerone sono volutamente modellate su quelle di Demostene. Ad esse si avvicinano per il vigore e l’impeto polemico e per l’ardore appassionato con cui l’oratore s’impegna con tutte le sue forze in una lotta mortale.

Dopo l'assassinio di Cesare e di fronte al potere che Antonio andava acquistando all'interno dello Stato, Cicerone iniziò una violenta campagna denigratoria contro di lui, appoggiando allo stesso tempo il figlio adottivo di Cesare, Ottaviano. Quando però quest'ultimo si alleò con Antonio e Marco Emilio Lepido nel cosiddetto Secondo triumvirato, Cicerone fu punito per i suoi attacchi: raggiunto da dei sicari, fu ucciso. La sua testa e le sue mani furono poi esposti al popolo come monito.

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