Tito Pomponio Attico

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Tito Pomponio Attico (110 a.C.Roma, 31 marzo 32 a.C.) è stato uno scrittore romano. Da taluni è stato identificato come la vera identità del poeta Tito Lucrezio Caro.[1][2]

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Appartenente al ceto equestre, nell'85 a.C. per evitare di essere coinvolto nelle lotte civili si allontanò da Roma e si rifugiò ad Atene, dove rimase all'incirca fino al 65 a.C. (per questo suo lungo soggiorno ad Atene venne soprannominato Attico). Sembra sia da identificare con quel Pomponio che partecipò alla terza guerra mitridatica a fianco di Lucio Licinio Lucullo, come magister equitum.[3][4]

Ritornato a Roma, si sottrasse a qualsiasi tipo di impegno politico, pur parteggiando per gli optimates, fedele alla filosofia epicurea che predicava l'otium letterario. All'epoca della guerra civile fra Cesare e Pompeo non si mosse da Roma, pur aiutando economicamente i pompeiani. Nonostante le evidenti simpatie politiche riuscì a non inimicarsi né Cesare, che gli risparmiò estorsioni di denaro e gli concesse perfino la libertà di alcuni familiari prigionieri, né Antonio, che gli perdonò l'amicizia con Cicerone e con Bruto. Durante il secondo triumvirato rimase in buoni rapporti sia con Ottaviano sia con Antonio. Fu amico soprattutto di Agrippa, generale di Ottaviano, che sposò sua figlia, Cecilia Pomponia Attica; da quelle nozze nacque Vipsania Agrippina, moglie amatissima di Tiberio.

Nel 32 si lasciò morire di fame mentre era gravemente ammalato. Si legge in proposito nella biografia di Cornelio Nepote (Attico, 22): «Così, cinque giorni dopo aver preso quella decisione [di non toccare cibo], il giorno prima delle calende di aprile, sotto il consolato di Cn. Domizio e C. Sosio, morì».

Opera letteraria[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia della letteratura latina (78 - 31 a.C.).

Ricco di interessi culturali ed artistici, proprietario di una biblioteca, lettore attento dei testi di Cicerone, di cui fu editore, Attico compose anche alcune opere: una cronologia della storia romana, il Liber Annalis del 47 a.C., ricerche genealogiche su alcune gentes, le Imagines (didascalie in versi poste accanto a ritratti di uomini illustri) e un'opera in greco sul consolato di Cicerone, omaggio affettuoso che aiuta a capire la natura disinteressata della loro amicizia.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Benedetto Coccia, Il mondo classico nell'immaginario contemporaneo
  2. ^ A. Gerlo, Pseudo-Lucretius
  3. ^ Appiano, Guerre mitridatiche, 79.
  4. ^ Plutarco, Vite parallele, Lucullo, 15.2.

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