Ayas

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Ayas
comune
Ayas – Stemma Ayas – Bandiera
Ayas – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Valle d'Aosta-Stemma.svg Valle d'Aosta
Provincia Non presente
Amministrazione
Sindaco Giorgio Munari (lista civica) dal 15/05/2011
Territorio
Coordinate 45°49′00″N 7°41′00″E / 45.816667°N 7.683333°E45.816667; 7.683333 (Ayas)Coordinate: 45°49′00″N 7°41′00″E / 45.816667°N 7.683333°E45.816667; 7.683333 (Ayas)
Altitudine 1.698 m s.l.m.
Superficie 129,90[1] km²
Abitanti 1 359[2] (31-12-2010)
Densità 10,46 ab./km²
Frazioni Antagnod (capoluogo), Champoluc, Cunéaz, Frachey, Lignod, Périasc, Pilaz, Saint-Jacques
Comuni confinanti Brusson, Chamois, Châtillon, Gressoney-La-Trinité, Gressoney-Saint-Jean, La Magdeleine, Saint-Vincent, Valtournenche, Zermatt (CH-VS)
Altre informazioni
Cod. postale 11020
Prefisso 0125
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 007007
Cod. catastale A094
Targa AO
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climatica zona F, 4 781 GG[3]
Nome abitanti ayassini (it.)
ayassins (fr.)
Patrono san Martino di Tours
Giorno festivo 11 novembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Ayas
Posizione del comune di Ayas all'interno della Valle d'Aosta
Posizione del comune di Ayas all'interno della Valle d'Aosta
Sito istituzionale

Ayas (Ayâs in patois valdostano[4]; Ajats in walser; Aiàs durante il fascismo dal 1939 al 1945[4]) è un comune sparso italiano di 1.345 abitanti[5] della Valle d'Aosta.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Territorio[modifica | modifica sorgente]

Il comune di Ayas occupa la parte alta della valle omonima ai piedi delle grandi vette appartenenti alle Alpi Pennine, che lo separano da Zermatt, nella Mattertal (Svizzera) e segnano il confine italo-svizzero. Tra queste bisogna ricordare il Castore (4.226 m), il Polluce (4.091 m) e il Breithorn (4.165 m), che rappresentano le vette più alte del ghiacciaio del Monte Rosa.

Altro importante ghiacciaio è il Grande Ghiacciaio di Verraz. Esso è il principale bacino dell'Evançon che attraversa la Val d'Ayas e sfocia nella Dora Baltea.

Situato all'estremo opposto del Monte Rosa, si erge lo Zerbion, un monte a forma piramidale alto 2.720 m che separa il comune di Ayas da quello di Saint-Vincent.

Flora e fauna[modifica | modifica sorgente]

Per quanto riguarda la flora, il paesaggio di Ayas è dominato dalle varie specie di flora alpina, come il mirtillo rosso (Vaccinium vitis-idaea), la genziana (Gentiana kochiana) e l'anemone (Anemone vernalis). Gli alberi che prevalgono nei boschi sono l'abete rosso (Picea excelsa), il pino cembro (Pinus cembra) e il larice (Larix decidua).

Le specie faunistiche che abitano il territorio di Ayas sono molto varie. Si possono trovare nelle zone lontane dai centri abitati le marmotte, nei boschi gli scoiattoli e le volpi e a volte nei cieli le aquile reali. Inoltre i fiumi e i laghi sono caratterizzati dalla presenza di pesci d'acqua dolce, come le trote marmorate.

Clima[modifica | modifica sorgente]

Il clima è di tipo montano. Presenta inverni freddi e estati fresche. Le precipitazioni sono più frequenti nelle stagioni intermedie. Durante la stagione estiva sono di tipo temporalesco, in quella invernale sono esclusivamente nevose. Essendo collocato in una valle con orientamento Nord-Sud, gode di buona insolazione durante tutto l'anno.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Il toponimo latino è Agatius[7], che sembrerebbe essere il nome del primo colono romano. Tuttavia l'etimologia del termine è incerta, sono molte le opinioni. Per esempio, in omonimia con il toponimo del torrente Ayasse nella valle di Champorcher, Ayas potrebbe derivare dall'aggettivo latino aquatica. Altra ipotesi, potrebbe derivare da giàs, in dialetto piemontese il recinto del gregge.[8]

