Antey-Saint-André

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Antey-Saint-André
comune
Antey-Saint-André – Stemma Antey-Saint-André – Bandiera
Antey-Saint-André – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Valle d'Aosta-Stemma.svg Valle d'Aosta
Provincia Non presente
Amministrazione
Sindaco Roberto Brunod (lista civica Sempre per Antey / Toujours pour Antey) dal 24/05/2010
Territorio
Coordinate 45°48′00″N 7°36′00″E / 45.8°N 7.6°E45.8; 7.6 (Antey-Saint-André)Coordinate: 45°48′00″N 7°36′00″E / 45.8°N 7.6°E45.8; 7.6 (Antey-Saint-André)
Altitudine 1.074 m s.l.m.
Superficie 11,81 km²
Abitanti 626[2] (31.12.2011)
Densità 53,01 ab./km²
Frazioni Avout, Bourg, Buisson, Cérian, Challien, Chessin, Covalou, Épaillon, Fiernaz, Filey, Grand-Moulin, Hérin, Liex, Lillaz, Lod, Moulin, Navillod, Noussan, Nuarsaz, Petit-Antey, Ruvère, Villettaz

Località: Champagne, Chesod, Lilla, Sounère[1]

Comuni confinanti Chamois, Châtillon, La Magdeleine, Saint-Denis, Torgnon, Valtournenche
Altre informazioni
Cod. postale 11020
Prefisso 0166
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 007002
Cod. catastale A305
Targa AO
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climatica zona F, 3 843 GG[3]
Nome abitanti antesani (it.)
antesans (fr.)
Patrono sant'Andrea Apostolo
Giorno festivo 30 novembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Antey-Saint-André
Posizione del comune di Antey-Saint-André all'interno della Valle d'Aosta
Posizione del comune di Antey-Saint-André all'interno della Valle d'Aosta
Sito istituzionale

Antey-Saint-André (Antèy in patois valdostano; Antei Sant'Andrea durante il fascismo dal 1939 al 1946) è un comune italiano di 626 abitanti[4] della bassa Valtournenche, valle laterale della Valle d'Aosta.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

È il primo comune della Valtournenche, e una località turistica situata a 1074 m s.l.m. alla base delle montagne che precedono il massiccio del Tantané. Il paesaggio è costituito da vasti prati sovrastati da boschi di conifere e aiutati da un clima temperato e alla felice posizione del territorio al riparo di venti dominanti.

L'ambiente naturale del comune è praticamente intatto se si eccettua l'area occupata dalla centrale elettrica costruita ed entrata in funzione nel 1926 e che sfrutta le acque del Marmore. Interessante è il lago di Lod, situato a 2020 m s.l.m. le cui rive sono occupate dalla tipica canna di palude (Phragmites australis) e da molte altre specie botaniche ormai in via di estinzione.

Dista circa 33 chilometri ad est da Aosta.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le origini[modifica | modifica wikitesto]

Fin dalle epoche preistoriche la valle in cui sorge il paese è stata un'area di passaggio. Nei pressi di Navillod sono stati rinvenuti i resti di un sepolcreto romano, testimoniando la presenza umana nella zona fin dal Neolitico. Le tracce del periodo romano sono poche: tra Fiernaz (pron. "Fièrna") e Antey sono stati effettuati ritrovamenti di fibule a navicella in bronzo, monete, manufatti in pietra ollare frammenti ceramici risalenti all'epoca classica. Lo stesso toponimo è probabilmente di origine romana, derivato forse dal patronimico Anthesius, per il quale tuttavia non esistono attestazioni documentarie.[6]

Il Medioevo[modifica | modifica wikitesto]

Il Cervino visto dalla SS406 nei pressi di Buisson

In questo periodo storico la protagonista indiscussa della storia locale fu casa Challant, qui rappresentata dal ramo dei signori di Cly, discendenti da Bosone III che nel 1212 appare in un investitura e da Bosone IV considerato il capostipite della famiglia. Ebbe due figli: Bonifacio (Boniface) e Goffredo (Godefroy), che negli anni 1293 e 1304 concessero franchigie ai sudditi di Torgnon e Antey. Sotto il loro dominio vi erano le località di: Antey, Chambave, Diémoz, Verrayes, Saint-Denis, e quasi tutta la valle dell'alto Vallese. A causa di una pessima situazione economica, dovettero tuttavia cedere per un certo periodo i loro territori della Valtournenche e Saint-Marcel. Il territorio passò a Bonifacio II alla morte dei due fratelli, poi a Pietro II e a suo fratello Gotofredo II, che si rivelarno dei signori tirannici e prepotenti.

