Arco (Italia)

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Arco
comune
Arco – Stemma
Arco – Veduta
Dati amministrativi
Stato bandiera Italia
Regione Trentino-Alto Adige – stemma Trentino-Alto Adige
Provincia Trento – stemma Trento
Sindaco Paolo Mattei (centrosinistra) dal 31/05/2010
Territorio
Coordinate 45°55′0″N 10°53′0″E / 45.91667°N 10.88333°E / 45.91667; 10.88333 (Arco)Coordinate: 45°55′0″N 10°53′0″E / 45.91667°N 10.88333°E / 45.91667; 10.88333 (Arco)
Altitudine 91 m s.l.m.
Superficie 63,25 km²
Abitanti 17 003[1] (31-07-2011)
Densità 268,82 ab./km²
Frazioni Bolognano, Caneve, Ceole, Chiarano, La Grotta, Linfano, Massone, Moletta, Padaro, Pratosaiano, San Giorgio, San Martino, Varignano, Vigne, Vignole
Comuni confinanti Comano Terme, Drena, Dro, Mori, Nago-Torbole, Riva del Garda, Ronzo-Chienis, Tenno, Villa Lagarina
Altre informazioni
Cod. postale 38062
Prefisso 0464
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 022006
Cod. catastale A372
Targa TN
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Cl. climatica zona E, 2 380 GG[2]
Nome abitanti arcensi
Patrono sant'Anna
Giorno festivo 26 luglio
Localizzazione
Arco è posizionata in Italia
Arco
Sito istituzionale

Arco (Arc in dialetto trentino[3] e Arch in tedesco[4]) è un comune di 17.003 abitanti della provincia di Trento.

Fa parte del Comprensorio Alto Garda e Ledro.

Indice

[modifica] Geografia

Arco si trova a Nord della piana dell'Altogarda, la parte finale della valle del fiume Sarca che sfocia, da qui, nel Lago di Garda. La posizione protetta dalle montagne e la vicinanza del lago di Garda, permette a questa zona di mantenere un clima particolarmente mite, che fa di questa città una stazione di soggiorno nota da secoli.

A nord di Arco si trova la grotta di Patone, una grotta orizzontale, facilmente visitabile.

[modifica] Storia

Alcune testimonianze e studi sul territorio hanno potuto stabilire che durante il periodo del neolitico diverse popolazioni - di origine ancora oggi sconosciute - abitarono le zone della piana del fiume Sarca, fondando nell'età del Bronzo e in quella del Ferro nuovi insediamenti abitativi.

Nel XII secolo subì l'occupazione di una signoria proveniente dalla Baviera che riuscì a conquistare il castello, quest'ultimo forse eretto dall'imperatore Teodorico, ottenendo in seguito l'ufficiale investitura feudale di Arco dal vescovo di Trento Altemanno.

Arco fu quindi una delle località interessate dalle vicende umane e storiche che si svolsero tra il XI secolo e il XIII secolo e dalle numerose proprietà che videro protagonisti i vari componenti della famiglia degli Ezzelini. Proprietà che furono ampiamente accertate, censite e documentate dopo la loro definitiva sconfitta avvenuta nel 1260.

Nei secoli successivi il borgo - dopo essere stato più volte saccheggiato e incendiato - divenne dominio dei Visconti, degli Scaligeri e della Repubblica di Venezia. Seguì quindi l'annessione all'Impero austriaco e sarà solo dopo il termine della Prima guerra mondiale che diverrà parte integrante del Regno d'Italia.

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti

[modifica] Monumenti e luoghi di interesse

Il Castello di Arco

[modifica] Il castello di Arco

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Castello di Arco.

La città si sviluppa alle pendici di una rupe rocciosa dalla quale il magnifico castello medievale domina l'intera valle dell'Altogarda. Originariamente il castello fu in pratica un borgo fortificato difeso da possenti mura e da un buon sistema di avvistamento grazie alle torri presenti ai vari lati del nucleo. L'intero complesso era costituito dalle due torri Renghera, posta nella parte più alta della rupe, e Grande nonché diversi edifici quali il rondello delle prigioni, il laboratorio del fabbro, la cantina, il molino e tre cisterne.

Secondo alcune fonti la sua costruzione ebbe origine nel medioevo, eretto dagli stessi abitanti di Arco e solo in seguito divenne proprietà della nobile famiglia arcense che dominò queste terre. Il castello fu abbandonato nel corso del Settecento anche a seguito dell'assedio delle truppe francesi nell'estate del 1703 comandate dal generale d'oltralpe Luigi Giuseppe di Borbone-Vendôme.

