Varallo
| Varallo comune |
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| Dati amministrativi | |||||
| Stato | |||||
| Regione | |||||
| Provincia | |||||
| Sindaco | Eraldo Botta (lista alleata della Lega Nord) dal 07/05/2012 | ||||
| Territorio | |||||
| Coordinate | 45°49′0″N 8°15′0″E / 45.81667°N 8.25°ECoordinate: 45°49′0″N 8°15′0″E / 45.81667°N 8.25°E | ||||
| Altitudine | 450 m s.l.m. | ||||
| Superficie | 88,71 km² | ||||
| Abitanti | 7 593[1] (31-12-2010) | ||||
| Densità | 85,59 ab./km² | ||||
| Frazioni | Arboerio, Balangera, Camasco, Cervarolo, Crevola, Dovesio, Locarno, Morca, Morondo, Parone, Roccapietra, Scopelle, Valmaggia | ||||
| Comuni confinanti | Borgosesia, Breia, Cesara (VB), Civiasco, Cravagliana, Madonna del Sasso (VB), Nonio (VB), Quarna Sotto (VB), Quarona, Sabbia, Valstrona (VB), Vocca | ||||
| Altre informazioni | |||||
| Cod. postale | 13019 | ||||
| Prefisso | 0163 | ||||
| Fuso orario | UTC+1 | ||||
| Codice ISTAT | 002156 | ||||
| Cod. catastale | L669 | ||||
| Targa | VC | ||||
| Cl. sismica | zona 4 (sismicità molto bassa) | ||||
| Nome abitanti | varallesi | ||||
| Patrono | san Gaudenzio | ||||
| Giorno festivo | 22 gennaio | ||||
| Localizzazione | |||||
| Sito istituzionale | |||||
Varallo (Varal in piemontese), spesso indicato erroneamente come Varallo Sesia, è un comune italiano di 7.538 abitanti della provincia di Vercelli in Piemonte, situato in Valsesia. È il comune più esteso[2] della provincia di Vercelli.
Sorge lungo le rive del fiume Sesia ed è diviso in due parti dal torrente Mastallone, suo affluente, che separa il centro storico, detto Varallo Vecchio, dalle aree più recenti. Unisce attività industriali e turistiche. È dominato dal Sacro Monte di Varallo, uno dei maggiori luoghi di culto del cattolicesimo del Piemonte, che attira annualmente migliaia di turisti.
Indice |
Geografia[modifica]
Varallo si trova quasi allo sbocco della Valsesia nella pianura vercellese alla confluenza del Mastallone nel Sesia.
Il territorio comunale culmina a nord con la Massa del Turlo (1960 m), tocca la quota minima sulla Sesia (398 m) al confine con Quarona e risale, sulla sponda opposta del fiume, fino ai 1827 m del Castello di Gavala e ai 1631 m della Res, che domina la cittadina da sud-ovest.[3]
Clima[modifica]
| Per approfondire, vedi Stazione meteorologica di Varallo. |
Storia[modifica]
Varallo tra l'12 settembre 1944 e il 25 aprile 1945 è Comando "zona militare Valsesia" con Vincenzo (Cino) Moscatelli come Commissario di guerra, Eraldo (Ciro) Gastone come Comandante militare e Aldo (Aldo) Benoni Capo di stato maggiore. L'11 luglio 1944 viene proclamata la Repubblica della Valsesia.[4]
Varallo, per la Valsesia, è tra le Città decorate al Valor Militare per la Guerra di Liberazione in quanto insignita della Medaglia d'Oro al Valor Militare per i sacrifici delle sue popolazioni e per la sua attività nella lotta partigiana durante la seconda guerra mondiale.
L'origine del nome[modifica]
Le origini del toponimo sono incerte: alcuni studiosi lo riconducono alla radice celtica bar (modificatosi poi in var), intesa come luogo fortificato, vista la posizione a difesa delle due valli Grande e Mastallone, mentre Carlo Guido Mor ipotizza una derivazione da Variarius, nel significato di zona aspra ed incolta; altri ancora ne individuano l'origine dal nome della popolazione celtica dei Veratri.
Varal, ancora prima Varade ovvero War-Ade, War (acqua) Ade (sacro). Varallo anticamente aveva come porta il ponte sul Mastallone quindi difesa dal Sicide (Sesia ovvero Sejs (Confine)) sulla destra e dal Mastallone sulla sinistra con la naturale fortificazione alle spalle data dall'Unipiano. La tribù insubre (Sicidi), di cui la Valsesia faceva parte, indicava come sacre le unioni delle acque: da qui War Ade (acque sacre) per l'unione del Sicide con il Mastallone che lì aveva luogo.[senza fonte]
Il più antico documento relativo a Varallo, dove compare l'antica denominazione Varade, risale al 10 giugno 1025: si tratta di un diploma con il quale il re di Germania Corrado II, detto il Salico, conferiva al vescovo Pietro di Novara alcuni beni sequestrati ai fratelli Riccardo e Uberto dei conti di Pombia, sostenitori di Arduino d'Ivrea, tra cui la val d'Otro (alpe de Otro), il ponte di Varallo (ponte de Varade) e Roccapietra (Roccam Huberti)[5].
