Lucio Domizio Enobarbo (console 16 a.C.)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Lucio Domizio Enobarbo
Roman SPQR banner.svg Console imperiale romano
Domizi Aenobarbi jpg.jpg
La gens dei Domizi Enobarbi.
Nome originale Lucius Domitius Aenobarbus
Nascita 49 a.C.
Roma
Morte 25
Roma
Coniuge Antonia Maggiore
Figli
Lucio Domizio Enobarbo
Gneo Domizio Enobarbo
Domizia
Domizia Lucilla
Padre Gneo Domizio Enobarbo
Madre Emilia Lepida?

Lucio Domizio Enobarbo (latino: Lucius Domitius Aenobarbus; Roma, 49 a.C.Roma, 25) , fu un politico e generale dell'Impero romano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Apparteneva alla gens dei Domizi Enobarbi ed era figlio di Gneo Domizio Enobarbo, console del 32 a.C., e molto probabilmente di Emilia Lepida.

Sposò la figlia maggiore di Ottavia minore, sorella di Augusto, e Marco Antonio, Antonia maggiore attorno al 25-24 a.C., da cui ebbe 3 (o 5?) figli: i primi due scomparsi prematuramente(?), Lucio, che partecipò alla spedizione in Oriente di Gaio Cesare, Domizia, Gneo Domizio Enobarbo (nato nel 2 a.C.?) (padre del futuro imperatore, Nerone), e l'ultimogenita Domizia Lepida Minore (sposa di Marco Valerio Messalla Barbato Appiano, console nel 12 a.C.). Svetonio lo descrive come un uomo arrogante e crudele.

Ricoprì la carica, prima di Questore (24 a.C.), poi di Edile (22 a.C.), di pretore, ed infine di console nel 16 a.C. (all'età di 33 anni). Nel 13-12 a.C. ricopriva la carica di proconsole d'Africa. Alcuni anni più tardi era inviato nell'Illirico come governatore, e qui potrebbe essere rimasto per alcuni anni (dal 6 al 3 a.C. Al termine di questo mandato ricopriva il prestigioso incarico di Governatore della Gallia Comata (allora probabilmente unita alle nuove conquiste di Germania e Rezia), tra il 3 e l'1 a.C.

Le campagne in Germania[modifica | modifica wikitesto]

Le campagne germaniche di Domizio Enobarbo (3-1 a.C.) e poi di Tiberio del 4-6 d.C.
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Occupazione romana della Germania sotto Augusto.

Fu goveranatore della nuova provincia di Germania negli anni compresi tra il 3 ed il 1 a.C.), conducendo una serie di campagne militari nei territori appena acquisiti, dopo quelle di Druso maggiore (12-9 a.C.) e Tiberio (8-7 a.C.).

Sappiamo che Domizio Enobarbo costruì in questi suoi anni di permanenza nella Germania Magna, i cosiddetti pontes longi (strade costruite tra acquitrini e paludi) tra il Reno e l'Ems (3 a.C. circa); raggiunse inoltre il fiume Elba con l'esercito di Rezia. Dalle scarse informazioni pervenuteci da parte degli storici dell'epoca, alcuni studiosi moderni[1] ritengono che egli abbia condotto il suo esercito da Augusta Vindelicorum (l'odierna Augusta), abbia attraversato il Danubio presso Ratisbona), percorso il corso del fiume Saale (probabilmente scambiandolo per l'alto fiume Elba), e raggiunto il medio corso dell'Elba stesso. Qui, dopo aver attraversato il fiume, eresse un altare, quasi volesse delimitare i confini della nuova provincia germanica, contrapponendolo a quello di Colonia Ubiorum sul lato occidentale (2 a.C. Durante la sua impresa incontrò e sconfisse il popolo degli Ermunduri, che vagava in cerca di una terra dove sistemarsi. Enobarbo li fece stabilire in una regione della Marcomannide, tra Catti, Cherusci e Marcomanni della Boemia. Questa spedizione aveva come obiettivo di isolare la Boemia di Maroboduo lungo il lato occidentale, interponendo l'alleata e riconoscente tribù dei fidati Ermunduri.

Enobarbo intervenne negli affari interni dei Cherusci (che si trovavano al di là del fiume Weser), ma pur non subendo una sconfitta campale, si guardò bene dall'intraprendere nuove azioni in quelle regioni, non ancora sottomesse al dominio di Roma (1 a.C.). Per tutte queste azioni militari si meritò gli ornamenta triumphalia.

Sull'Ara pacis di Augusto[modifica | modifica wikitesto]

Ara pacis di Augusto, con rappresentata la famiglia dei Domizi Enobarbi (padre e figli), oltre alla moglie Antonia maggiore.

È rappresentato insieme alla moglie Antonia maggiore ed ai figli Lucio[2] e Domizia, sul fregio dell'Ara pacis, in processione dietro ad Antonia minore ed al marito Druso, figliastro dell'imperatore Augusto.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ C.M. Wells, The German Policy of Augustus, Londra, 1972, p. 70; Cambridge Univ. Press, Storia del mondo antico, in L’impero romano da Augusto agli Antonini, vol. VIII, Milano, Garzanti, 1975, p. 172; R. Syme, L’Aristocrazia Augustea, Milano, 1993, p. 132.
  2. ^ R.Syme, L'aristocrazia Augustea, p. 236.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Fonti primarie
Fonti Secondarie
  • R.Syme, L'aristocrazia Augustea, trad.it., Milano 1993.
  • R.Syme, The Danubian paper, M.Vinicius (cons. 19 a.C.), Londra 1971.
  • C.M.Wells, The German Policy of Augustus, Londra 1972.
  • Cambridge Univ. Press, Storia del mondo antico, L'impero romano da Augusto agli Antonini, vol. VIII, Milano 1975.
  • E.Simon, Ara Pacis Augustae, 1967.
Predecessore
Gaio Furnio,
Gaio Giunio Silano
Console romano
16 a.C.
con Publio Cornelio Scipione II
Successore
Marco Livio Druso Libone,
Lucio Calpurnio Pisone