Berardo Maggi

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Berardo Maggi
vescovo della Chiesa cattolica
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Incarichi ricoperti vescovo di Brescia
Nato Brescia
Consacrato vescovo settembre 1275
Deceduto 1308

Berardo Maggi (Brescia, ... – Brescia, 1308) è stato un vescovo cattolico italiano.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Rampollo della potente famiglia Maggi, era figlio di Emanuele Maggi, podestà nel 1242 a Genova, Piacenza e senatore a Roma, dove fu ucciso durante una rivolta popolare nel 1257.[1]

Il 21 settembre 1275 Berardo viene eletto vescovo di Brescia.[2][3]

Il 3 novembre 1275 indirizza un'ingiunzione di pagamento a Guarnerio, arciprete della Pieve di Cemmo, e a Giroldo di Breno affinché, entro quindici giorni, saldassero il cospicuo debito aperto da circa due anni con l'episcopato.[4]

Tra il 1275 ed il 1279 Berardo interviene riorganizzando e rafforzando il patrimonio vescovile in varie zone della diocesi di Brescia, in qualche caso scontrandosi con le organizzazioni degli umiliati (la cui ripresa delle relazioni si ebbe solo con il suo successore e parente Federico Maggi).[5]

Nel 1285 si impone per eliminare la prostituzione alle pendici del castello di Brescia (posita in medio lupanaris publici).[6]

Nel 1288 fa scavare ed ampliare il Canale Naviglio. Nello stesso periodo è in corso una grande ribellione tra la Valle Camonica ed il Comune di Brescia.[7]

Nel 1293 Berardo Maggi invia una lettera al prete Giacomo di Niardo nella quale si definisce "marchio, dux et comes" (marchese, duca e conte)[8]

Nel 1298 diviene Signore della città di Brescia, assumendone il titolo di "Principe".[9][10]

Nel marzo 1299 inizia il percorso tra le pievi di Val Camonica (Edolo, Cemmo, Cividate Camuno e Rogno) di Cazoino di Capriolo, al fine di fare un elenco dei beni vescovili.[11]

Muore nel 1308. Il sarcofago che contiene il suo corpo si trova all'interno della Rotonda (duomo vecchio di Brescia) con questa iscrizione:

(LA)
« BERARDI MADII EPISC AC PRINCIP UR BRI »
(IT)
« A Berardo Maggi Vescovo e Principe della Città di Brescia »

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Irma Valetti Bonini, Le Comunità di valle in epoca signorile - L'evoluzione della Comunità di Valcamonica durante la dominazione viscontea (secc. XIV-XV), Milano, 1976, p. 51.
  2. ^ Gabriele Archetti, Berardo Maggi - Vescovo e signore di Brescia, Brescia, 1994, p. 68.
  3. ^ Gabriele Archetti, "Gli umiliati ed i vescovi alla fine del duecento" in "Sulle tracce degli Umiliati" a cura di Maria Pia Alberzoni. URL consultato il 26-9-2009.
  4. ^ Gabriele Archetti, Berardo Maggi..., op. cit., p. 72.
  5. ^ Gabriele Archetti, Berardo Maggi..., op. cit., pp. 77-111-133.
  6. ^ Gabriele Archetti, Berardo Maggi..., op. cit., p. 149.
  7. ^ Gabriele Archetti, Berardo Maggi..., op. cit., pp. 202-224.
  8. ^ "S. Brigida" su "Codice Diplomatico della Lombardia Medievale". URL consultato il 26-9-2009.
  9. ^ Marco Rossi, "Le cattedrali di Brescia nel medioevo" in "Società bresciana e sviluppi del romanico, XI-XIII secolo: atti del Convegno di studi : Università cattolica, Brescia, 9-10 maggio 2002" a cura di Giancarlo Andenna. URL consultato il 26-9-2009.
  10. ^ Gabriele Archetti, Berardo Maggi..., op. cit., p. 214.
  11. ^ Gabriele Archetti, Berardo Maggi..., op. cit., p. 295.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Gabriele Archetti, Berardo Maggi vescovo e signore di Brescia. Studi sulle istituzioni ecclesiastiche e sociali della Lombardia orientale tra XIII e XIV secolo, Brescia, ottobre 1994.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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Martino Arimanni settembre 1275 - 6 ottobre 1308 Federico Maggi