La stessa denominazione Varade compare anche in un successivo diploma di Enrico IV del 13 aprile 1060[6]. In seguito però iniziò ad affermarsi la denominazione Varale, che compare la prima volta in un documento del 6 marzo 1083 con il quale il conte Guido di Pombia donava alcuni beni di sua proprietà situati in Valsesia all'abbazia di Cluny, tra i quali un mulino che sorgeva "in loco ubi dicitur Varale"[7]; questa denominazione, tanto nella forma Varale che in quella villam Varallis, si diffuse definitivamente durante il XII secolo[8].
Monumenti e luoghi d'interesse[modifica]
Il Sacro Monte[modifica]
| Per approfondire, vedi Sacro Monte di Varallo. |
Il Sacro Monte di Varallo è il più antico dei Sacri Monti, essendo stato eretto a partire dal 1491 da Bernardino Caimi, frate Minore Osservante, già custode in Terra Santa. Nel 2003 questo straordinario complesso monumentale è stato inserito dall'UNESCO nella Lista del Patrimonio dell'Umanità insieme ad altri sei Sacri Monti piemontesi.
Fa parte dei poli museali dell'Ecomuseo della Valsesia.
Architetture religiose[modifica]
Tra i principali monumenti a Varallo nel capoluogo vanno ricordati
- Chiesa di Santa Maria delle Grazie
- Cappella della Madonna di Loreto
- Chiesa della Madonna del Cuore, sulle pendici della rupe su cui sorge il Sacro Monte. Venne edificata a partire dal 29 luglio 1737, grazie anche alle elargizioni degli abitanti di Varallo.
- chiesa di Sant'Antonio
- chiesa di San Giacomo
- chiesa di San Giovanni Battista
- chiesa di San Marco
- chiesa di San Pietro Martire
- Collegiata di San Gaudenzio
- l'ex Convento delle Suore Orsoline
Architetture civili[modifica]
- Casa di Gaudenzio Ferrari
- Palazzo Baldissarri - Pitti
- Palazzo Centa - Testa
- Palazzo Scarognini d'Adda
- il Palazzo dei Musei, sede della Pinacoteca civica e di altri musei
- Palazzo Rachetti, sede della biblioteca civica e dell'archivio di stato
- il Teatro Civico, in piazza Vittorio Emanuele II, dove si trova anche il monumento al re Vittorio Emanuele II
- Villa Durio, sede dell'amministrazione comunale
- Villa Barbara, sede della pretura
- Villa Virginia, già Villa Axerio, ricca di decorazioni in marmo artificiale, sede della Comunità Montana Valsesia
Musei[modifica]
Tra i musei si ricordano, oltre alla Pinacoteca civica, il Museo Comola con sede nella frazione Camasco, il Museo Scaglia ed il Museo di Storia Naturale Calderini.
Tradizioni[modifica]
L'Alpàa[modifica]
| Per approfondire, vedi Alpàa. |
Nel mese di luglio vi si svolge una grande manifestazione, l'Alpàa, che raccoglie lungo le strade cittadine stand rappresentativi di tutte le attività economiche, sociali, culturali e turistiche dell'intera vallata. Nell'occasione si tengono concerti, spettacoli e mostre.
Il Carnevale di Varallo[modifica]
| Per approfondire, vedi Carnevale di Varallo Sesia. |
Il carnevale è una delle tradizioni più sentite a Varallo. Le manifestazioni si svolgono tutti gli anni dal giorno dell'Epifania (6 gennaio) al mercoledì delle ceneri, primo giorno di Quaresima. Durante questo periodo la città è governata dalla maschera Marcantonio Carlavèe, re dei Dughi e dei Falchetti (così si chiamano i varallesi durante questo periodo). Accompagnato dalla maschera femminile (la Cecca, eletta ogni anno tra le ragazze più belle della città), Marcantonio porta gioia e allegria nel corso di manifestazioni pubbliche, balli, cene e iniziative per bambini, anziani e disabili. Tra gli eventi più partecipati ci sono la Veggia Pasquetta (celebrata sempre il 6 gennaio), il Ballo della Cecca, la Carnevalàa n'tla stràa, la Giubiaccia, la Raccolta della Legna e il Bal d'la Lum. Il vertice del carnevale di Varallo si tocca il martedì grasso con la preparazione e la distribuzione alla popolazione della Paniccia, un minestrone di riso e verdure cotto sul fuoco dentro enormi pentoloni, che un tempo serviva come pasto caldo per poveri e carcerati. L'ultimo evento è il Processo e il rogo a Marcantonio che cade il primo giorno di Quaresima chiudendo il calendario di iniziative. Il carnevale viene organizzato da un apposito Comitato che si costituisce in autunno e porta avanti le manifestazioni dell'anno successivo.