Per quanto riguarda i primi insediamenti umani nella valle, si pensa che Ayas fosse popolata inizialmente dai Salassi. Questi si dedicarono all'agricoltura, all'allevamento, alla caccia e alla pesca fino alla conquista dei Romani (intorno al 25 a.C.). La Val d'Ayas divenne un'importante via di passaggio verso gli altri territori dell'Impero. In seguito questo suo ruolo si consolidò e i rapporti con il Vallese aumentarono. Da questo momento Ayas cominciò ad essere chiamato Krämertal, la valle dei mercanti. Verso il 515, il territorio di Ayas divenne parte del feudo controllato dai monaci di San Maurizio, di origine Burgunda, che risiedevano nell'abbazia di Saint-Maurice d'Agaune (in Vallese). Questa popolazione impose ai contadini di Ayas il cristianesimo, al quale erano stati fino ad allora estranei. È in questo periodo che furono costruite le prime chiese e le strade che collegavano i villaggi si intensificarono. In seguito il controllo della Chiesa su Ayas si rafforzò, fino a che il Papa con la bolla del 1776 non diede al Vescovo di Aosta Aimone di Quart tutto il controllo della vallata. A questa data risale la prima testimonianza certa di Ayas.

Contemporaneamente all'arrivo dei Burgundi, un flusso migratorio di popolazioni walser, di origine germanica, interessò la vallata, in particolare Saint-Jacques, localmente chiamato Canton des Allemands ("Cantone dei tedeschi"). Un secondo flusso si ebbe nel XII secolo. Questo cambiamento lasciò tracce nell'architettura, simile a quella del Vallese e dell'alta valle del Lys, e nella lingua, in quanto il patois dell'alta val d'Ayas presenta una fonetica e un lessico molto particolare rispetto agli altri patois valdostani.

Verso il 1200 le terre della famiglia di Graines, che controllava allora Ayas, furono vendute alla famiglia di Challant, visconti di Aosta. Così buona parte della val d'Ayas divenne possedimento della potente famiglia Challant. La vallata prese allora il nome di Vallée de Challant-Ayas. Tuttavia non fu solo questa potente famiglia feudataria a controllare la valle, ma anche l'abbazia di Saint-Maurice d'Augaune, che aveva l'alta sovranità sulle terre. La famiglia Challant governò sulla Val d'Ayas fino al XVIII secolo, quando i suoi appartenenti, oramai deboli, ne perdettero il controllo. In seguito la valle divenne parte del Ducato di Aosta e fu organizzata dalla chiesa, che possedeva varie parrocchie lungo tutta la valle.

Come tutti gli altri comuni della Valle d'Aosta, anche Ayas fu colpito da flussi emigratori alla fine del XIX secolo e l'inizio del XX secolo. I principali paesi verso cui si diressero gli Ayassins sono la Francia e la Svizzera.

Durante i due conflitti mondiali, furono molti gli uomini di Ayas ad essere richiamati nell'esercito. Nel ventennio fascista si creò un sentimento di ostilità nei confronti del regime e nel 1944 ci fu una piccola azione partigiana. Inoltre i tedeschi arrivarono fino ad Ayas. Nel 1939 il toponimo venne italianizzato in Aias[9].

In seguito ai conflitti[non chiaro] ci fu una ripresa economica e si avviò l'attività turistica ad Ayas, che portò alla costruzione di alberghi, case, strade e ad un cambiamento di economia.

Un altro evento importante per Ayas, risalente al XX secolo, è la divisione della parrocchia, da cui nacquero la parrocchia di Antagnod e quella di Champoluc.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Architetture civili[modifica | modifica sorgente]

