Vipsania Agrippina

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Testa in marmo raffigurante Vipsania Agrippina, conservata a Grosseto.

Vipsania Agrippina (36 a.C.20) fu la figlia di Marco Vipsanio Agrippa e della prima moglie Pomponia Cecilia Attica; era nipote dell'amico di Cicerone, Tito Pomponio Attico. Sua nonna materna era parente di Marco Licinio Crasso; dal matrimonio, divenne parente di Quinto Tullio Cicerone.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Ottaviano e suo padre le organizzarono un matrimonio con Tiberio prima del suo primo compleanno. Nel 20 a.C. andò in sposa a Tiberio Claudio Nerone, futuro imperatore romano, con il quale ebbe un figlio, Druso Tiberio Cesare, nato nel 13 a.C.

Dopo la morte di Agrippa nel marzo 12 a.C., Tiberio, contro il suo volere (non sine magno angore animi, Svetonio Vita Tiberii 7), fu spinto a divorziare da Vipsania per sposare Giulia, figlia di Ottaviano Augusto; Vipsania, che in quel momento era incinta, si disse che perse il figlio per lo shock.

Nell'11 a.C. Vipsania sposò Gaio Asinio Gallo, un senatore, figlio di Gaio Asinio Pollione. Dal matrimonio nacquero sei figli. Nel 30, sotto istigazione di Tiberio, che odiava Gaio, il Senato dichiarò Gallo nemico pubblico, e venne tenuto in una condizione di assoluto isolamento (Dione Cassio 58.3)

I figli di Agrippina e di Gallo furono:

  • Gaio Asinio Pollione II - Console nel 23. Pollione nel 45 venne esiliato con l'accusa di aver preso parte ad una cospirazione e in seguito messo a morte dell'imperatrice Messalina.
  • Marco Asinio Agrippa - Console nel 25, morto nel 27. Tacito (Tacito 4.61) lo descrisse come " non indegno dei suoi antenati". Suo figlio Marco Asinio Marcello fu console nel 54 (anno in cui morì l'imperatore Claudio). Marcello fu un rispettato senatore durante il regno di Nerone.
  • Asinio Salonino - Salonino morì nel 22. Tacito lo descrive come un'eminente persona. Salonino doveva probabilmente sposare una delle nipoti di Tiberio (Tacito, Annales 3.75).
  • Servio Asinio Celere - Egli fu consul suffectus nel 38; viene menzionato nella satira di Lucio Anneo Seneca, Apokolokyntosis, dove vengono elencate le persone uccise dall'imperatore. Morì probabilmente alla metà del 47.
  • Asinio Gallo - Nel 46 cospirò contro Claudio e in seguito venne mandato in esilio. Dione Cassio (60.27.5) lo descrive come "molto piccolo e brutto".
  • Gneo Asinio - La sua esistenza è ricordata per essere stato il patrono di Pozzuoli (Puteoli).

Vipsania morì pacificamente. Fu una delle donne più eminenti del suo tempo. Tra il 21 e il 23, Druso Giulio Cesare onorò la sua memoria con statue, monete e iscrizioni.

Fonti[modifica | modifica sorgente]

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