Issime

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Issime
comune
Issime – Stemma Issime – Bandiera
Il capoluogo (Duarf) visto dal villaggio di Hubbal
Il capoluogo (Duarf) visto dal villaggio di Hubbal
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Valle d'Aosta-Stemma.svg Valle d'Aosta
Provincia Non presente
Sindaco Christian Linty (lista civica) dal 21/05/2007
Territorio
Coordinate 45°41′00″N 7°51′00″E / 45.683333°N 7.85°E45.683333; 7.85 (Issime)Coordinate: 45°41′00″N 7°51′00″E / 45.683333°N 7.85°E45.683333; 7.85 (Issime)
Altitudine 956 m s.l.m.
Superficie 35,02[1] km²
Abitanti 419[2] (30-11-2012)
Densità 11,96 ab./km²
Frazioni Di seguito i toponimi ufficiali in francese, tra parentesi sono indicati i toponimi in Töitschu:
Fornas (Fornaz), Bioley (Biouley), Ceresole (Di Zinnisili), Champriond (Tschendriun), Chef-lieu (Duarf o Hauptort), Chincheré (Tschentschiri), Crest (Krecht), Crose (Kruasi), Cugna (Künju), Fontaineclaire (Funtrunkieeru), Grand Champ (Gran Tschamp), Grand Praz (Gran Proa), Nicche (Nicke), Plane (Pioani), Praz (Proa), Preit (zam Preite), Karrutzu, Proasch (Proasch), Ribola (Ribulu), Riccard (Rickard), Riccourt (Rickurt), Riccourt Dessus (Z’uabra Rickurt), Herrenhaus (tsch'Hieruhous), Riva (Réivu), Bennetsch, Rollie (Rollji), Seingles (Zéngji), Seingles Dessus (Z’uabra Zéngji), Stein (Stein), Tontinel (Tuntelentsch), Vecchaus (Vetsch-hus), Zan (Sann)
Comuni confinanti Arnad, Brusson, Challand-Saint-Anselme, Challand-Saint-Victor, Fontainemore, Gaby, Lillianes, Perloz, Sagliano Micca (BI)
Altre informazioni
Cod. postale 11020
Prefisso 0125
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 007036
Cod. catastale E369
Targa AO
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climatica zona F, 3 672 GG[3]
Nome abitanti issimesi (in italiano)
issimois (in francese)
éischemera (in Töitschu)
schummerou (in patois di Gaby)
Patrono san Giacomo (in Töitschu, Sen Kiopuk)
Giorno festivo 25 luglio
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Issime
Posizione del comune di Issime all'interno della Valle d'Aosta
Posizione del comune di Issime all'interno della Valle d'Aosta
Sito istituzionale

Issime (Éischeme nella variante Éischemtöitschu della lingua walser; Éséima in patois di Gaby[4]; Eichima in patois valdostano[5]) è un comune italiano di 419 abitanti[6] della Valle d'Aosta.

Geografia[modifica | modifica sorgente]

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Issime si trova nella media valle del Lys, l'ultima valle laterale della Valle d'Aosta sulla sinistra orogafica della Dora Baltea.

Il paese è attraversato dal torrente Lys (in Töitschu, Lyesu).

A valle del capoluogo, nei pressi dell'Orrido di Guillemore, si trova lo sbarramento di Guillemore, che dà vita ad un lago artificale apprezzato anche per la pesca sportiva.[7]

Vette[modifica | modifica sorgente]

La vetta più alta è la Becca Frudiera, localmente conosciuto soprattutto nella versione in francese, Mont Néry (3075 metri).

Le altre vette sono:

Nel vallone di San Grato (in Töitschu, Sen Kroasch Gumbu):

Geografia antropica[modifica | modifica sorgente]

Storicamente il territorio di Issime si divideva in tre parti:

  • Il Tiers de la plaine, fondovalle di Issime e sede del capoluogo (Duarf), dal gouffre de Guillemore fino al villaggio di Zuino escluso, mentre il confine della parrocchia di Issime-Saint-Jacques arriva fino al luogo chiamato zam Rubbi (Rubin nel patois francoprovenzale di Gaby), ben oltre il villaggio di Zuino; in questa parte è compreso anche il vallone di Tourrison (in Töitschu, Turrudschun-Gumbu);
  • Il Tiers Dessus, storicamente Issime-Saint-Michel (localmente, Überlann, cioè "la parte alta del paese", riferito alla sua posizione a monte del capoluogo), costituito nel comune di Gaby nel 1952;
  • Il Tiers de la montagne, comprendente i due valloni di Saint-Grat (Sen-Kroasch-Gumbu) e di Bourines (Burrunun-Gumbu).