Chiesa e Piazza di Ema, ca. 1880

Un accurato restauro nel 1986 e altri negli anni successivi, commissionati ed eseguiti dalla provincia autonoma di Trento e dal Comune di Arco, hanno permesso la scoperta e il recupero di alcuni cicli di affreschi raffiguranti cavalieri e dame di corte dell'epoca medievale.

Ancora oggi il castello di Arco richiama ogni anno migliaia di visitatori offrendo un panorama incantevole della zona e una visita tra suggestive rovine. Le abitazioni del centro storico, disposte appunto ad arco attorno alla rupe dell'antico castello danno secondo alcuni il nome alla cittadina, un'altra corrente di pensiero dice che il nome deriva dal latino Arx, arcis la rocca, appunto per la presenza di questa importante opera di fortificazione.

[modifica] Architetture religiose

[modifica] Santuario di Santa Maria delle Grazie

Il santuario e l'adiacente convento furono eretti tra il 1475 e il 1492 per volere del conte locale. Nei secoli successivi l'edificio subì diversi interventi di ristrutturazione, ma ancora oggi sono ben visibili nel chiostro le arcate a sesto ribassato e alcune colonne con capitelli lisci databili alla primaria costruzione quattrocentesca.

All'interno del santuario è conservata una statua in legno raffigurante la Vergine Maria risalente molto probabilmente al XV secolo.

[modifica] Collegiata dell'Assunta

La collegiata dell'Assunta

Sita nella piazza principale della città, piazza 3 Novembre. I lavori di edificazione furono intrapresi nel 1613 sui resti di un'antica e precedente chiesa di origine romanica, affidando il progetto all'architetto trentino Giovanni Maria Filippi da Dasindo. I lavori, finanziati anche dalle diverse comunità della zona, si protrassero per alcuni decenni fino al 1630 quando dovettero essere interrotti a causa della violenta epidemia di peste che decimò - quasi tremila vittime - la comunità arcense. La collegiata fu ufficialmente consacrata il 15 maggio del 1671.

All'interno della collegiata - ad unica navata - vi è presente una statua marmorea dedicata all'Assunta, forse opera dello scultore Gabriele Cagliari di Verona. Tra gli altari presenti, di cui cinque sono opera di Domenico Rossi, il quarto sulla destra è intitolato al Santissimo Sacramento - chiuso da una cancellata in ferro ed ottone - mentre il secondo altare di sinistra è dedicato alla Maria Maddalena scolpito dai fratelli Cristoforo e Sebastiano Benedetti di Castione.

Sopra il primo altare di sinistra è presente una pala raffigurante la Madonna con il Bambino Gesù, due angeli e san Michele Arcangelo attribuita a Felice Brusasorzi. La cantoria in legno è opera di Giacomo Benedetti di Desenzano del Garda, ultimata nel 1731.

Adiacente il presbiterio sono collocati i due ingressi nel pavimento che conducono ad un sepolcro sotterraneo dove in passato venivano sepolti i canonici della collegiata e i conti locali. Negli ultimi anni del XIX secolo qui fu sepolta - provvisoriamente - la salma di Francesco II delle Due Sicilie, l'ultimo monarca del Regno di Napoli, morto ad Arco nel 1894.

[modifica] Chiesa San Trinità

Chiesa San Trinità

Chiesa tedesca della Comunità Evangelica Luterana di Merano. Fu eretta da una comunità evangelica nel 1903 e nel primo dopoguerra affidata alla chiesa Collegiata di Arco; fu dedicata a S. Teresa di Gesù Bambino e benedetta nel 1934.Dal 1970 usata e gestita dalla Comunità evangelica con sede a Merano (Bz). È un pregevole edificio neogotico, dal ripido tetto embriciato.

[modifica] Chiesa di sant'Apollinare

La chiesetta è di origine romanica ed è situata nella frazione di Prabi. La facciata e gli esterni furono affrescati tra il XV e il XVI secolo, mentre l'interno accoglie pregevoli affreschi del Trecento.

[modifica] Chiesa di san Martino

Situata in località San Martino la chiesa fu completamente ricostruita nel corso del Cinquecento e al suo interno sono presente diversi cicli di affreschi del periodo rinascimentale italiano.

[modifica] Chiesa di San Rocco

Sita nella frazione di Caneve la sua costruzione è risalente al XIV secolo.

[modifica] Santuario Madonna di Laghel

Costruito nel 1700 in stile barocco sorge in cima alla ripida Via Crucis. Un "Gesù morto", opera dell'artista gardenense Josef Moroder-Lusenberg fu collocato nel sepolcro dopo il restauro del santuario il 19 marzo del 1896.

[modifica] Palazzi

Palazzo Ducale, ca. 1880

[modifica] Palazzo Marchetti

L'edificio, originariamente denominato Palazzo di San Pietro, è risalente al Cinquecento ed è situato sul lato est della Collegiata dell'Assunta. Il palazzo fu di proprietà dei conti di Arco fino alla metà del XIX secolo quando fu ceduto a Saverio Marchetti, giudice originario di Bolbeno.

