Gries-San Quirino

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Circoscrizione Gries - San Quirino
Stadtviertel Gries - Quirein
Territorio Centro Civico
Gries-San Quirino - Gries-Quirein Bolzano-Bozen.jpg
Stemma:
Vecchio stemma di Gries
Circoscrizione: Gries - San Quirino
Comune: Bolzano
Comune catastale: Gries
Provincia: Bolzano - Alto Adige
Altitudine: 246 m
Superficie: 13,46 km²
Popolazione: 30.049 ab. 15.07.2010
Densità: 2.232 ab./km²
CAP: 39100
Prefisso: 0471
Nome abitanti: (IT) di Gries o di San Quirino
(DE) Grieser o Quireiner
pianta della città Geoplan
Sede del
Centro civico:
Piazza Gries 18
39100 Bolzano
Sito ufficiale: Gries - San Quirino
Indirizzo E-Mail: gries@comune.bolzano.it
Territorio
Quartieri
circoscrizionali:
  • Gries
  • San Quirino (Quirein)
  • San Maurizio (Moritzing)
  • Fago (Fagen)
  • Guncina (Guntschna)
  • San Giorgio (St. Georgen)
  • Il Bivio (Kaiserau)
Circoscrizioni
e comuni limitrofi:
Politica
Presidente : Peter Warasin (SVP)
Vicepresidente: Giulio Righele (PD)
Consiglio
circoscrizionale
(11 Consiglieri)
SVP 3, PD 2, PDL 2,
Verdi 1, PRC 1, Lega Nord 1,
Unitalia 1
Fotografia (colorata ex post) di Gries verso il Catinaccio del 1890 ca.

Gries-San Quirino (in tedesco Gries-Quirein) è una delle cinque circoscrizioni di Bolzano. Con oltre 30.000 abitanti è la più popolata della città. Ha una superficie di 13,46 km² ed è quindi la seconda per estensione geografica. Fu un comune mercato dal 1901 al 1925.

Indice

Nome [modifica]

Il nome deriva da due toponimi storici:

  • Gries /griːəs/ era originariamente un comune autonomo a vocazione agricola, attestato già nel 1185 come Griaz, nel 1186 come Grize, nel 1320 come Griez e nel 1525 come "Gries".[1]

Il nome più antico di Gries era invece Keller, nome germanico attestato fino nel tardo medioevo e legato alla cantina vinicola della chiesa vescovile di Frisinga (in Baviera) che era situata nell'ex maso Lofferer vicino all'antica chiesa parrocchiale di Gries. Si hanno le attestazioni di Chelre e Cheller del 1293 e di Kelre e Keller del 1318.[2]

Gries venne unito al comune capoluogo nel 1925 dal durante il Fascismo. L'ultimo borgomastro democraticamente eletto e destituito dal regime assieme al consiglio comunale, fu Josef Mumelter-Möckl. Un largo viale scenografico, la Via del Littorio e poi dell'Impero nel Ventennio (dal 1945 Corso Libertà), venne realizzato al posto della strada sterrata che allora univa i due centri abitati passando attraverso le campagne. Come in pochi altri casi, il toponimo tedesco (pronunciato "Grìes") è stato preservato anche in italiano.

Oggi Gries, con il vecchio centro, il convento benedettino di Muri-Gries e la chiesa di Sant'Agostino, conserva la sua caratterizzazione di "paese" nella città, anche se i confini si confondono sempre più con gli altri quartieri. Rimangono a tutt'oggi importanti masi d'origine medievale, in genere dediti alla viticoltura, quali Möckl, Schmid-Oberrautner, Egger-Ramer, Kofler auf Zeslar (Rundenstein) o Fuchs im Loch.[3] Di particolare pregio è il maso, sotto tutela architettonica, del Mauracher, vicino alla strada per la Val Sarentino.[4]

  • San Quirino (Quirein) era una delle sette frazioni rurali di Gries e deve il suo nome a San Quirino di Neuss, patrono dell'abbazia di Tegernsee (in Baviera). I frati benedettini del convento di Tegernsee avevano delle vigne in questa località sulla sponda destra del Talvera, e una piccola chiesetta dedicata al santo, di cui oggi esiste ancora la cripta, inglobata nel maso Gugler. Il toponimo è attestato nel 1180-1190 come ad Sanctum Quirinum[5] e nel 1474 come sandt Krein[6].