La Val d'Ayas è stata, nel corso della sua storia, molto influenzata dalla Chiesa. Per questo oggi si contano più di venti edifici religiosi, tra chiese, cappelle, santuari, grotte e tabernacoli, tutti affrescati e legati a qualche particolare artistico. Inoltre i fedeli di Ayas hanno fatto affrescare alcune case quindi non è raro che passeggiando ci si imbatta in affreschi con rappresentazioni della Madonna, di Gesù, di santi e della Sacra Famiglia. Per quanto riguarda invece l'architettura popolare, la costruzione popolare per eccellenza è il rascard (di origine walser). I materiali predominanti sono la pietra e il legno, materiali di cui il territorio è ricco. Questi sono uniti in forme semplici, ma eleganti, che formano la casa popolare di Ayas, che fungeva sia da abitazione sia da stalla e fienile. Essa è caratterizzata dalla presenza di due o più piani. Quello inferiore è solitamente in pietra, diviso da quello superiore in legno tramite l'elemento architettonico del fungo ( che serviva per impedire ai ratti di salire al piano abitato ). Il tetto, con uno scheletro composto da tronchi d'albero, è ricoperto dalle lose, pietre piatte tipiche del paesaggio walser. In queste costruzioni ci sono molti elementi artistici caratteristici e variabili, come le rifiniture in legno, le porte ad arco a tutto sesto, le grate alle finestre. Tuttavia non c'è uno stile unico, poiché la fantasia contadina ha dato per secoli costruzioni del tutto uniche.

  • A Antagnod, sono d'interesse la costruzione stereometrica detta Casa Merlet e la Casa Challant (o Maison Fournier), sita sulla strada principale, che ospitò nel XV un castellano della potente famiglia degli Challant.
  • La Villa Rivetti si trova ad Antagnod. Essa è stata voluta dall'industriale biellese Giuseppe Rivetti ed è stata costruita nel 1924. Oggi ospita il municipio di Ayas.
  • L'antico borgo di Champoluc raccoglie antichi edifici e antichi affreschi.
  • II borgo antico di Antagnod, in cui si trovano la biblioteca comunale, alcuni antichi edifici e alcuni affreschi.
  • Il Rû Courtaud, antico ru che serviva per portare l'acqua da Saint-Jacques a Saint-Vincent.

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

  • La Chiesa di San Martino di Tours a Antagnod è un'interessante costruzione religiosa con un campanile a bulbo che si affaccia sulla piazza François-Marie Dandrès. Proprio il parrocco Dandrès la volle ampliare e quindi la chiesa che vediamo oggi è quella voluta dal rettore. Interamente affrescata all'interno, essa ospita alcune opere d'arte sacra. La più importante è l'altare maggiore. Esso è tutto ciò che rimane della vecchia Chiesa e rappresenta il più imponente e il più ricco di tutti gli altari barocchi della Valle d'Aosta: è interamente intagliato nel legno, dipinto ed in gran parte dorato ed è diviso in senso orizzontale in tre zone. La zona inferiore e la zona superiore sono state fatte dagli intagliatori Valsesiani Gilardi e Minaldi nel 1713. È stato effettuato sull'altare un restauro conclusosi nel 2011.
  • La Chiesa di Sant'Anna a Champoluc oggi ospita un cinema, ma un tempo era la principale chiesa del villaggio. Una prima cappella in onore di Sant'Anna è stata costruita nel 1715, mentre l'attuale è stata voluta dal parroco François-Marie Dandrès nel 1836. Sopra il portone ottocentesco si può ancora vedere l'affresco circolare raffigurante Sant'Anna che insegna le Sacre Scritture a Maria, alle loro spalle si può notare San Gioacchino. L'altare ligneo e i dipinti della vecchia chiesa sono custoditi oggi all'interno del nuovo edificio religioso, accanto al vecchio.
  • La Chiesa di San Giacomo a Saint-Jacques è secondo la tradizione antichissima. All'inizio si trovava una piccola cappella, ingrandita poi per volere di Papa Alessandro VI nel 1500. In seguito i ricchi mercanti del villaggio la fecero affrescare, ma poiché era più bassa del livello della strada, le varie alluvioni ne distrussero gli affreschi. Oggi è stata sopraelevata e si possono osservare i resti interni degli affreschi e le pareti esterne. Nella stessa piazza dove si erge questa chiesa si trova una grotta simile a quella di Lourdes, al cui interno c'è una statua della Madonna.
  • Il Santuario di Barmasc come lo si vede oggi risale al 1744. In origine era in onore di Santa Maria Maddalena, ma i fedeli di Ayas lo hanno sempre chiamato Notre-Dame de Barmasc. Per questo il parroco François-Marie Dandrès chiese di poter cambiare nome al santuario e nominarlo Notre-Dame du Bon-Secours (dal francese, Vergine del buon Soccorso). Al suo interno si trovano opere di arte sacra e l'altare su cui poggia un quadro protagonista di una popolare leggenda.
  • La chiesa dell'Addolorata a Lignod è stata ingrandita nel 1777 da Giovan Battista Prince. Tuttavia il Giudizio Universale della facciata risale al pittore Franz Curta, che lo dipinse nell'Ottocento. Questo affresco è impostato secondo alcuni sul modello del Giudizio Universale di Michelangelo Buonarroti.

