Museo di Santa Giulia

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Museo di Santa Giulia
L'ingresso su via dei Musei
L'ingresso su via dei Musei
Tipo Storia, arte, archeologia, architettura
Data fondazione 1998
Indirizzo Via dei Musei 81/b, Brescia (Italia)
Sito www.bresciamusei.com

Il Museo di Santa Giulia è il principale museo di Brescia, situato in via dei Musei 81/b, lungo l'antico decumano massimo della Brixia romana. È ospitato all'interno del monastero di Santa Giulia, fatto erigere da Re Desiderio in epoca Longobarda e variamente ampliato e modificato in più di mille anni di storia.

La zona sottostante al Museo è ricca di reperti archeologici di varie epoche, in maggioranza appartenenti all'epoca romana e ottimamente conservati, in particolare le Domus dell'Ortaglia. Fanno parte del museo tutte le strutture dell'antico monastero, fra cui la chiesa di Santa Maria in Solario, il coro delle monache e la chiesa di Santa Giulia.

Nel museo sono conservati migliaia di oggetti e opere d'arte spazianti dall'età del Bronzo all'Ottocento provenienti soprattutto dal contesto cittadino e dalla provincia di Brescia, che ne fanno un vero e proprio museo cittadino, le cui tematiche di approfondimento vertono principalmente sulla storia della città di Brescia e del suo territorio. Tra le numerose opere d'arte si ricordano soprattutto la Vittoria Alata, la Croce di Desiderio, la Lipsanoteca e il settore "Collezionismo e arti applicate", dove sono custodite tutte le collezioni private donate al museo tra il Settecento e L'Ottocento.

Sezioni del museo[modifica | modifica sorgente]

Percorso 1: La storia del monastero[modifica | modifica sorgente]

Il percorso è dedicato alle fasi fondamentali della storia religiosa, architettonica e artistica del complesso. Negli ambienti si trovano esposti materiali pertinenti alle diverse epoche, secondo un percorso studiato che accompagna il visitatore dalla fondazione del monastero fino alla sua soppressione, avvenuta alla fine del Settecento. Nel percorso sono visitabili anche i principali ambienti dell'ex monastero, cioè le tre chiese e il coro delle monache.

La storia del monastero[modifica | modifica sorgente]

La sezione si snoda in tre successive sale dell'ex monastero e approfondisce, mediante oggetti, sculture e pitture, le varie fasi cronologiche del complesso. Le stesse sale sono degne di nota, coperte da volte a crociera sostenute da possenti colonne con capitelli a foglie grasse, il tutto di costruzione quattrocentesca.

La chiesa di Santa Maria in Solario[modifica | modifica sorgente]

Il percorso prosegue nelle due aule della chiesa di Santa Maria in Solario, costruita nel XII secolo utilizzando, all'esterno e all'interno, anche numerose lapidi romane di recupero. Nell'aula inferiore, ad esempio, il pilastro centrale che regge le quattro volte a crociera di sostegno non è altro che una grande ara romana dedicata al Dio Sole.

La chiesa superiore è completamente rivestita da un esteso ciclo di affreschi eseguiti da Floriano Ferramola tra il 1513 e il 1524, più alcuni riquadri databili al Quattrocento e un grande affresco seicentesco. Nella chiesa sono conservati due dei pezzi più pregiati del museo: la Lipsanoteca e la Croce di Desiderio.

La chiesa di San Salvatore[modifica | modifica sorgente]

Nella chiesa di San Salvatore, il nucleo antico del monastero giunto quasi completamente intatto fino a noi, sono conservati i reperti artistici più importanti della dominazione longobarda su Brescia e, indirettamente, di quella fase della storia del complesso. Alla chiesa si accede attraverso la grande aula colonnata che sostiene il coro delle monache, dove già si trovano numerosi pezzi.

La stessa chiesa ospita, alle sue pareti, diverse opere d'arte, fra cui gli affreschi del Romanino e di Paolo Caylina il Giovane.

Il coro delle monache[modifica | modifica sorgente]

Il coro delle monache, costruito a ridosso della facciata della chiesa di San Salvatore nella seconda metà del Quattrocento per permettere alle monache in clausura di ascoltare la messa senza mostrarsi ai fedeli, è stato completamente affrescato nella prima metà del secolo successivo da Floriano Ferramola, Paolo Caylina il Giovane e altri artisti minori, probabilmente di bottega.

L'ambiente è dedicato ai monumenti funerari di età veneta, dei quali sono qui raccolti alcuni pregevoli esemplari, primo fra tutti il Mausoleo Martinengo ma anche il Monumento funebre di Nicolò Orsini .

La chiesa di Santa Giulia[modifica | modifica sorgente]

Costruita da Giulio Todeschini tra il 1593 e il 1599, la chiesa di Santa Giulia conclude la successione di spazi religiosi connettendo, in un'unica struttura, la chiesa di San Salvatore e il coro delle monache. La chiesa si trova all'esterno del percorso espositivo del museo poiché convertita in sala conferenze: non è quindi possibile visitarla.