Toponimo[modifica | modifica sorgente]

Il toponimo latino è Ixima[10] (anticamente Axima[11]).

Il toponimo ufficiale in francese Issime presenta le forme:

Storia[modifica | modifica sorgente]

In epoca pre-romana, Issime fu interessato da stanziamenti di carattere agro-pastorale e commerciale, legati allo sfruttamento minerario.

Vista del capoluogo (Duarf)

Nel Medioevo divenne capoluogo del mandamento della potente famiglia nobiliare Vallaise (bassa Valle d'Aosta), che nel 1227 concesse al paese, insieme a privilegi speciali tramite uno statuto locale che rimase in vigore fino al 1773.

A partire dal XIII secolo, fu sede del tribunale, la cui sede sorge sulla piazza di Duarf, il capoluogo, e dove un giudice e due consiglieri amministravano la giustizia per i baroni de Vallaise. Issime svolse un ruolo di primo piano anche in ambito religioso, come unica parrocchia dell'alta valle del Lys fino al 1660.

L'insediamento delle genti walser, che si integrarono alla popolazione autoctona di lingua e cultura franco-provenzale, ha dato vita a un dialetto, a costumi e tradizioni, e ad un'architettura originale e tuttora vivente e ottimamente conservata. I migliori esempi di case tipiche walser ("Städel") si trovano nel vallone di San Grato (Sen-Kroasch-Gumbu, in Töitschu) e nel vallone di Bourines ("Burrunun Gumbu", in Töitschu).

Persone legate a Issime[modifica | modifica sorgente]

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

  • A Duarf, la chiesa parrocchiale di San Giacomo presenta dei pregevoli affreschi del Giudizio Universale, i misteri del Rosario sul sagrato, la fonte battesimale in stile romanico e soprattutto l'altare maggiore barocco (il secondo della Valle d'Aosta per dimensioni dopo quello di Antagnod) con 182 statue. Gli affreschi della facciata hanno ispirato la facciata della parrocchiale di Perloz, dedicata a San Salvatore (Saint-Sauveur)
  • la cappella di Santa Margherita lungo il Vallone di San Grato

Architetture civili[modifica | modifica sorgente]

  • A Duarf, il "tribunale dei Vallaise", davanti all'ex palazzo del municipio.
  • Vari “Stadel” lungo il Vallone di San Grato, andando verso il Colle di Dondeuil.
  • Sul promontorio che fronteggia la chiesa parrocchiale si trova la Herrenhaus, un tempo casaforte dei nobili Vallaise.

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Issime è un paese di lingua e cultura walser. L'elemento che contraddistingue la comunità issimese rispetto ad altre realtà dell’arco alpino, come evidenziato da molti studi, sono il plurilinguismo e la compresenza di due gruppi etnici (quello tedescofono e quello francoprovenzale). Riguardo al plurilinguismo, storicamente attestato, si arriva effettivamente fino a cinque varietà (Töitschu, patois di Gaby, piemontese, italiano e francese) nelle competenze linguistiche dei suoi abitanti.

Questa particolarità è evidente nel dialetto, nei toponimi, nell'architettura, e nel costume tipico.

Lingue e dialetti[modifica | modifica sorgente]

Insieme a Gressoney-La-Trinité e Gressoney-Saint-Jean Issime costituisce un'isola linguistica tedesca appartenente alla comunità dei Walser. La popolazione parla infatti un dialetto alemanno, l'Éischemtöitschu.

Oltre ad essere trilingue italiano-francese-tedesco (lingue di istruzione ufficiali per i comuni germanofoni dell'alta Valle del Lys), nel territorio di Issime parte della popolazione parla il patois francoprovenzale valdostano. Inoltre, in virtù della vicinanza geografica e dei rapporti storici con l'adiacente Valsesia e con il Canavese, la popolazione locale conosce anche il piemontese.

