Gneo Domizio Enobarbo (console 32 a.C.)
| Gneo Domizio Enobarbo | |
|---|---|
| Console della Repubblica romana | |
![]() moneta di Domizio Enobarbo |
|
| Nome originale | Gneus Domitius Ahenobarbus |
| Nascita | 80 a.C. circa |
| Morte | 30 a.C. |
| Coniuge | Emilia Lepida |
| Figli | Lucio Domizio Enobarbo |
| Padre | Lucio Domizio Enobarbo |
Gneo Domizio Enobarbo (latino: Gnaeus Domitius Ahenobarbus; 80 a.C. circa – Roma, 30 a.C.) politico ed un comandante militare della Repubblica romana, membro della nobile famiglia degli Enobarbi, della Gens Domitia.
Indice |
Biografia [modifica]
Accompagnò suo padre, il consolare Lucio Domizio Enobarbo a Corfinium e alla battaglia di Farsalo. Fu perdonato da Cesare e poté tornare a Roma nel 46 a.C.. Dopo l'assassinio di Cesare, si alleò con Marco Giunio Bruto e Cassio, e nel 43 a.C. venne condannato dalla Lex Pedia per essere implicato nella congiura.
Egli ottenne grandi successi navali nel mare Ionio contro il Secondo Triumvirato, ma alla fine, attraverso la mediazione di Gaio Asinio Pollione, si riconciliò con Marco Antonio, che lo fece governatore della Bitinia nel 40 a.C. Prese parte alla campagna di Antonio contro i Parti, e fu console nel 32 a.C. All'inizio dell'anno scoppiò la guerra civile tra Antonio e Ottaviano e Domizio assieme all'altro console, Gaio Sosio ed a 300 senatori raggiunse Antonio ad Efeso. Ma ruppe con Antonio, disgustato dagli intrighi con Cleopatra VII, e passò dalla parte di Ottaviano poco prima della Battaglia di Azio (31 a.C.). Morì poco dopo.
Sua moglie era Emilia Lepida, dalla quale ebbe un solo figlio, Lucio, che si sposò con Antonia Maggiore, figlia di Antonio. Questi divennero i genitori di Gneo Domizio Enobarbo e nonni dell'imperatore romano Nerone.
Fonti [modifica]
- Svetonio, Vite dei Cesari, Nerone (libro VI), 1-4.
- Cassio Dione Cocceiano, Storia romana, 48 – 50
- Appiano, Storia romana
Voci correlate [modifica]
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| Predecessore | Fasti consulares | Successore | |
|---|---|---|---|
| Ottaviano II e Lucio Volcacio Tullo |
(32 a.C.) con Gaio Sosio |
Ottaviano III e Marco Valerio Messalla |