Geografia [modifica]

La circoscrizione odierna è prevalentemente pianeggiante, protetta a nord dai contrafforti del Guncina che le donano in clima mite e comprende Gries e le località Fago/Fagen, San Maurizio/Moritzing, Guncina, San Giorgio, Sand-Sabbia, San Quirino e parte del Bivio.

San Maurizio [modifica]

San Maurizio (Moritzing) è un territorio agricolo ai margini della città, ricco di imprese vinicole. Prende il nome dalla chiesetta romanica di San Maurizio, fortemente rimaneggiata in epoca gotica e barocca: l'unica struttura romanica ancora esistente è l'abside parzialmente affrescata.

Nelle vicinanze della chiesetta è posto uno dei masi più antichi e imposanti della zona di Gries, l'Anreiterhof, ex-fattoria del vescovo di Bressanone.[7]

Qui si trovano anche l'antico Schwefelbad ("Bagni di zolfo"), l'ospedale generale regionale "Lorenz Böhler" e la centrale operativa del soccorso sanitario (118, Croce Bianca, Croce Rossa Italiana, Elisoccorso provinciale).

Nel 1981 qui si scoprì un sito di sepoltura risalente della tarda età del ferro (tra il V ed il III secolo a.C.), con 32 urne funerarie ed un ricco corredo di oggetti di uso comune e vestiti.[8]

Il toponimo originario della zona è invece Russan, un nome prediale tardoantico, attestato nel 1164-1173 come tale, che fu soppiantato solo dal XV secolo con il nome di Moritzing, attestato attorno al 1400 come S. Moritzing e nel 1596 come St. Mauritzius zu Moritzing. La forma italiana è stata creata dal fascismo solo nel 1940, mentre manca nell'elenco dei nomi italianizzati approntato da Ettore Tolomei.[9]

Storia [modifica]

Piantina del Kurort di Gries nel 1884, a cura di Otto an der Lan

Gries ha una storia parallela a Bolzano. Si sviluppò come centro agricolo intorno ad una fortificazione eretta in epoca altomedievale da una dinastia oggi estinta, i conti di Morit-Greifenstein. Gries acquistò importanza nei confronti di Bolzano quando il conte tirolese Mainardo II e i suoi figli puntarono su Gries come borgo concorrenziale alla città vescovile. Il duca austriaco Federico IV aggregò nel primo Quattrocento il convento agostiniano di S. Maria in Augia (in tedesco St. Maria in der Au; fondato dal conte Arnold III di Morit-Greifenstein e dalla sua consorte bavarese Mathilde di Valley negli anni Sessanta del dodicesimo secolo) al "castello di Gries", l'attuale abbazia di Muri-Gries.[10]

Nel XIX secolo Gries si sviluppò molto come luogo di cura e stazione climatica (Kurort Gries), ospitando molte personalità dell'Austria-Ungheria e della Germania bismarckiana;[11] a questi si devono la costruzione della chiesa luterano-evangelica (Christuskirche) nel 1908. A quest'epoca risalgono il sanatorio Grieserhof, le passeggiate del Guncina (Guntschnapromenade), inaugurate il 30 ottobre 1892 e dedicate originariamente all'arciduca austriaco Heinrich (Erzherzog-Heinrich-Promenade), figlio di Ranieri Giuseppe d'Asburgo-Lorena deceduto nel 1891.

Nel 1901 l'imperatore Francesco Giuseppe I elevò Gries a comune mercato. Nel 1913 l'architetto Richard Müller di Dresda redasse un nuovo piano regolatore che però non fu messo in atto causa lo scoppio della Prima guerra mondiale.[12]

Negli anni venti e trenta il quartiere venne urbanizzato, dopo l'aggregamento dell' ex-comune mercato di Gries alla città di Bolzano nel 1925, con la costruzione della "Grande Bolzano", prevedente strade e palazzi in stile razionalista/monumentale italiano dove ospitare le infrastrutture governative, come il Monumento alla Vittoria di Marcello Piacentini (del 1926-28), il Tribunale, la Casa del Fascio (oggi Palazzo degli Uffici finanziari), col grande altorilievo di Hans Piffrader, e il Commissariato del Governo (che sostituì la Villa Wendlandt di cui rimane il parco). Oltre a questi palazzi vennero costruite dal 1928 case in stile neo-veneziano (lungo la direttrice Via Venezia) destinate ad ospitare i funzionari dei palazzi sopracitati.