Il Töitschu e l'Associazione Augusta[modifica | modifica sorgente]

Il Töitschu era probabilmente la lingua parlata dal gruppo di mercanti del Vallese che nel 1300 migrarono verso sud per esigenze principalmente demografiche. Rispetto al dialetto di Gressoney, denominato Greschòneytitsch, quello di Issime ha subito meno modifiche nel corso dei secoli; ciononostante, è evidente l'influsso del patois valdostano, del piemontese, del francese, e dell'italiano. La comunità issimese è plurilingue. Attualmente il Töitschu è parlato correntemente da buona parte degli abitanti del paese, e sono in corso numerosi tentativi di apprendimento di tipo scolastico. È edito, a cura dell'Associazione Augusta, un dizionario Italiano-Töitschu e Töitschu-italiano[12] e una rivista omonima edita dal 1969. Sono inoltre numerosi i libri e i saggi pubblicati dall'associazione. L'associazione Augusta è nata nel 1967 ed è attiva nella salvaguardia e valorizzazione degli aspetti culturali del paese con particolare attenzione alle lingue e al paesaggio naturale e culturale. Sede dell'associazione è l'antica casa parrocchiale sita nel capoluogo (Duarf).

Degli esempi di töitschu sono:

  • Vergelzgott = grazie
  • Chrigschman = soldato (cfr. ted., Kriegsmann, lett. "uomo della guerra")
  • Heersij (lett. "cuoricino"; da Heers = cuore) = fidanzato/a.
  • D’lljibigotschaugjini : lett. « gli occhietti del buon Dio » - i myosotis.

Un esempio comparativo con il Padre Nostro:

Eischemtöitschu Tedesco Italiano

Ündschen Atte
das bischt im Hümmil,
das déin Noame séji gwihti,
das déin Weelt cheemi,

Vater unser
der Du bist im Himmel,
geheiligt werde Dein Name.
Dein Reich komme.

Padre Nostro
Che sei nei cieli,
Sia santificato il tuo Nome.
Venga il Tuo Regno,

Dei proverbi:

  • Goan tringhien in d’Lljéisu un arwinnen mit dam dust.
Andare a bere nel Lys e tornare con la sete (essere incontentabili).
  • Varchaufen d’sunnu um chaufen dar moanu.
Vendere il sole per comprare la luna (dormire di giorno per far festa di notte).
  • Is het sövvil gschnout, das d'hénji hen muan bikhjen d'steerni.
Ha nevicato così tanto, che le galline beccano le stelle.

Il vallone di San Grato[modifica | modifica sorgente]

Il vallone di San Grato nel suo stato attuale mostra i segni, visibili sia nelle zone esposte che in quelle nascoste dai boschi, della storia della sua colonizzazione. In effetti, si tratta di un vallone di orientamento est-ovest di cui una larga fetta di versante esposto a sud è stata nel medioevo divisa in lotti (particelle). Probabilmente in principio, per gli abitanti originari di Issime, in seguito per i nuovi arrivati, i Walser. I Walser si sono installati nel vallone e vi hanno vissuto almeno a partire dal XIV secolo, utilizzando una parte di queste grandi particelle, dopo aver disboscato parte del territorio in differenti modi. Il paesaggio presenta, quindi, gli elementi di modifica del territorio che ricordano i molteplici modi di sfruttare la montagna a fini agricoli, sia estensivi, sia intensivi. Questo esempio di habitat diffuso, dove hanno coesistito delle popolazioni di origine differente su un territorio limitato, è unico in Valle d’Aosta[13].

Queste differenti evoluzioni sono particolarmente ben visibili tra Prassevin e Zöin (zona dei mayen), e fra quest’ultimo e Réich, passando per Vlüekhji, dove i rascard del XV secolo raccontano i tentativi di utilizzo dell’adret del vallone a fini cerealicoli[13].

Il vallone di San Grato è l’unico esempio in Valle d'Aosta di struttura fondiaria della colonizzazione mantenuta intatta, passata da un insediamento temporaneo (della popolazione romanza) ad un insediamento stabile (della popolazione walser)[13].

Le attività e il loro impatto sul territorio[modifica | modifica sorgente]

Ciascun lotto ha conosciuto una storia agraria differente, che sarebbe da studiare in modo approfondito, ma per un occhio avvezzo è facile riconoscere che certi lotti sono stati adibiti a pascolo, come il territorio sotto Toeifi, e che altri hanno conosciuto uno sfruttamento intensivo (campi cerealicoli e prati da sfalcio)[13].

