Fulvia (moglie di Marco Antonio)

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Durante le proscrizioni volute dal marito Marco Antonio, Fulvia guardò soddisfatta la testa di Marco Tullio Cicerone, ucciso per ordine dei triumviri, da un dipinto di Pavel Svedomsky.

Fulvia (Tusculum, 77 a.C.Sicione, 40 a.C.) fu la moglie del triumviro della Repubblica Romana Marco Antonio e partecipò alla guerra civile tra il marito e Ottaviano, che sarebbe poi divenuto il primo imperatore romano, Augusto.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Fulvia era la figlia di Marco Fulvio Bambalione (latino: Marcus Fulvius Bambalio), originario di Tusculum, e di Sempronia. Per parte materna era discendente di Tiberio Sempronio Gracco, e alla morte della madre ne ricevette l'eredità, divenendo una delle donne più facoltose di Roma. Sposò Publio Clodio Pulcro, dal quale ebbe Clodia Pulcra, prima moglie di Ottaviano. Quando il marito, nel 52 a.C., fu assassinato, Fulvia fomentò la rabbia dei suoi sostenitori mostrando le ferite inflittegli a tutti coloro che venivano a visitarne il feretro.

Il suo secondo marito fu Gaio Scribonio Curione, che però morì in Africa nel 49 a.C.; dopo aver passato alcuni anni come vedova, nel 44 a.C. sposò Marco Antonio. La cattiva fama goduta da Fulvia prima del suo matrimonio col triumviro, quello di donna dissoluta, cambiò repentinamente: Fulvia fece quanto in suo potere per far assurgere il marito ad un posto di predominio nella repubblica, giungendo a scongiurare il Senato romano ad annullare la decisione di dichiarare Antonio nemico pubblico.

Durante le proscrizioni volute dal marito, guardò soddisfatta la testa di Marco Tullio Cicerone, ucciso per ordine dei triumviri; quando alcune donne facoltose, cui era stato richiesto di consegnare i propri beni e che si erano rivolte alle donne delle famiglie dei triumviri per ricevere protezione, andarono a casa di Fulvia, questa le trattò molto male. Nel 40 a.C., mentre Antonio era in Egitto presso la sua amante Cleopatra VII e Ottaviano stava congedando i propri veterani concedendo loro delle terre in Italia, Fulvia decise di prendere l'iniziativa contro quest'ultimo.

La ragione del suo intervento fu probabilmente il suo contrasto con Ottaviano, ma non è da escludere la volontà di attirare l'attenzione del marito per distrarlo dall'amante. Fulvia convinse Lucio Antonio, fratello del triumviro, a proporsi come difensore di coloro che erano stati colpiti da Ottaviano, sia direttamente con le proscrizioni, sia indirettamente con gli espropri necessari a trovare le terre per i veterani. Il partito di Fulvia e Lucio guadagnò rapidamente diversi sostenitori. Quando Lucio si recò a Perugia, Fulvia esortò la popolazione a sostenerlo, rimanendo bloccata nella città a causa dell'assedio portatole da Ottaviano.

Riuscita a fuggire dopo la caduta della città, si recò a Brindisi, dove si imbarcò per la Grecia. Raggiunse Marco Antonio ad Atene, ma il marito la rimproverò duramente per avergli causato il grave problema della guerra con Ottaviano, tanto che Fulvia si ammalò. Antonio lasciò la moglie a Sicyon, mentre lui proseguiva per Brindisi, ma non la avrebbe più rivista: Fulvia, tormentata dai rimproveri del marito, si lasciò morire.

La morte di Fulvia coincise con la riappacificazione tra Ottaviano e Marco Antonio: ora vedovo, Antonio poté sancire l'accordo con Ottaviano sposandone la sorella Ottavia Minore. Fulvia diede ad Antonio due figli: Marco Antonio Antillo, che venne ucciso per ordine di Ottaviano dopo la sconfitta del padre, e Iullo Antonio, che invece si salvò e venne accudito dalla sorella di Ottaviano, Ottavia Minore.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • C. L. Babcock, The Early Career of Fulvia, American Journal of Philology 86 (1965), 1 - 32
  • L. Fezzi, Il tribuno Clodio, Roma-Bari 2008
  • W. Smith, Dictionary of Greek and Roman Biography and Mythology, v. 2, pp. 187-188
  • G. Traina, Marco Antonio, Roma-Bari 2003
  • C. Virlouvet, Fulvia, la pasionaria, in A. Fraschetti (ed.), Roma al femminile, Roma-Bari 1994

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