Frazioni[modifica]
Conta numerose frazioni: Aniceti, Arboerio, Balangera, Barattina, Camasco, Cervarolo, Crevola, Dovesio, Locarno, Morca, Morondo, Parone, Pianebelle, Roccapietra, Scopelle, Valmaggia, alcune delle quali in precedenza erano comuni autonomi.
Fra queste vanno ricordate Camasco, Cervarolo, Locarno, Roccapietra.
Amministrazione[modifica]
Tra le note, da ricordare che l'ex Sindaco Gianluca Buonanno, Lista Buonanno, alleata della Lega Nord, è stato uno degli amministratori d'Italia con la percentuale di rielezione più alta, l'81%. Lo stesso Sindaco, alle elezioni del 13-14 aprile 2008, viene eletto alla Camera dei deputati.
Galleria fotografica[modifica]
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Sacro Monte di Varallo
Basilica -
Sacro Monte di Varallo
Cappella XXXIII. Giovanni d'Enrico, Ecce Homo, 1608-9 -
Sacro Monte di Varallo
Tabacchetti e Giovanni d'Enrico, Salita al Calvario, 1599-1600 -
Sacro Monte di Varallo
Cappella XX. L'Ultima Cena -
Sacro Monte di Varallo visto da Crevola
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Varallo e il Monte Rosa
Evoluzione demografica[modifica]
Abitanti censiti[9] 
Gemellaggio[modifica]
Onorificenze[modifica]
Il 14 luglio 1971, la città è stata insignita per la Valsesia della Medaglia d'Oro al Valor Militare[10]
| Medaglia d'oro al valor militare | |
| «Ribelle all'occupazione nazifascista, la Valsesia combatteva durante venti mesi la dura guerra partigiana per la liberazione nazionale. Perizia di Capi, valore di migliaia di partigiani e patrioti d'aggressive, manovriere, formazioni, solidarietà rischiosa e appassionata delle popolazioni alla Resistenza, impegnavano duramente, con armi e mezzi tolte al nemico ed insidiosa ostilità dell'ambiente, numerosi presidi ed ingenti Unità operative dell'occupante, infliggendogli, con il combattimento ed il sabotaggio, rilevanti perdite umane e materiali ed esiziale oneroso logorio di forze. Sottoposta a rastrellamenti, repressioni cruente e distruzioni, irriducibile non piegava all'oppressore e centinaia di caduti in armi, decine di trucidati per rappresaglia testimoniano il tributo di valore e di sofferenza, con cui i combattenti e le popolazioni di Valsesia per congiunte virtù militari e civili opponevano all'oppressore la forza invincibile dell'amore per la libertà e per lì indipendenza della Patria» — Settembre 1943 - aprile 1945 |
Note[modifica]
- ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
- ^ http://www.dossier.net/comuni-italiani/provincia-vercelli.htm
- ^ Carta Tecnica Regionale raster 1:10.000 (vers.3.0) della Regione Piemonte - 2007
- ^ Zona operativa "Valsesia"
- ^ Conradi II. Diplomata, a cura di H. Bresslau, in MGH, Diplomatum Regum et Imperatorum Germaniae, vol. IV, doc. 38, pp. 40-42; Carte valsesiane fino al secolo XV conservate negli archivi pubblici, a cura di C. G. Mor, Torino 1933 (Biblioteca della Società Storica Subalpina, CXXIV), doc. IV, pp. 7-9.
- ^ Heinrici IV. Diplomata, a cura di D. von Gladiss, in MGH, Diplomatum Regum et Imperatorum Germaniae, vol. VI, parte 1, doc. 63, pp. 82-84; Carte valsesiane cit., doc. VI, pp. 11-13.
- ^ A. Bruel, Recueil des chartes de l'Abbaye de Cluny formé par Auguste Bernard, complété, révisé et publié par Alexandre Bruel, Paris 1888, vol. IV, pp. 757-760, doc. 3600; Carte valsesiane cit., doc. VIII, pp. 14-17
- ^ Sulla denominazione ufficiale del comune di Varallo (vedi la pagina di discussione)
- ^ Statistiche I.Stat - ISTAT; URL consultato in data 28-12-2012.
- ^ Motivazione sul sito del Quirinale
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Collegamenti esterni[modifica]
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