Marco Valerio Messalla Corvino

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Marco Valerio Messalla Corvino
Roman SPQR banner.svg Console della Repubblica romana
Apoteosis de Claudio (Museo del Prado E-225) 01.jpg
Scultura che probabilmente ornava la parte superiore di un piedistallo marmoreo contenente l'urna cineraria di Marco Valerio Messalla Corvino, rinvenuta nella villa di quest'ultimo ed ora conservata nel Museo del Prado
Nome originale Marcus Valerius Messalla Corvinus
Nascita 64 a.C.
Morte 8 d.C.
Gens Valeria
Padre Marco Valerio Messalla Corvino
Consolato 31 a.C.

Marco Valerio Messalla Corvino (latino: Marcus Valerius Messalla Corvinus; 64 a.C.8 d.C.) è stato un militare e scrittore romano, patrono della letteratura e delle arti.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Membro dell'antica gens Valeria, di ideali repubblicani, nella battaglia di Filippi combatté con Bruto e Cassio. Passò poi dalla parte di Antonio ed infine entrò nelle file di Ottaviano. Console nel 31 a.C. assieme ad Ottaviano, prese parte alla Battaglia di Azio con quest'ultimo. In seguito ebbe il comando di una missione in Asia Minore e poco dopo, incaricato di una spedizione nelle Gallie nel 30 a.C., soppresse la rivolta degli Aquitani nel 28 a.C.; per questa impresa celebrò un trionfo nel 27 a.C. Tacito riferisce che nominato praefectus urbi nel 26 a.C., Messalla rinunciò alla carica dopo pochi giorni adducendo motivazioni legate alla sua incapacità di esercitare l'incarico.[1] Nel 2 a.C., in quanto princeps senatus e anziano e autorevole esponente dell'aristocrazia romana, avanzò la proposta dell'attribuzione a Ottaviano del titolo di pater patriae.[2]

Alla partecipazione alla vita pubblica, accompagnò l'interesse per le lettere e le arti. Influenzò considerabilmente la letteratura che incoraggiò sull'esempio di Mecenate. Il gruppo che lo circondava era noto come il "Circolo di Messalla". Tra gli altri comprendeva Tibullo, Ligdamo e la poetessa Sulpicia. Fu amico di Orazio ed Ovidio. Fu elogiato da Tibullo per le sue vittorie in una elegia (Corpus Tibullianum, I, 7) e in un poemetto (III, 7, il Panegirico di Messalla).

Famiglia[modifica | modifica sorgente]

Suoi omonimi furono il padre Marco Valerio Messalla Corvino, console nel 61 a.C., il figlio Valerio Messallino, e un discendente Marco Valerio Messalla Corvino console nel 58 come collega dell'imperatore Nerone. Una sua parente (forse una sorella) sarebbe la Valeria, sposa di Quinto Pedio, console nel 43 a.C., insieme ad Augusto, che aveva proposto la lex Pedia contro i Cesaricidi.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Tacito, Annales, VI, 11, 3: quasi nescius exercendi
  2. ^ SvetonioAugustus, 58.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Fonti primarie[modifica | modifica sorgente]

Fonti secondarie[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Console romano Successore Consul et lictores.png
Gneo Domizio Enobarbo,
Gaio Sosio
31 a.C.
con Gaio Giulio Cesare Ottaviano III
Gaio Giulio Cesare Ottaviano IV,
Marco Licinio Crasso


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