Lardaro

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Lardaro
comune
Lardaro – Stemma
Panorama
Panorama
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Trentino-South Tyrol.svg Trentino-Alto Adige
Provincia Trentino CoA.svg Trento
Amministrazione
Sindaco Werner Bonenti (lista civica) dal 17/05/2010
Territorio
Coordinate 45°58′00″N 10°40′00″E / 45.966667°N 10.666667°E45.966667; 10.666667 (Lardaro)Coordinate: 45°58′00″N 10°40′00″E / 45.966667°N 10.666667°E45.966667; 10.666667 (Lardaro)
Altitudine 732 m s.l.m.
Superficie 10,74 km²
Abitanti 217[1] (31-12-2010)
Densità 20,2 ab./km²
Comuni confinanti Bersone, Bondo, Breguzzo, Daone, Pieve di Bono, Praso, Roncone, Tione di Trento
Altre informazioni
Cod. postale 38087
Prefisso 0465
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 022100
Cod. catastale E452
Targa TN
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Nome abitanti lardaresi (i lardèr)
Patrono san Michele
Giorno festivo 29 settembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Lardaro
Sito istituzionale

Lardaro (Lardèr in dialetto trentino[2][3]) è un comune italiano di 207 abitanti della provincia di Trento.

Il piccolo comune, tra i meno abitati del Trentino, si trova nella parte alta della Valle del Chiese ad una ventina di chilometri dal confine con la Lombardia; confina con Roncone a nord e Pieve di Bono a sud. È inoltre una meta molto ambita da turisti di molte regioni, soprattutto lombardi.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Lardaro e la valle del Chiese furono coinvolti nella terza guerra d'indipendenza che vedeva opporsi nel 1866 le camice rosse guidate da Garibaldi contro le forze austriache.

Il paese di Lardaro fu inoltre colpito da un tremendo incendio in data 12 ottobre 1867 che lo distrusse quasi completamente come testimoniano le cronache dei giornali dell'epoca.[4]

Lardaro è famoso per il ruolo che ha avuto nella prima guerra mondiale; infatti in questa zona vengono ricordati i 6 forti di Lardaro, dei quali due in condizioni ancora accettabili. Il primo, il forte Larino, è di proprietà del comune e sorge a sud dell'abitato. Il secondo, Forte Corno, si erge sotto il dosso Brullo. Quest'ultimo è in fase di ristrutturazione da parte del comune di Praso, che ne è il proprietario. Gli altri quattro forti sono in rovina o scomparsi del tutto: Forte Danzolino, Forte Revegler, Forte Cariola e il Forte Ampola. Vedi anche sbarramento di Lardaro

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[5]

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Teresa Cappello, Carlo Tagliavini, Dizionario degli Etnici e dei Toponimi Italiani, Bologna, ed. Pàtron, 1981.
  3. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 344.
  4. ^ Si veda a questo proposito le corrispondenze giornalistiche dell'epoca pubblicate sul giornale "La Gazzetta di Trento" pubblicate al seguente link: http://archivio-giudicarie.blogspot.it/2013/11/Lardaro.html
  5. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]