Torrente Crostolo

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Crostolo
Crostolo

Il Crostolo presso Rivalta

Stato bandiera Italia
Regione Stemma Emilia-Romagna
Lunghezza 55 km
Portata media 1 2 m³/s
Bacino idrografico 409,7 km²
Altitudine sorgente 550 m s.l.m.
Nasce Appennino reggiano
Sfocia Po a Guastalla

Il Crostolo (Cròstel in dialetto reggiano, Cròstul in guastallese) è un torrente che scorre interamente nel territorio della provincia di Reggio Emilia, ed è un affluente di destra del fiume Po.

Nasce sull'Appennino reggiano, presso l'abitato di Casina, e scorre per un certo tratto parallelo alla Strada del Cerreto. Un tempo scorreva all'interno delle mura della città di Reggio Emilia, lungo l'attuale Corso Garibaldi - localmente detto della Ghiara, appunto dal termine "ghiaia" in dialetto, nome preso anche dalla basilica mariana che affaccia sulla medesima strada - ma nel corso dei secoli subì diverse deviazioni. Una prima volta, nel 1226, il torrente venne deviato fuori le mura, lungo l'attuale viale Timavo, dopo il 1570 venne ulteriormente deviato nella posizione attuale, a due chilometri dalle mura. Sfocia nel Po nei pressi di Guastalla, ma il suo alveo antico, detto "Crostolina", tuttora visibile nella golena del Po, sfociava nel grande fiume a Luzzara, in confine con il mantovano. Il suo corso terminale odierno venne scavato durante il rinascimento. Diede il nome al Dipartimento del Crostolo in età napoleonica.

Indice

[modifica] L'alluvione del 1973

Nel giugno del 1973, Reggio Emilia venne sconvolta da un tragico evento. Nella notte tra l'8 ed il 9 di quel mese infatti, a causa di piogge eccezionali, le acque del torrente Crostolo si riversarono lungo via Monte Cisa, che all'epoca non era ancora protetta dall'argine sul quale sorge il Parco delle Caprette. La violenza dell'acqua fu devastante, due persone perirono, le automobili vennero spazzate via, molte case vennero distrutte. Ma come mai un corso d'acqua che i reggiani sono abituati a vedere sempre in secca o ricoperto dalla vegetazione poté diventatare così distruttivo? La causa principale di tutto ciò fu attribuita alla non curanza dell'alveo del Crostolo. Infatti il corretto defluire dell'acqua in quei giorni venne non poco ostacolato dai detriti e dai tronchi che si erano incastrati sotto le arcate del ponte di San Pellegrino. Inoltre, fino a quel tragico giugno, le casette di via Monte Cisa si affacciavano direttamente sul torrente senza nessuna protezione in caso di alluvione. Purtroppo ciò ha determinato un intervento radicale di cementificazione dell'alveo del Crostolo nel suo tratto cittadino, ormai ridotto ad una chilometrica roggia di calcestruzzo, contro ogni dettato scientifico che imporrebbe la conservazione di sponde terrose ricche di vegetazione - in grado di rallentare il flusso rapido dei periodi di piena - nonché di almeno minime aree golenali deputate ad allargare l'impronta dell'alveo al raggiungimento di livelli alti, così da rallentare il deflusso. Per non dire dello scempio paesaggistico.

[modifica] Regime idrico

Il regime idrico del Crostolo è di tipo torrentizio. Il suo andamento infatti è molto irregolare, presentando forti secche in estate, mentre in primavera e in autunno le portate sono ai massimi livelli.

[modifica] Comuni attraversati dal torrente Crostolo

[modifica] Corsi d'acqua affluenti del Torrente Crostolo

  • Rio Fiumicello
  • Rio Cesolla
  • Torrente Campola
  • Torrente Modolena
  • Cavo Cava
  • Torrente Rodano o Canalazzo Tassone
Statua allegorica del Crostolo in Reggio Emilia

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