Architetture militari[modifica | modifica sorgente]

  • Accanto alla chiesa è situato il monumento ai caduti, oltre il quale si apre il cimitero le cui cappelline più antiche custodiscono alcuni affreschi religiosi.

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[10]


Tradizioni e folclore[modifica | modifica sorgente]

L'arte del lavoro del legno dei sabotiers d'Ayas è rinomata per la fabbricazione dei Sabot, chiamati in patois locale tsôques.

Sono molte le leggende popolari che si raccontano sui villaggi e su alcuni luoghi, come la cappella di Salus, che racconta la nascita dell'omonima cappella, o l'eremo di Résy.

Lingue e dialetti[modifica | modifica sorgente]

Oltre al patois, in virtù della vicinanza geografica e dei rapporti storici con il Canavese, la popolazione locale parla anche il piemontese.

Istituzioni, enti e associazioni[modifica | modifica sorgente]

A Champoluc si trova la sede della Compagnie des guides de Champoluc-Ayas, società di guide alpine per l'alta val d'Ayas.

Cultura[modifica | modifica sorgente]

La cultura di Ayas è antica e ricca di tradizioni.

Istruzione[modifica | modifica sorgente]

Nel comune di Ayas si trovano le istituzioni scolastiche di base, materne e elementari. Ad Antagnod ha sede la biblioteca comunale.[11]

Musei[modifica | modifica sorgente]

  • Il Museo di Arte Sacra, ospitato nella cappella del cimitero di Antagnod, racchiude alcuni oggetti che testimoniano la ricchezza della Chiesa di Ayas.
  • A Champoluc si trova la sede delle guide, una costruzione in stile rascard chiamata la “Maison des Guides”. Oggi al piano inferiore si trova una banca, mentre il piano superiore è utilizzato come sale espositiva.

Persone legate ad Ayas[modifica | modifica sorgente]

Nativi di Ayas[modifica | modifica sorgente]

Altre personalità[modifica | modifica sorgente]

Economia[modifica | modifica sorgente]

L'attuale economia del comune è molto diversa rispetto a quella di un secolo fa. Infatti oggi si concentra prevalentemente sulle attività turistiche, per questo ci sono su tutto il territorio alberghi, ristoranti, bar, negozi, rifugi e altre attività del settore terziario. Molto importanti per l'economia, sono gli impianti sciistici del Monterosa Ski. Ci sono comunque alcune attività artigianali ed agricole. In base alla dichiarazione dei redditi del 2006, attualizzata nel 2007, Ayas è il comune più ricco d'Italia: in media i cittadini vivono con oltre 66.000 € a testa[12]. Il risultato è favorito anche dal fatto che il fondatore di Fastweb, Silvio Scaglia, risiede in questo comune.

Turismo[modifica | modifica sorgente]

L'attività principale di Ayas è il turismo. Quindi nel corso dell'anno sono molte le attività che il comune e i residenti propongono ai villeggianti per far scoprire loro le bellezze del territorio e della cultura di Ayas. Bisogna ricordare inoltre che ci sono due impianti sciistici, quello di Antagnod e quello di Champoluc. Antagnod è stato inserito nell'edizione 2008 della guida I Borghi più belli d'Italia. Ayas fa parte della Comunità Montana Evançon.

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

Il videogioco Anna è ambientato in una vecchia segheria tra Périasc e Champoluc.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Ayas fa parte della Comunità Montana Evançon.