A Gries, oltre al convento dei Benedettini ed alla Vecchia Parrocchiale, dove si conserva uno dei capolavori della produzione artistica di Michael Pacher, il Flügelaltar dedicato all'incoronazione di Maria; troviamo oggi diverse scuole, il teatro Comunale, il tribunale, l'ospedale regionale ed il comando delle truppe alpine.

Un polo culturale è rappresentato dalla vicinanza della Biblioteca provinciale "Dr. Friedrich Tessmann", gli archivi provinciali e statali e la soprintendenza ai beni culturali, situati nel e attorno al seicentesco palazzo Rottenbuch.[13]

Continua la produzione vinicola, soprattutto di Lagrein, Santa Maddalena e Merlot dell'Alto Adige, sia grazie ai produttori della Cantina Sociale di Bolzano sia alle cantine del Convento di Muri-Gries.

Borgomastri [modifica]

Dal 1850, con l'entrata in vigore della nuova legge comunale austriaca, fino alla soppressione del Comune autonomo da parte delle autorità fasciste nel 1925 e il suo inglobamento in Bolzano, vi furono sei borgomastri (Bürgermeister) eletti a Gries:

L'amministrazione comunale di Gries si trovava nel palazzo Altmann, l'ex municipio, costruito nel secondo Ottocento dall'architetto civico di Bolzano, Sebastian Altmann. Oggi l'edificio è sede della circoscrizione e offre spazi a diverse associazioni.

Quartieri circoscrizionali [modifica]

Mercato settimanale del sabato
  • Gries. Il quartiere sviluppato attorno alla piazza principale ed il convento e tutto corso Libertà, comprendente gli antichi quartieri di Hof e Haimgarten, oggi non più esistenti.
  • San Maurizio (Moritzing). Il quartiere sviluppato ad ovest di Gries, comprendente anche l'ospedale a le campagne limitrofi.
  • San Quirino (Quirein). Il quartiere sviluppato ad est di Gries, limitata dal l'Isarco, viale Druso, corso Italia e corso Libertà.
  • Guncina-Cologna (Guntschna - Glaning). Il quartiere a nord di Gries, comprendente la parte appena sotto la montagna e le case sulla costa fino al confine comunale.
  • Fago (Fagen). Il quartiere sviluppato attorno all'omonima via, attorniato da Guncina e il torrente Talvera e Gries.
  • Roen. Il quartiere attorno all'omonima via che arriva fino al tribunale.

Personalità legate a Gries - San Quirino [modifica]

Note [modifica]

  1. ^ Egon Kühebacher, Die Ortsnamen Südtirols und ihre Geschichte, vol. I, Bolzano: Athesia, 1995, ISBN 88-7014-634-0, p. 138.
  2. ^ Hannes Obermair, Bozen Süd - Bolzano Nord. Scritturalità e documentazione archivistica della città di Bolzano fino al 1500, vol. 1, Bolzano, Città di Bolzano, 2005, pp. 121ss. n. 104 e 108 e pp. 197s. n. 311. ISBN 88-901870-0-X
  3. ^ Cfr. Heinz Tiefenbrunner, Häusergeschichte der Marktgemeinde Gries bei Bozen, op. cit.
  4. ^ Monumentbrowser della Soprintendenza ai beni culturale: maso Mauracher
  5. ^ Kühebacher, op. cit., p. 342.
  6. ^ Carl von Braitenberg, Die Bozner Pfarrkirchenrechnung von 1474/75, in «Der Schlern», 43, 1969, p. 360.
  7. ^ Cfr. Hubert Gasser, Zum Anreiterhof in Moritzing, in «Der Schlern», 69, 1995, pp. 742-749.
  8. ^ Cfr. Hubert Steiner, Das jüngereisenzeitliche Gräberfeld von Moritzing, Gem. Bozen (Südtirol), Innsbruck, Università degli Studi, 1997.
  9. ^ Egon Kühebacher, Die Ortsnamen Südtirols und ihre Geschichte, vol. 1, Bolzano, Athesia, 1995, p. 257. ISBN 88-7014-634-0
  10. ^ Cfr. Ambros Trafojer, Das Kloster Gries. Vom Chorherrenstift in der Au und in der Burg zu Gries zum Benediktinerkloster Muri-Gries, 2ª ediz., Muri-Gries, Editrice del Convento, 1982.
  11. ^ Cfr. Karl Höffinger, Gries-Bozen in Deutsch-Südtirol, als klimatischer, Terrain-Kurort und Touristenstation - Vademecum für Einheimische, Reisende und Touristen in Gries-Bozen und im Etsch- und Eisack-Gebiete, Innsbruck, Wagner, 1887.
  12. ^ Comune di Bolzano: Il piano regolatore di Richard Müller del 1913
  13. ^ Cfr. Helmut Stampfer (a cura di), La residenza Rottenbuch a Bolzano-Gries, Lana, Tappeiner, 2003. ISBN 88-7073-336-X
  14. ^ (DE) Scheda su Ljubow con fotografie della tomba, oggi al cimitero di Bolzano
  15. ^ Cfr. Richard Furggler, Ein Ort der Erinnerung und des Gedenkens - die Brüder Georg und Joseph Eisenstecken, in «Der Schlern», 85, 2011, pp. 42-50 (con fotografia del monumento a piazza Gries)
  16. ^ (DE) Scheda su Carl Hinträger
  17. ^ Sergio Giovanazzi, L'architetto Carl Hinträger e il suo tempo, in L'invenzione di via Verdi. Una strada di Trento tra Otto e Novecento, Trento, Museo Storico, 2010, pp. 66-77.
  18. ^ Cfr. Giuliano Tonini, Karl H. Vigl, Eduard Lucerna (1869-1944), Bolzano, Orchesta Haydn, 1994.