All'interno del palazzo sono presenti diversi cicli di affreschi di epoche e pittori differenti, mentre all'ingresso sud dell'edificio nobiliare è ben visibile un portale attribuito al pittore e scultore Giulio Romano di Roma.

[modifica] Palazzo dei Panni

La costruzione è risalente agli ultimi decenni del XVII secolo e la sua edificazione fu voluta dal conte Gianbattista d'Arco; la forte testimonianza della nobile famiglia arcense è ancora oggi visibile sul portale dove campeggia lo stemma nobiliare del ramo di Andrea.

Verso la fine del XVIII secolo l'edificio fu acquistato da Giovanni Battista Marosi, sacerdote di Bolognano, che trasformò la struttura in un lanificio da cui trarrebbe la denominazione dei Panni. La scelta di convertire il palazzo nobiliare in una piccola industria della lana fu voluta dal sacerdote per fronteggiare la forte crisi della disoccupazione e della miseria che imperversava nel paese.

Il lanificio fu in attività per alcuni anni e una volta chiuso divenne, per tutto l'Ottocento, sede negli anni a seguire di diversi enti comunali quali caserma dei pompieri, asilo infantile e teatro cittadino. Agli inizi del XX secolo lo stabile ospitò diversi ragazzi dell'Istituto della Provvidenza e con l'avvento del Fascismo mutò la denominazione in Palazzo del Littorio.

Oggi il palazzo - che ha assunto l'antica denominazione - è sede della Biblioteca Civica Bruno Emmert, bibliofilo di Arco, e dell'Atelier Giovanni Segantini. Proprio al Segantini è dedicata la scultura nel cortile interno del palazzo ad opera dello scultore locale Renato Ischia. Le sale dell'atelier vengono oggi adibite dal Comune di Arco come sede per convegni culturali e mostre di interesse artistiche e storiche.

[modifica] Natura

Panorama del centro storico, sullo sfondo il castello

[modifica] Arboreto di Arco

L'arboreto è un'area inserita nel precedente Parco Arciducale voluto dall'Arciduca Alberto d'Asburgo, quest'ultimo cugino di Francesco Giuseppe I d'Asburgo e che stabilì la propria residenza ad Arco nel 1872 erigendo la Villa Arciducale, ed esteso per un ettaro.

Il progetto per la realizzazione dell'orto botanico fu affidato negli anni sessanta del Novecento a Walter Larcher, professore di botanica dell'Università di Innsbruck.

L'arboreto, ricco di specie arboree e arbustive, accrebbe maggiore valore culturale e scientifico dopo il 1992 quando il Museo Tridentino di Scienza Naturali di Trento avviò diversi progetti di rivalutazione dell'intera area botanica; i lavori vengono avviati nel 1993 a cura del Servizio Ripristino e Valorizzazione Ambientale della provincia autonoma di Trento. Sempre nello stesso anno nuovi accordi tra il Comune di Arco e il museo di Trento fan sì che l'arboreto diventi sede distaccata del museo stesso.

Le specie vegetali conservate sono all'incirca 150 e provenienti da diverse zone geografiche quali Europa meridionale e centrale, Asia orientale, Americhe e regioni africane.

[modifica] Cultura

[modifica] Manifestazioni

  • Castelfesta il terzo fine settimana di luglio
  • Carnevale Asburgico la settimana di Carnevale
  • Mercatino di Natale da fine novembre a Natale

[modifica] Feste, fiere e sagre

[modifica] Personalità legate ad Arco

[modifica] Economia

I resti del castello arcense

Le due principali risorse economiche del Comune sono l'attività legata al turismo e quella legata alle attività manifatturiere-artigianali (sebbene non vada dimenticata la rendita fondiaria alimentata da una virulenta speculazione edilizia). Tali due vocazioni risultano essere attualmente in antagonismo: mentre la richiesta turistica è attualmente indirizzata verso un paesaggio naturale accogliente e dolce, le necessità delle aziende artigianali ed industriali hanno trovato sfogo in varie aree del territorio (quella tradizionale sulla via per Linfano, una relativamente nuova sulla via per S. Giorgio, una ancor più nuova nella zona di Via S. Andrea; pare che in futuro sarà sacrificato anche a nord il territorio di Patone). Si tratta di una quantità di territorio notevole, che ha trasformato la vallata in una distesa di cemento visibile non solo ad altezza d'uomo (ciò che distingue i nuovi insediamenti industriali da quelli più risalenti, Cartiere Fedrigoni ad esempio, è proprio questa assenza di mascheramento) sia dall'alto (il paesaggio trentino va infatti considerato anche in relazione ad un fruitore che s'innalzi percorrendo le strade di montagna): al momento non pare si voglia imporre una copertura "verde", ecologica dei capannoni. Tale sviluppo in tre aree, tutte distanti dalle direttrici Arco-Trento e Arco-Rovereto ha inoltre generato un traffico pesante di inaudite proporzioni che ha reso le strade invivibili. A ciò si aggiunga l'aumento degli edifici residenziali, con il conseguente sfruttamento delle risorse stradali, ma anche con le accresciute necessità di approvvigionamento della popolazione, oltre che ai bisogni di smaltimento dei rifiuti e delle scorie. La discarica della Maza, infatti, già prevista più volte in esaurimento, è cresciuta anch'essa in dimensioni fino a divenire un ecomostro. L'aumento della popolazione minaccia infine di sciogliere i vincoli sociali che hanno fatto di Arco e delle cittadine della zona una realtà particolare dal punto di vista dell'associazionismo.