I Savoia[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1331 l'intervento dei Savoia espropriò una prima volta Boniface de Cly. Nel 1351 inoltre il figlio Pierre II si rifiutò di consegnare il castello di Cly per le udienze generali del conte di Savoia, durante le quali, secondo lo storico valdostano Joseph-Gabriel Rivolin, ribadiva la propria sovranità sulla regione, amministrando direttamente la giustizia. A causa dell'atteggiamento vessatorio dei Signori di Cly Amedeo di Savoia nel 1376 li privò definitivamente del feudo. In questo modo la Signoria di Cly divenne dominio diretto dei Savoia, interessati ovviamente al controllo dell'importante di questa via di comunicazione che grazie al colle del Teodulo portava nel Vallese.

Nel 1550 il territorio fu concesso al generale spagnolo Cristoforo Morales alleato del duca dei Savoia. Morales venne accusato, nel 1554, di alto tradimento per cui il feudo passò a Giovanni Fabbri di Doues, segretario di stato e consigliere dei Savoia che nel 1562 ne acquistò i diritti da Emanuele Filiberto duca di Aosta per la somma di 8.000 scudi d'oro. Divenuta baronia nel 1642 la signoria di Cly passò, dopo la morte del Fabris, a Pierre-Philibert Roncas, che, ancora in vita lasciò i suoi possedimenti a Giacomo Antonio Filiberto Bergera. Nel 1726 Giacomo morì lasciando i suoi beni a Giacomo Antonio, che nel 1745 accettò l'offerta dei comuni di estinguere "i censi" e i "foages" in cambio della somma di 12.492 Lire. Nel 1778 il titolo baronale passò ala famiglia Gozani d'Olmo che lo mantenne per fino al 1843, quando morì l'ultimo barone di Cly.

Era moderna[modifica | modifica wikitesto]

Entrato a far parte del Regno d'Italia dal 1939 al 1946 il paese subì l'italianizzazione del nome che fu trasformato in Antei Sant'Andrea[7]. Antey prese parte attiva all'ultima fase della seconda guerra mondiale: nella Valtournenche operò infatti la brigata partigiana "Marmore", comandata da Celestino Perron.

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica wikitesto]

Secondo lo storico valdostano Jean-Antoine Duc, la fondazione della parrocchia di Antey risalirebbe al VI secolo. Sicuramente il territorio occupava tutta la sinistra orografica del Marmore, comprendendo La Magdeleine, Chamois e parte dell'attuale comune di Valtournenche. Invece, Torgnon, che si estende sulla destra orografica del Marmore, venne separato da Antey nel 1249.

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

  • La Parrocchia di Antey venne citata per la prima volta nel 1176 grazie ad una bolla papale emessa da Alessandro III, in cui dichiarava di prendere sotto la sua protezione la diocesi aostana a cui apparteneva Antey. Dopo il 1184 prende forma una piccola comunità di monache agostiniane del Monastero di Santa Caterina di Leuéche, profughe dal Vallese. Tale comunità si trasferì comunque pochi anni dopo nel territorio di Saint-Denis e successivamente ad Aosta. La parrocchia passò nel XIII secolo sotto la giurisdizione della prevostura di Saint-Gilles di Verrès e vi rimase fino alla fine dell'Ottocento. Nel XVI secolo, Antey-Saint-André dovette affrontare la comparsa, avvenuta tra il 1522 e il 1523 del Protestantesimo, che fu osteggiato dal vescovo di Aosta proibendo per alcuni anni la predicazione da parte dei sacerdoti stranieri. Nel 1749 venne richiesta la separazione ufficiale della parrocchia di La Magdeleine da quella di Antey, che venne soddisfatta solo dopo una seconda richiesta presentata quarant'anni dopo nel 1789.
  • La chiesa parrocchiale di Sant'Andrea pare essere stata costruita presso i resti di una casaforte medioevale del 1364[8]. Della costruzione preesistente sarebbe rimasta solo una torre, successivamente incorporata nel 1555 nell'attuale struttura del campanile, la cui cella, traforata con bifore con archi a sesto acuto, è attualmente sovrastata da una cuspide ottagonale. L'interno è a pianta rettangolare a tre navate, rivela evidenti tracce di successive stratificazioni con una linea architettonica non omogenea. La trave dell'arco centrale è dipinta con cornici in legno dorato con ghirlande di fiori e frutti, mentre la tribuna ottocentesca dell'organo è realizzata con pannelli in noce, intagliati con motivi a rami fogliati e strumenti musicali. Pregevole il portale tardo gotico in pietra lavorata.
  • La Cappella di Santa Barbara costruita nel 1722 in località Hérin.
  • La piccola Chiesa di Fiernaz (pron. "Fièrna") dalla tipica facciata dipinta in località Hérin.

Architettura civile[modifica | modifica wikitesto]

Tra gli edifici di un certo rilievo va segnalata la presenza di alcuni Rascards; delle caratteristiche case di montagna costruite in legno e rialzate dal suolo, tipiche della civiltà walser. Se ne possono ammirare alcune a Avout e a Hérin.