La chiesa, comunque, è stata completamente svuotata delle sue opere d'arte e degli arredi liturgici durante l'Ottocento e non ospita pertanto alcun oggetto d'interesse storico e artistico al di fuori della pura architettura. L'unico pezzo presente è il portale del duomo di Chiari, opera del 1513 di Gasparo da Coirano, smontato nel 1846 e rimontato sulla controfacciata della chiesa nel 1882.

Percorso 2: Il museo della città[modifica | modifica sorgente]

L'età preistorica e protostorica[modifica | modifica sorgente]

Il settore, che si sviluppa nel piano seminterrato dell'ex monastero, illustra l'evoluzione degli insediamenti umani in territorio bresciano dal III millennio a.C. all'età del Ferro, presentando numerosi reperti rinvenuti in città e in provincia. La seconda parte del percorso mostra invece materiali e oggetti dell'età protostorica, dal VI secolo a.C. al II secolo a.C., con approfondimento particolare alla dominazione dei Celti e alle loro necropoli, delle quali sono stati ritrovati numerosissimi esempi in tutta la provincia.

L'età romana[modifica | modifica sorgente]

La sezione del museo dedicata all'età romana si articola lungo quattro differenti settori: il primo è dedicato alle testimonianze romane presenti nel territorio, il secondo alle domus dell'Ortaglia e ai reperti analoghi recuperati in città, il terzo a lapidi e oggetti funerari e il quarto alle iscrizioni. In quest'ultimo, in particolare, sono conservati numerosi esemplari di iscrizioni di tutti i tipi, databili dal I secolo a.C. al V secolo d.C..

In questa zona si conservano inoltre tutti i bronzi romani recuperati dal nascondiglio del Capitolium durante gli scavi dell'Ottocento, compresa la Vittoria alata, i sei ritratti bronzei e altro materiale di notevole importanza storica e artistica.

L'età altomedievale: Longobardi e Carolingi[modifica | modifica sorgente]

Nel settore sono esposte le testimonianze della dominazione dei Longobardi e dei Carolingi, che si susseguirono sulla città tra il VI e l'XI secolo prima della nascita dei Comuni. I reperti esposti sono prevalentemente di tipo bellico (armi e equipaggiamenti provenienti da tombe) e domestico (gioielli e oggetti d'uso) più altri oggetti di valenza artistica e religiosa, fra i quali il prezioso gallo di Ramperto.

L'età del Comune e delle Signorie[modifica | modifica sorgente]

Il settore, dedicato al basso Medioevo, custodisce le testimonianze artistiche e culturali della storia di Brescia dalla nascita del Comune (1038) all'inizio della dominazione della Repubblica di Venezia, passando quindi attraverso il periodo delle signorie e del governo dei Visconti.

Nelle varie sale, i reperti sono divisi in modo da illustrare l'organizzazione sociale e politica della città del tempo, raggruppando fra loro i documenti del potere economico, politico ed ecclesiastico.

L'età veneta[modifica | modifica sorgente]

Nel settore sono esposti i pezzi d'arte riguardanti l'ultima fase della storia di Brescia, che fu sottomessa al dominio della Repubblica di Venezia dal 1426 al 1797, quando l'istituzione fu abolita da Napoleone Bonaparte e il governo cittadino passò alla Repubblica bresciana.

Il settore è diviso in due parti: il primo custodisce opere prevalentemente scultoree provenienti dal contesto pubblico cittadino, mentre la seconda è incentrata su pezzi d'arredo e di natura privata, provenienti dai grandi palazzi nobiliari della città.

Collezionismo e arti applicate[modifica | modifica sorgente]

Nel settore sono conservati numerosi oggetti di arte applicata che sono pervenuti al museo in seguito a lasciti testamentari di collezionisti vissuti a Brescia tra la metà del Settecento e la fine dell'Ottocento, quali Angelo Maria Querini, Gabriele Scovolo, Paolo Tosio e Camillo Brozzoni.

In quanto espressioni della cultura artistica attiva nei rispettivi momenti storici della storia di Brescia, le loro collezioni, comunque preziosissime, sono parte integrante della cultura bresciana e, di conseguenza, del museo della città.

Questa sezione del museo è attualmente (2014) chiusa al pubblico.

Brescia - Lo splendore dell'arte[modifica | modifica sorgente]

A partire dal 2004 la fondazione di Brescia Musei, in collaborazione con altre società e fondazioni pubbliche e private, ha dato il via a una serie di mostre della durata di circa 5-6 mesi l'una, incentrate soprattutto sulla pittura d'avanguardia dell'Ottocento e del Novecento e su altri temi storici, tra cui Monet, Van Gogh, Matisse, Turner e la civiltà Inca, tutte rientrati nel grande progetto chiamato "Brescia - Lo splendore dell'arte".

Il progetto "Brescia - Lo splendore dell'arte" si è concluso nel 2009.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]