Appena a monte di Toeifi, si nota a Granir (zona di Invanh), che il lotto circostante al grande Stadel del XV-XVII secolo è circondato dai resti di terrazzamenti cerealicoli che non sono interclusi da muri, come avverrebbe se la zona fosse adibita anche a pascolo. A Méttelti, invece, fino all’inizio del XX secolo, il lotto è stato utilizzato come habitat per delle colture più intensive e la particella è ancora attualmente contornata da un cordone di muri in pietra, alcuni in cattivo stato di conservazione, ma che raccontano la storia di questa particella dove le colture intensive si sono mantenute, mentre le vicinanze (es. Toeifi e Invanh) erano dedicate all’allevamento estensivo del bestiame[13].

Due sono le mulattiere che salgono il fianco esposto a sud del vallone, una si snoda nella fascia bassa del versante detta dan undre Weg (mulattiera di sotto), anche chiamata da Vuss Weg (mulattiera pedonale) e l’altra, appunto, che si snoda nella fascia alta del versante detta dan uabre Weg (mulattiera di sopra) o d’Chünu Weg (mulattiera per le mucche). Sia la suddetta mulattiera bassa, sia la mulattiera alta, rispettivamente a valle e a monte di Méttelti, permettono di raggiungere tal luogo, e i sentieri (Gassi), che vi penetrano dall’alto e dal basso, delimitati da muretti o da lastre o pietre inserite verticalmente (Blatti), per impedire che al passaggio delle mucche queste ultime uscissero nei campi, sono ancora visibili[13].

In effetti, i due differenti percorsi, dan undre Weg e dan uabre Weg, paralleli alle curve di livello, lungo i quali si distribuiscono le particelle realizzate in maniera diffusa, perché appartenenti a proprietari differenti al momento della colonizzazione del territorio, corrispondono ai camminamenti di penetrazione nel bosco e allo schema direttivo della messa in coltura stessa del Vallone di San Grato. Occorre notare che nel catasto d’impianto del 1898 la mulattiera alta è indicata come “Strada vicinale di Munes”, denominazione che evidenzia bene l’importanza che la stessa rivestiva nel sistema viario del vallone di San Grato[13].

Nel vallone di San Grato si identificano tre zone, conosciute col nome di d'undrun Beerga (i mayen inferiori) dai 1300 m ai 1600 m s.l.m., d’uabrun Beerga (i mayens superiori) dai 1600 m ai 1800 m s.l.m. e gli alpeggi d'Alpi[13].

I Beerga si trovano nel territorio fra il fondovalle di Issime e gli alpeggi, e fino alla prima metà del XIX costituivano sedi stabili d’insediamento. Questa fascia, attualmente, è sfruttata a pascolo estensivo, ma fino agli anni ’60 del secolo scorso era utilizzata, ancora e in parte, a coltura intensiva, prati da sfalcio, campi di segale, e soprattutto di patate, coltivate dalla fine del XVIII secolo, quando si introdusse nell’alimentazione umana il prezioso tubero[13].

Il nome dei villaggi dei d'undrun Beerga: Sallir, Büntscht, Mun Russ, Mullersch Balmu, Karruzu, Tschachtelljer, Walécku, Valbounu, Vatt, Ronhkji, Tschuckjini, Vétt, Bouschtschucke, Hürllji, Lénhe Ronh, Benekoadi, Buart, Prassevin, Ribulu, Lansiniri, Hubal, Hantschécku, Écku, Oeju, Bech, Chlousi, Blatti, Walkhu, Scheiti[13].

Il nome dei villaggi dei d'uabrun Beerga: Höischer, Chröiz, Bühl, Zöin, Mattu, Ruassi, Ronh, Mörenzi, Gradunérp, Büertji, Méttelti[13].