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Musei[modifica | modifica wikitesto]

  • Nella vecchia sede della magistratura, detta Casa Engaz, oggi ha sede la biblioteca;
  • è stato allestito un piccolo museo etnografico, con una sala per la "Un tempo la veillà nella stalla", dedicata alla ricostruzione della vita famigliare durante la veillà.

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[9]


Economia[modifica | modifica wikitesto]

Un tempo tipico paese di media montagna, oggi Antey-Saint-André è divenuto una stazione turistica di prestigio, soprattutto apprezzata nel periodo estivo.

Come in molti comuni valdostani anche nel comune di Antey si produce energia idroelettrica. La centrale idroelettrica di Cavalou, in gestione alla CVA, sfrutta le acque del torrente Marmore e quelle dei ru Gran Chamois, Torgnon, Antey, e Promiod.[10]

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

  • Fiera dell'artigianato (Foire de l'artisanat) per allievi scultori e intagliatori - in agosto[11];
  • Sagra delle mele (Fête des pommes) - prima domenica di ottobre[12].

Escursioni[modifica | modifica wikitesto]

Tra le molte escursioni in zona è da segnalare l'ascesa a La Magdeleine, raggiungibile partendo da Avout, e seguendo la strada carrozzabile fino alla mulattiera di Les Seingles, la quale parte a sua volta da Nuarsaz (pron. "Nüarsà") e arriva al pianoro di Chamois.

È possibile raggiungere Chamois anche tramite la funivia da Buisson.

Amministrazione[13][modifica | modifica wikitesto]

Il municipio
Gonfalone comunale.
Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1945 1946 Battista Vittorio Pellissier Sindaco
1946 1956 Luigi Navillod Sindaco
1956 1967 Mario Navillod Sindaco
1967 1970 Grato Giocondo Chatrian Sindaco
1970 1975 Gilberto Déjanaz Sindaco
1975 1980 Rinaldo Vittaz Sindaco
1980 1981 Gilberto Déjanaz Sindaco
1981 1986 Ferdinando Barrel Sindaco
1986 1995 Roberto Brunod Sindaco
1995 2000 Marco Poletto Sindaco
2000 In carica Roberto Brunod Sindaco

Fa parte della Comunità Montana Monte Cervino.

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

In questo comune si gioca sia a palet che a tsan, caratteristici sport tradizionali valdostani.[14]

Galleria fotografica[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Comune di Antey-Saint-André - Statuto, art.5.
  2. ^ ISTAT data warehouse
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  4. ^ Dato Istat all'31/7/2010.
  5. ^ Le zone sismiche in Italia: Valle-Aosta, statistica 2006, www.abspace.it
  6. ^ Luciano Viola, cit.
  7. ^ Regio Decreto 22 luglio 1939, n. 1442
  8. ^ André Zanotto, Castelli valdostani, Quart (AO), Musumeci [1980], 2002, p. 43, ISBN 88-7032-049-9.
  9. ^ Statistiche I.Stat ISTAT  URL consultato in data 28-12-2012.
  10. ^ CVA, Centrale di Cavalou. URL consultato il 1º novembre 2013.
  11. ^ (FRITENDEES) La fiera dell'artigianato di Antey-Saint-André
  12. ^ Le sagre delle mele di Antey-Saint-André e di Gressan
  13. ^ Luciano Viola, Antey-Saint-André dalle origini ad oggi - des origines à aujourd'hui, 1994.
  14. ^ Dati 2011. Cfr. Anna Maria Pioletti (a cura di), Giochi, sport tradizionali e società. Viaggio tra la Valle d'Aosta, l'Italia e l'Unione Europea, Quart (AO), Musumeci, 2012, pp. 74-100, ISBN 978-88-7032-878-3.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Luciano Viola, Antey-Saint-André dalle origini ad oggi, Torino, 1994.
  • (FR) Alessandro Liviero et Enrico Tognan (a cura di), Il était une fois... : le bourg d'Antey-Saint-André et son château au Moyen Age, a cura della Bibliothèque communale, Châtillon: Tipo-lito Maurizio, 1998.
  • Mirko Cianci, Antey-Saint-André: le incisioni rupestri del bosco di Tsamosentse, Châtillon: Cervino, 1998
  • (FR) Cristina Sanna, Témoignages gravés dans la commune d'Antey-Saint-André in Nouvelles du Centre d'études francoprovençales René Willien, 58, 2008, pp. 24-42.
  • Mirko Cianci, Venti di fede: cappelle rurali, oratori e dipinti religiosi nella parrocchia di Antey-Saint-André, Châtillon: Cervino, 2005.
  • Andrea Rolando, Antey-Saint-André entre haute et basse Vallée d'Aoste, in Nouvelles du Centre d'études francoprovençales René Willien, 49, 2004, pp. 82-94.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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