Battaglia di Modena

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Battaglia di Modena
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Data 21 aprile 43 a.C.
Luogo Modena
Causa Attacco di Ottaviano ad Antonio
Esito Iniziale vittoria di Antonio,
vittoria tattica di Ottaviano,
vittoria strategica di Antonio
Schieramenti
Vexilloid of the Roman Empire.svg seguaci di Marco Antonio Vexilloid of the Roman Empire.svg seguaci di Ottaviano e Senato romano
Comandanti
Effettivi
20.000 uomini 45.000 uomini
Perdite
6.000 morti 8.000 morti
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La battaglia di Modena o di Mutina fu combattuta nel 43 a.C., nei pressi della città di Modena, e vide lo scontro tra le forze di Marco Antonio, che era stato dichiarato nemico pubblico dal Senato, e i repubblicani guidati dai consoli Aulo Irzio e Gaio Vibio Pansa, alleati di Ottaviano. La battaglia si concluse con una vittoria tattica dei repubblicani, che sconfissero Antonio sul campo, e una strategica da parte degli antoniani, che ottennero la morte dei due consoli e la presa di Modena, dove si era asserragliato il cesaricida Decimo Bruto.

I fatti sono descritti nel libro di Andrea Frediani Gli Invicibili.

Antefatto[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Battaglia di Forum Gallorum.

Quando nel 44 a.C., Gaio Giulio Cesare venne ucciso da una cospirazione guidata da Marco Giunio Bruto e Gaio Cassio Longino, i due cesaricidi si affrettarono a contattare i più eminenti cesariani, ossia Marco Antonio e Emilio Lepido concludendo un patto con i cesaricidi, ma al funerale, Antonio spinse la folla all'odio contro i cesaricidi, ed il suo discorso infiammò gli animi dei cesariani. La politica di Antonio si rivelò ben presto incoerente, visto che non attaccò né Bruto né Cassio, che ripararono in Oriente per radunare un grande esercito e contrastare i cesariani. Un altro membro della cospirazione, Decimo Giunio Bruto Albino, con tre legioni si asserragliò a Modena con alcuni gladiatori. Inoltre, nel testamento, Cesare lasciava come erede un giovane pronipote di nome Ottaviano, che appariva in pratica sconosciuto ai senatori. Ma il giovane scese in Italia, proprio mentre Antonio riconfermava Bruto e Cassio come consoli e, allo stesso tempo, attaccava ed assediava Decimo. La sua politica incoerente gli attirò la rabbia di Ottaviano, deciso a vendicare il prozio.[1]

Come se non bastasse, Cicerone lo sosteneva, togliendo consensi ad Antonio, ed eleggendo per il consolato Aulo Irzio e Vibio Pansa, chiaramente ostili ad Antonio. Mentre Irzio si univa ad Ottaviano per un totale di cinque legioni, Pansa arruolò a Roma ben quattro legioni, riuscendo a chiudere Antonio in una morsa. Antonio si rese conto della difficile situazione e si preparò ad affrontarla; il primo atto fu di insistere con l'assedio a Bruto, che aveva perso i rifornimenti. Ma quando la città stava per cadere, i due eserciti consolari si mossero per stringerlo in una morsa: la battaglia era inevitabile.

Fonti[modifica | modifica sorgente]

La principale fonte per gli eventi di Modena è Appiano di Alessandria, autorevole storico che scrisse del periodo delle guerre civili con grande cura, riportando numerosi scritti su tali eventi. Emblematico è il fatto che egli dedicò ben tre libri alla narrazione delle guerre civili. Sulla battaglia di Modena, che Appiano descrive come Guerra di Modena (ed in effetti vi furono un assedio, due battaglie e diverse scaramucce vicino alla città) e vi dedica ben due capitoli. Appiano costituisce quindi per noi la fonte principale.

Prima battaglia[modifica | modifica sorgente]

L'assedio a Bruto[modifica | modifica sorgente]

Antonio dunque si mosse per assediare Bruto a Modena, facendo leva sugli scarsi aiuti che arrivavano a Bruto da parte di Lepido, tanto che lo stesso Bruto fu costretto secondo Appiano, ad arruolare gladiatori e schiavi gallici per resistere ad Antonio.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ SvetonioAugustus, 10.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]