Publio Sulpicio Rufo

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Publio Sulpicio Rufo ((in latino Publius Sulpicius Rufus); 124 a.C.[1]Laurentum, 88 a.C.) è stato un politico romano.

Aristocratico di parte democratica, tribuno della plebe nell'88 a.C., presentò una serie di leggi (leggi sulpicie), per l'iscrizione dei cittadini italici e dei liberti in tutte le tribù, che ne avrebbe accresciuto il peso politico nei comizi, per l'esclusione dal senato dei membri indebitati per più di 2000 denari e per il richiamo degli esuli. Di fronte all'opposizione del senato, ne impose l'approvazione con la forza e, con l'appoggio dei cavalieri e dei popolari, presentò un'altra proposta di legge che sottraesse a Lucio Cornelio Silla il comando della guerra mitridatica a favore di Gaio Mario. Il fatto scatenò la reazione di Silla, che marciò su Roma e abrogò le leggi. Morì ucciso in seguito al tradimento di uno schiavo.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ segundo Cicero Brutus 301, Sulpicio aveva dieci anni di pui che Quinto Ortensio Ortalo

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