Il nome degli alpeggi d'Alpi: Joakischstubbi, Unnertschucki, Petschtschucki, Tschuckerschronh, Jansérp, Prassiro, Brechu, Tschucke, Buadma, Roseritz, Pianh, Schwoarzen Buade, Simulettu, Éischemblattu, Réich, Blackgoavenu, Bröi, Kwerratsch, Kölbrunne, Galm, Toeifi, Pintschenécku, Bühla, Invanh, Ritmal, Tannu, Geissungoade, Ronca, Stubbi, Woart, Vlüekhjini, Bülti, Vlüekhji, Valfreidu, Keckeretschjatz, Méttju, Mundschuvett, Mühni (Munes, Madonna delle Nevi), Stein, Bétti, Wanh, Windjil, Rollumattu, Siawjini, Siawa[13].

Associazioni[modifica | modifica sorgente]

La "Musik Haus", sede della Musikkapelle "La Lira: in tedesco, "La casa della musica")

A Issime è presente una banda musicale, la Musikkapelle "La Lira", fondata nel 1906, la cui sede è la casa della musica (Musik Haus)[14].

Biblioteche[modifica | modifica sorgente]

Il centro polivalente "Z'Lannsch Hous" che ospita la scuola, la biblioteca e la palestra

In località Duarf 11 ha sede la biblioteca comunale.

Cucina[modifica | modifica sorgente]

Sono tipici della cucina di Issime:

tra i primi
  • Fessilsûppu, piatto unico a base di riso e fagioli conditi con burro e formaggio
tra i dolci

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[15]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica sorgente]

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2010 la popolazione straniera residente era di 11 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

Eventi e manifestazioni[modifica | modifica sorgente]

Feste e fiere[modifica | modifica sorgente]

  • Festa patronale di San Giacomo, ultima settimana di luglio;
  • Festa patronale invernale di San Sebastiano;
  • Festa di Santa Cecilia, organizzata dalla banda musicale locale, la Musikkapelle La Lira[14];
  • Z'Wacht im Duarf, che nel dialetto Töitschu significa "Veglia nel paese", organizzata dal comune in collaborazione con la proloco, con la Musikkapelle e con le scuole elementari, ai primi di febbraio: rievocazione di antichi mestieri, musica e stand gastronomici;
  • Festa dell'Associazione Augusta, si svolge normalmente in primavera con la presentazione della rivista annuale "AUGUSTA" edita dal 1969.

Sport[modifica | modifica sorgente]

Nel comune di Issime si è svolta per anni la Marcia del Dondeuil. Dal 2013 si svolge la Cronoscalata Mont Néry.

Il campo di calcio comunale, denominato Walser Stadion, si situa in località Plane.

Economia[modifica | modifica sorgente]

Come in molti comuni valdostani anche nel comune di Issime si produce energia idroelettrica. La centrale omonima, in località Gran Praz, è in gestione alla CVA e sfrutta le acque del Lys.[16]

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Il termine "sindaco", in francese valdostano syndic, è reso nel dialetto locale (Töitschu) dal termine Hoptma.

A Issime si trova la sede della Comunità Montana Walser Alta Valle del Lys (in tedesco, Walser Berggemeinschaft Oberlystal), della quale fanno parte anche i comuni di Gaby, Gressoney-Saint-Jean e Gressoney-La-Trinité.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ http://www.comuni-italiani.it/007/036/
  2. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 novembre 2012.
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  4. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 334.
  5. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 334.
  6. ^ Dato Istat all'1/1/2007.
  7. ^ Catasto laghi > Sbarramento Guillemore, www.arpa.vda.it
  8. ^ a b Michele Musso, Imelda Ronco, D'Eischemtöitschu : vocabolario töitschu-italiano, Walser Kulturzentrum, Gressoney-Saint-Jean, ed. Musumeci, Quart, 1998, p. 300.
  9. ^ Carta Tecnica Regionale, Regione Autonoma Valle d'Aosta; on-line su GeoNavigatore (consultato nel settembre 2013)
  10. ^ DIZIONARIO GEOGRAFICO - Di GOFFREDO CASALIS, Vol VIII, Torino 1841
  11. ^ Vallée d'Aoste autrefois, raccolta di opere di Robert Berton, 1981, Sagep ed., Genova.
  12. ^ AA.VV. (Walser Kulturzentrum), Greschôneytitsch und d'Eischemtöitschu, 1988-1998
  13. ^ a b c d e f g h i j k l Osservazioni, www.augustaissime.it.
  14. ^ a b Sito ufficiale della Musikkapelle
  15. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  16. ^ CVA, Gli impianti. URL consultato il 1º novembre 2013.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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