[modifica] Eventi sportivi

L'Alto Garda è una delle migliori palestre di vela a livello mondiale. Numerose federazioni internazionali e società scelgono la cornice del sommolago per impostare le campagne d'allenamento preolimpiche e non. Il sodalizio sportivo Circolo Vela Arco dal novembre 2007 è diventato centro federale zonale, una scelta logistica degna di nota che lega sempre più la città alla pratica di questo sport. Il gruppo agonistico locale è impegnato annualmente in competizioni in Italia ed all'estero. La società promuove l'attività velica attraverso corsi per adulti e bambini, in collaborazione con il comune dedica agevolazioni ai giovani arcensi per la partecipazione ai corsi estivi.

Arco possiede delle ottime palestre di roccia, naturali ed artificiali. Ogni anno nel mese di settembre si tiene il Rock Master, competizione sportiva di arrampicata che richiama atleti provenienti da tutto il mondo. Nel luglio del 2011 ospiterà il mondiale di arrampicata.

Inoltre si svolge nel mese di luglio la Bolognano Velo , gara di corsa in montagna cui prendono parte i migliori top runner mondiali.

La locale sezione del C.A.I. - S.A.T. (Società Alpinisti Tridentini SAT Sezione di Arco di Arco) cura la segnaletica e la manutenzione di circa 110 km di sentieri montani su cui si inerpicano numerosi escursionisti.

Nel 1972 e nel 2001 Arco è stata sede di arrivo di tappa del Giro d'Italia. Nel 1972 a una semitappa in linea fece seguito una semitappa a cronometro con partenza e arrivo ad Arco.

Tappe del Giro d'Italia con arrivo ad Arco
Anno Tappa Partenza km Vincitore di tappa Maglia rosa
1972 19ª a Asiago 163 Bandiera del Belgio Roger De Vlaeminck Bandiera del Belgio Eddy Merckx
1972 19ª b Arco (cron. individuale) 18 Bandiera del Belgio Eddy Merckx Bandiera del Belgio Eddy Merckx
2001 14ª Cavalese 166 Bandiera della Colombia Carlos Alberto Contreras Bandiera dell'Italia Gilberto Simoni

La città è un centro molto apprezzato anche dagli amanti della Mountain bike. La zona circostante offre innumerevoli possibilità per praticare questo sport, rispettando la normativa esistente.

La squadra di calcio locale è l'Unione Sportiva Arco, mentre quella cestistica è il GS Arcobasket. Nella frazione di Bolognano la squadra è la S.S. Stivo, e in quella di Vigne è la U.S. Baone.

Ad Arco è possibile praticare alcune arti marziali, tra cui Judo, KUNG-FU (Shaolin - Tai Chi Chuan), Yoseikan Budo, Taekwondo.

[modifica] Associazioni e Volontariato

L'attività di volontariato ad Arco è piuttosto vivace e molto varia. Comitati ed associazioni lavorano per arricchire il territorio di servizi ed iniziative, tra questi sono da menzionare:

[modifica] Amministrazione

Sindaco: Paolo Mattei (centrosinistra) dal 31/05/2010

[modifica] Gemellaggi

Arco è gemellata con:

Bandiera della Germania Schotten, dal 1960
Bandiera della Germania Bogen, dal 1983
Bandiera dell'Italia Roccella Ionica, dal 2007

[modifica] Note

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 luglio 2011.
  2. ^ D.P.R. 26 agosto 1993 n. 412 in efficienzaenergetica.acs.enea.it. URL consultato il 27 settembre 2009.
  3. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani , Torino, UTET, 2006, p. 41-42.
  4. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani , Milano, GARZANTI, 1996, p. 277.

[modifica] Bibliografia

  • Riccadonna G., Statuti della città di Arco, Trento, Edizioni U.C.T., 1990

[modifica] Altri progetti

[modifica] Collegamenti esterni

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