Quinto Pedio

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Quinto Pedio
Roman SPQR banner.svg Console della Repubblica romana
Morte 43 a.C.
Figli Quinto Pedio Publicola
Padre Marco Pedio
Madre Giulia maggiore (sorella di Cesare)
Consolato 43 a.C.

Quinto Pedio[1] (... – 43 a.C.[2]) è stato un militare e politico romano, nipote di Gaio Giulio Cesare, sotto cui servì durante le campagne militari di conquista della Gallia (58 51/50 a.C.).

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Figlio di Marco Pedio e di Giulia maggiore, sorella di Cesare e fratello, forse minore, di Lucio Pinario, aveva servito come generale durante la conquista della Gallia. Durante la guerra civile tra Cesare e Pompeo, rimase al fianco dello zio. Nominato coerede del patrimonio di Cesare assieme al fratello e al nipote, fu eletto console, nel 43 a.C., insieme al nipote Ottaviano. Durante il consolato fece votare la Lex Pedia che decretava l'esilio per tutti i cesaricidi, tra i quali vi erano Servio Sulpicio Galba[3] e Gneo Domizio Enobarbo [4]. Quinto Pedio morì improvvisamente prima della fine del consolato, senza perciò riuscire a frenare il clima di vendette politiche istaurato dai triunviri.

Pedio sposò una nobildonna romana chiamata Valeria, una delle sorelle del senatore romano Marco Valerio Messala Corvino figlia di Marco Valerio Messalla Niger e sua moglie, Polla. [5] Pedio e Valeria ebbero almeno un figlio, di nome Quinto Pedio Publicola . Publicola diventato un senatore romano, che si è distinto con la sua oratoria. Plinio il Vecchio nella sua Naturalis Historia menziona che Quinto Pedio aveva un nipote, anche egli chiamato Quinto Pedio, che era sordo e si distingue come il primo esempio di una persona sorda di cui si ricorda la fama.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Fonti[modifica | modifica wikitesto]

  • Svetonio Le vite dei dodici Cesari Cesare
  • Ronald Syme, L'aristocrazia augustea
  • Wiliam Smith, Dizionario di greci eromani 3 p. 163.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ William Smith, Dictionary of Greek and Roman Biography and Mythology, 1, Boston: Little, Brown and Company, Vol.3 p. 163
  2. ^ Enciclopedia Treccani.it
  3. ^ Svetonio, Vita di Galba, 3.2
  4. ^ Alla fine, Enobarbo sfuggì però alla morte - Svetonio, Vita di Nerone, 3.1
  5. ^ Syme, R., Augustan Aristocracy, p. 20, 206.