Bibliografia [modifica]

  • (DE) Andrä Johann Bergmeister, Physisch-medizinisch-statistische Topographie der Stadt Bozen mit den drei Landgemeinden zwölf Malgreien, Gries und Leifers, oder des ehemaligen Magistratbezirkes Bozen, Bolzano, 1854.
  • (DE) Karl Höffinger, Gries-Bozen in Deutsch-Südtirol, als klimatischer, Terrain-Kurort und Touristenstation - Vademecum für Einheimische, Reisende und Touristen in Gries-Bozen und im Etsch- und Eisack-Gebiete, Innsbruck, Wagner, 1887.
  • (DE) Josef Tarneller, Die Burg-, Hof- und Flurnamen in der Marktgemeinde Gries bei Bozen (= Schlern-Schriften, 6), Innsbruck, Wagner, 1924.
  • (DE) Helmut Stampfer, Hubert Walder, Michael Pacher in Bozen-Gries, 2ª ediz., Bolzano, Athesia, 1980. ISBN 88-7014-173-X
  • (DE) Franz-Heinz Hye, Gries in/bei Bozen. Grundzüge seiner Entwicklungsgeschichte, in «Der Schlern», 62, 1988, pp. 575–597.
  • (ITDE) Villa Wendlandt. Catalogo della mostra - Ausstellungskatalog, Bolzano, Archivio storico città di Bolzano-Stadtarchiv Bozen, 1999.
  • (DE) Hubert Steiner, Das jüngereisenzeitliche Gräberfeld von Moritzing, Gemeinde Bozen (Südtirol). In: Der Heilige Winkel. Der Bozner Talkessel zwischen der Späten Bronzezeit und der Romanisierung (13.–1. Jh. v. Chr.) (= Schriften des Südtiroler Archäologiemuseums, 2), Bolzano, Soprintendenza beni culturali, 2002, pp. 155–358.
  • (DEIT) Walter Landi, Plazidus Hungerbühler, Das Augustiner-Chorherrenstift Au-Gries in Bozen, in: Hannes Obermair et al. (a cura di), Dom- und Kollegiatstifte in der Region Tirol – Südtirol – Trentino / Collegialità ecclesiastica nella regione trentino-tirolese (= Schlern-Schriften, 329), Innsbruck, Wagner, 2006. ISBN 3-7030-0403-7.
  • (DE) Heinz Tiefenbrunner, Häusergeschichte der Marktgemeinde Gries bei Bozen, a cura del Heimatschutzverein Bozen, Bolzano 2008. ISBN 978-88-8266-540-1.
  • Walter Landi, Chiesa abbaziale e parrocchiale di Gries-Bolzano (= Kleine Kunstführer, 707), Ratisbona, Schnell & Steiner, 2009. ISBN 978-3-7954-6757-9.
  • (DE) Hannes Obermair, Volker Stamm, Zur Ökonomie einer ländlichen Pfarrgemeinde im Spätmittelalter: das Rechnungsbuch der Marienpfarrkirche Gries (Bozen) von 1422 bis 1440 (= Veröffentlichungen des Südtiroler Landesarchivs, 33), Bolzano, Athesia, 2011. ISBN 978-88-8266-381-0

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