Ottavia minore

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Ottavia Minore, calco di un busto di età augustea

Ottavia Turina minore, meglio nota come Ottavia minore (in latino Octavia Thurina Minor; Nola, 69 a.C.11 a.C.[1]), è stata sorella di Ottaviano Augusto e moglie di Marco Antonio.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Ottavia sul rovescio di una moneta coniata dal secondo marito Marco Antonio.

Infanzia[modifica | modifica sorgente]

Ottavia era figlia di Gaio Ottavio e della sua seconda moglie Azia maggiore. La figlia di primo letto del padre era la sorellastra Ottavia maggiore, mentre il futuro imperatore romano Augusto era il fratello Ottaviano. Da parte materna era parente di Gaio Giulio Cesare, zio di Azia.

Gaio Ottavio morì nel 59 a.C. ed Azia si risposò, con Lucio Marcio Filippo.

Primo matrimonio[modifica | modifica sorgente]

Prima del 54 a.C., Ottavia sposò Gaio Claudio Marcello minore, console nel 50 a.C. Il marito di Ottavia apparteneva alla gens patrizia dei Claudii, discendendo da quel Marco Claudio Marcello che aveva combattuto nella Seconda guerra punica.

Nel 54 a.C., Gneo Pompeo Magno, uno degli uomini più potenti di Roma, aveva perso la moglie Giulia, figlia di Cesare. Lo zio di Azia, volendo mantenere dei legami familiari con l'influente Pompeo, gli propose di sposare Ottavia, dopo che questa avesse divorziato da Marcello. Pompeo rifiutò, e Marcello rimase marito di Ottavia e grande oppositore di Cesare, che osteggiò durante l'anno del consolato.

Quando Cesare sconfisse gli oppositori nella battaglia di Farsalo, Marcello, che pur osteggiando Cesare non lo aveva combattuto, ottenne il perdono del nuovo signore di Roma, e continuò a vivere tranquillamente a Roma con la famiglia.

Marcello e Ottavia ebbero tre figli: Claudia Marcella maggiore, Claudia Marcella Minore e Marco Claudio Marcello.

Secondo matrimonio[modifica | modifica sorgente]

Antonio e Ottavia su di una moneta

Alla fine del 41 a.C. Marcello morì, lasciando Ottavia incinta; quasi contemporaneamente, all'inizio del 40 a.C., anche Marco Antonio divenne vedovo, perdendo Fulvia, che gli aveva dato due figli. Poiché Antonio e Ottaviano si erano recentemente riappacificati dopo essersi combattuti, decisero di saldare il proprio legame con un matrimonio: fu così che per motivi politici, Ottavia sposò Antonio, non prima che il Senato romano legiferasse per permetterle di sposarsi incinta.

Il matrimonio riuscì ad ottenere i risultati sperati: non solo Antonio rimase lontano da Cleopatra, ma, quando nel 36 a.C. Ottaviano e Antonio entrarono in contrasto, Ottavia riuscì a far riconciliare il marito col fratello. Ottavia curò l'educazione dei figli avuti da Marcello, dei figli di Antonio, e dei due figli che ebbe dal secondo marito, Antonia maggiore e Antonia minore.

Quando però ebbe l'occasione di recarsi in oriente per condurre una campagna contro i Parti, Antonio non si fece sfuggire l'opportunità di abbandonare la moglie, di cui si era stancato, e di tornare da Cleopatra, che aveva già conosciuto nel 41 a.C. e da cui aveva avuto due gemelli. Ottavia tentò allora di riconciliarsi col marito. Si mise in viaggio nel 35 a.C. col denaro e le truppe che intendeva consegnare ad Antonio per la sua campagna contro Artavasde II di Armenia, ma Antonio le mandò incontro dei messi ad Atene, che le chiesero di tornare indietro; Ottavia consegnò loro le truppe e il denaro per Antonio e ritornò in Italia. Secondo alcune testimonianze, fu Ottaviano a fornirle le truppe per Antonio: aveva già previsto la risposta del suo collega triumviro, e intendeva utilizzarla per giustificare una eventuale guerra contro di lui. Quando Ottavia tornò a Roma, Ottaviano le propose di lasciare la casa di Antonio e di recarsi a vivere con lui, ma Ottavia rifiutò la proposta del fratello, rimanendo fedele al marito anche quando scoppiò la guerra tra Antonio e Ottaviano.

