Gaio Scribonio Curione

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Gaio Scribonio Curione (90 a.C.49 a.C.) è stato un politico romano, figlio dell'omonimo console del 76 a.C..

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Amico e sostenitore di Gneo Pompeo Magno, Gaio Giulio Cesare, Marco Antonio e Cicerone, era famoso per la sua arte oratoria. Con Cicerone ebbe una ricca corrispondenza che in parte ci è pervenuta.

Fece costruire il primo anfiteatro di Roma e vi celebrò giochi in onore del padre, tribuno della plebe. Nel 52 a.C. sposò Fulvia, nipote di Gaio Gracco e già moglie di Publio Clodio Pulcro; ne adottò la figlia Clodia Pulchra, ma non ebbe figli naturali. Dopo la morte di Curione, Fulvia andrà in sposa a Marco Antonio.

Dopo essere stato a sua volta tribuno divenne sostenitore di Cesare, che per ringraziarlo si fece carico dei suoi debiti in denaro. Secondo Tacito, Cesare era molto attratto dalla sua oratoria. Ai tempi della Guerra civile romana egli fu uno degli ultimi politici a prendere parte verso Cesare, ma in ogni caso, dopo la sua espulsione da Roma, lo raggiunse presso il Rubicone. Secondo gli storici, fu proprio lui a consigliare al generale di attraversare il Rubicone con il suo esercito, dando così di fatto il via alle ostilità (per questo Dante Alighieri lo pose tra i seminatori di discordia nel Canto ventottesimo dell'Inferno).

Quale pretore fu inviato nel 49 a.C. in Africa, per combattere Giuba I di Numidia, sostenitore di Pompeo. Sebbene vincesse la battaglia di Utica e quella del fiume Bagradas, fu in seguito definitivamente sconfitto e, una volta catturato, si suicidò durante la prigionia.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • L. Fezzi, Il tribuno Clodio, Laterza, Roma-Bari 2008
  • M. Rizzotto, Gaio Scribonio Curione. Una vita per Roma, pagineSvelate, Gerenzano (Varese) 2011, ISBN 8-895-90609-8