Sport[modifica | modifica sorgente]

In questo comune si gioca a tsan, caratteristico sport tradizionale valdostano.[13]

Galleria fotografica[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ http://www.comuni-italiani.it/007/007/
  2. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  4. ^ a b AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 50.
  5. ^ Dato Istat all'31/7/2010.
  6. ^ Le zone sismiche in Italia: Valle-Aosta, statistica 2006, www.abspace.it
  7. ^ Vallée d'Aoste autrefois, raccolta di opere di Robert Berton, 1981, Sagep ed., Genova.
  8. ^ Renzo Ambrogio et alii (a cura di), Nomi d'Italia, De Agostini, Novara, 2006, p.58.
  9. ^ Regio Decreto 22 luglio 1939, n. 1442
  10. ^ Statistiche I.Stat ISTAT  URL consultato in data 28-12-2012.
  11. ^ Biblioteca di Ayas sul sito del Sistema Bibliotecario Valdostano
  12. ^ Articolo de La Repubblica
  13. ^ Dati 2011. Cfr. Anna Maria Pioletti, Giochi, sport tradizionali e società. Viaggio tra la Valle d'Aosta, l'Italia e l'Unione Europea, Quart (AO), Musumeci, 2012, pp. 74-100, ISBN 978-88-7032-878-3.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Abbé Louis Bonin, Vallée de Challand - Brusson - Guide et folk-lore, Mondovì, Mondovì Tipografia Commerciale, 1928.
  • Saverio Favre, Luigi Capra, Giuseppe Scaglio, I sabotier d'Ayas. Mestiere tradizionale di una comunità valdostana, Priuli & Verlucca ed., Ivrea, 1995
  • G. Chiej-Gamacchio, La fabbricazione degli scroi o sabots: nota, Torino: Bona, 1916
  • Marco Soggetto, "Le Vette della Val d'Ayas", L'Escursionista Editore, Rimini, 2008.
  • Ornella Vergnano Gambi, Roberto Gabbrielli, La composizione minerale della vegetazione degli affioramenti ofiolitici dell'alta Valle di Ayas, 1981
  • Alina Piazza, Ayas, Pian Portola, roccia a coppelle, Bulletin d'études préhistoriques et archéologiques alpines, fascicolo 12, 2001, pp. 189-190.
  • Claudine Remacle, Danilo Marco, Giovanni Thumiger, Ayas: uomini e architettura, Saint-Christophe: Duc, 2005
  • Claudine Remacle, Construire en montagne: l'exemple d'Ayas à travers les prix-faits du XVIIe et du XVIIIe siècle, Archivum Augustanum, 2, 2002, pp. 59-111.
  • Gabriella e Gian Piero Morchio, La memoria storica di Ayas: scritti e testimonianze nel "Canton de Magnea", 2ª ed. riveduta e ampliata, Genova, 1997.
  • Gabriella e Gian Piero Morchio, Teutsch Aiatzer-Thal: la presenza walser ad Ayas, Genova, 1999.
  • Ugo Torra, La Valle di Challant-Ayas: le sue antichità, Ivrea: Bardessono, 1958.
  • Luigi Capra, Giuseppe Saglio, Immagini di devozione popolare nel territorio di Ayas: pitture murali su abitazioni, cappelle e oratori, dal XVI al XX secolo in un comune della Valle d'Aosta, Ivrea: Priuli & Verlucca, 2005
  • Mario Aldrovandi (a cura di), La Valle di Champoluc: Challant, Brusson, Ayas, Torino: Lattès, 1931
  • Cesare Poma, Il dialetto di Ayas, Torino: G. Candeletti, 1884
  • Pierre-Joseph Alliod, Grammaire du patois d'Ayas, Aoste: Duc, 1998
  • Garavoglia Claudio, Ayas ieri e oggi = Ayas iér é ouèi, 2007
  • Ayas: storia, usi, costumi e tradizioni della valle, con fotografie di Gianfranco Bini, Ayas: Società guide Champoluc, vol 1-2, 1968
  • Saverio Favre, Les mystères du jugement et de l'antéchrist dans l'ancien carnaval d'Ayas, Société académique, religieuse et scientifique du Duché d'Aoste, 8, 2003, pp. 73-128
  • Amé Gorret e Giovanni Varale, Guida illustrata della Valle di Challant o d'Ayas, Biella: Tipografia commerciale, 1899
  • Guida Rurale della Valle d'Aosta. Comunità Montana Evançon, Assessorato Agricoltura e Risorse Naturali - Regione Autonoma Valle d'Aosta, 2009.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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