Herpes zoster
| Herpes zoster | |
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| Classificazione e risorse esterne | |
| ICD-9-CM | (EN) 053 |
| ICD-10 | (EN) B02 |
L'Herpes zoster, comunemente chiamato Fuoco di Sant'Antonio, è una patologia a carico della cute e delle terminazioni nervose, causata dal virus della varicella infantile (varicella-zoster virus).
Il suo nome deriva da due parole greche "serpente" e "cintura" che descrivono in modo molto appropriato una malattia dolorosa, come un serpente di fuoco che si annida all'interno del corpo e che a volte ha strascichi lunghi e invalidanti.
Provoca danni al sistema nervoso e produce dolori molto forti
Indice |
[modifica] Storia
Anche se per secoli non è mai stata messa in relazione con il virus della varicella l'herpes zoster è una malattia conosciuta fin dall'antichità. Verso la fine del '700 Willan e Bateman divulgano le prime illustrazioni di lesioni dermatologiche. Ma è nel corso del 1800 che si assiste ad una intensa pubblicazione di atlanti dermatologici caratterizzati da incisioni acquarellate. Verso la metà e la fine di questo secolo appaiono le prime ceroplastiche e fotografie. Nel 1868 a Parigi compare il primo atlante fotografico di malattie della pelle ad opera di hardy e Montméja, ed in esso vengono raffigurate numerose lesioni da herpes zoster
[modifica] Patogenesi
La malattia è causata dalla riattivazione del virus della varicella che rimane all'interno delle cellule nervose dei gangli delle radici dorsali del midollo spinale o di quelle di alcuni nervi cranici (trigemino e facciale) in queste sedi può rimanere inattivo o latente per decenni o anche per tutta la vita, senza dare problemi. L'herpes zoster quindi può colpire solo coloro che hanno già avuto in precedenza il primo contatto con il virus della varicella, sia in forma sintomatica che in forma asintomatica. Le cause che portano alla riattivazione del virus sono poco conosciute, si tratta comunque di condizioni che riducono le difese immunitarie, come stress psico-fisici elevati, alterazioni metaboliche, irradiazioni ultraviolette, coinfezioni immunodepressive come HIV, tumori e linfomi. Il virus, quando si riattiva, si replica intensamente progredendo poi lungo le vie nervose che vanno verso la cute; terminato il percorso, giungono alle più fini diramazioni sensitive cutanee con il successivo coinvolgimento delle cellule dermiche, dando luogo così a un eritema sul quale si manifestano le caratteristiche vescicole. Le manifestazioni cliniche sono quindi evidenti sui dermatomeri, ovvero la parte di cute innervata dalle radici dei nervi spinali (vedi fotografia) o cranici (quinto e settimo paio); tali vescicole, in caso di eruzione toraco addominale, hanno caratteristicamente un andamento circonferenziale a cintura sul lato destro o sinistro del corpo (rarissima la forma bilaterale). La malattia definita come herpes zoster è quindi in sintesi una forma di riattivazione localizzata o, in alcuni casi, generalizzata cioè diffusa (in caso di emopatie o tumori, ad esempio) del virus della varicella fino a quel momento latente.
[modifica] Storia naturale
La formazione di caratteristiche vescicole e successivamente di croste è accompagnata da dolore, a volte molto intenso, dovuto al coinvolgimento di quelle strutture del sistema nervoso centrale e periferico che costituiscono il "sistema nocicettivo" (cioè della percezione del dolore). Di solito si manifesta sul torace o sull'addome, più raramente sul viso dove "predilige" il primo ramo del quinto nervo cranico (trigemino). In quest'ultimo caso, l'eruzione delle vescichette può interessare e danneggiare la cornea, condizione estremamente grave che può causare cecità.
Se la malattia è curata rapidamente con i farmaci antivirali, le vescicole evolvono in tempi più brevi in croste che successivamente cadono. In particolare nelle persone anziane, si può avere con una certa frequenza una complicanza chiamata nevralgia post-erpetica dovuta a un'alterazione del sistema nocicettivo e caratterizzata da anestesia o ipoestesia "dolorosa", disestesie (prurito, formicolii, ecc.), allodinia (uno stimolo non doloroso viene percepito come doloroso) e iperalgesia (per abbassamento della soglia dolorosa)[1]. Per ridurre l'incidenza di tale nevralgia bisogna:[2]
- Utilizzare sufficienti dosi di analgesici nella fase acuta (consenso non univoco)
- Ridurre quanto prima la reazione "infiammatoria"
Le vescicole di herpes zoster cutaneo, come quelle della varicella, sono contagiose e possono quindi trasmettere il virus.
[modifica] Note
- ^ Dainty P. (maggio 2008). Prevention and medical management of postherpetic neuralgia.. Br J Hosp Med (Lond)..
- ^ Wulf H, Baron R. (dicembre 1997). Prevention of postherpetic neuralgia: does it exist?]. Schmerz. 11: 373-377..
[modifica] Bibliografia
- Stephen L. Hauser, Harrison: Neurologia clinica, Casarile (Milano), McGraw-Hill, 2007. ISBN 978-88-386-3923-4
- Carlo Gelmetti, Il fuoco di Sant'Antonio. Storia, tradizioni e medicina, Milano, Springer-Verlag, 2007. ISBN 88-470-0594-9
[modifica] Collegamenti esterni
- NINDS Shingles Information Page, National Institute of Neurological Disorders and Stroke
- Herpes zoster su Open Directory Project (Segnala su DMoz un collegamento pertinente all'argomento "Herpes zoster")
- Links to pictures of Shingles (Hardin MD) University of Iowa
- Facts About The Cornea and Corneal Disease: Herpes Zoster (Shingles), National Eye Institute
[modifica] Voci correlate
[modifica] Altri progetti
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