Il matrimonio tra Ottavia e Antonio finì nel 32 a.C., quando Antonio inviò alla moglie una lettera di divorzio.

Morte[modifica | modifica sorgente]

Virgilio legge l'Eneide ad Augusto e Ottavia, Angelica Kauffman

Dopo la morte di Antonio, Ottavia continuò ad avere cura dei suoi figli, sia quelli avuti da Fulvia (Iullo Antonio, in quanto l'altro, Marco Antonio Antillo, era stato giustiziato da Ottaviano nel 31 a.C.), sia quelli avuti da Cleopatra (Alessandro Helios, Cleopatra Selene e Tolomeo Filadelfo).

Il figlio di Ottavia e Marcello, Marco Claudio Marcello, fu adottato da Augusto come suo erede, ma morì prematuramente nel 23 a.C.: Ottavia gli dedicò la Biblioteca di Marcello, mentre Augusto fece edificare il Teatro di Marcello in suo onore. Secondo la testimonianza di Elio Donato, Virgilio declamò in presenza di Ottavia ed Augusto il passo del sesto libro dell'Eneide, in cui vi erano dei versi dedicati a Marcello: quando giunse al verso 884, «Tu sarai Marcello», Ottavia svenne; dopo essere stata rianimata con difficoltà, concesse al poeta diecimila sesterzi per ogni verso per il figlio.[2]

Ottavia morì nell'11 a.C. ed il fratello le tributò i più alti onori,[1] proninciando egli stesso l'orazione funebre, mentre i generi trasportarono il suo feretro alla tomba. Il Senato decretò che le venissero conferiti molteplici onori, ma la maggior parte di questi vennero declinati da Augusto.

Discendenti[modifica | modifica sorgente]

Ottavia ebbe in totale cinque figli: un maschio e due femmine da Marcello e due femmine da Antonio. Il figlio di Marcello sarebbe dovuto divenire l'erede di Augusto, che aveva una predilezione per il nipote e lo adottò, ma morì prematuramente.

Claudia Marcella maggiore sposò prima Marco Vipsanio Agrippa, amico e collaboratore dello zio, e poi Iullo Antonio.

Claudia Marcella minore sposò in prime nozze Marco Emilio Lepido e successivamente Marco Valerio Messala Barbato Appiano. Da quest'ultimo ebbe due figli: Claudia Pulcra, futura moglie di Publio Quintilio Varo e madre di Quintilio Varo, e Marco Valerio Messala Barbato, futuro marito di Domizia Lepida e padre di Valeria Messalina terza moglie dell'imperatore Claudio.[senza fonte]

Le figlie di Antonio divennero le ave di tre imperatori: Antonia maggiore sposò Lucio Domizio Enobarbo e fu la nonna di Nerone; Antonia minore sposò Druso Maggiore, fratello di Tiberio, e fu la madre di Claudio e la nonna di Caligola.

Giudizi su Ottavia[modifica | modifica sorgente]

Frontone interno del Portico di Ottavia, complesso dedicato da Augusto all'amata sorella

Ottavia era reputata avere tutto il fascino, le virtù e le capacità necessarie per guadagnarsi l'affetto delle persone, garantendole influenza sul marito e sul fratello. La sua bellezza era reputata essere maggiore di quella di Cleopatra.

Ottaviano era molto legato alla sorella, tanto che le dedicò un'importante costruzione di Roma, il Portico di Ottavia, in cui spesso si riuniva il Senato.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b SvetonioAugustus, 61.
  2. ^ Elio Donato, Vita Vergiliana, 91.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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