Tito Speri

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Ritratto di Tito Speri.

Tito Speri (Brescia, 2 agosto 1825Belfiore, 3 marzo 1853) è stato un patriota italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Particolare del Monumento ai Martiri di Belfiore a Belfiore

Frequentò il Liceo classico Arnaldo di Brescia.

Nel 1848 partì come volontario alla prima guerra di indipendenza e militò nei Corpi Volontari Lombardi della colonna cremonese di Gaetano Tibaldi impegnati nell'invasione del Trentino. Combatté nella battaglia di Sclemo e dopo il successivo armistizio ritornò a Brescia dove coadiuvò il comitato clandestino a preparare l'insurrezione delle Dieci giornate di Brescia.

Tito Speri comandò la difesa di Porta Torrelunga (attuale piazzale Arnaldo) e della piazza che oggi porta il suo nome.

L'insurrezione scoppiò approfittando della partenza di parte dell'esercito austriaco verso il Piemonte, e si concluse il 1º aprile 1849, vedendo lo Speri protagonista di vari scontri armati.

Con la capitolazione della città, il patriota si rifugiò nel cantone italiano a Lugano, fino a scendere verso Torino per aderire ai moti mazziniani. Rientrò poi a Brescia dopo l'amnistia.

Ma la sua attività cospirativa fu scoperta e Tito Speri fu arrestato e tradotto nel carcere del castello di San Giorgio a Mantova. Ebbe come compagno di cella un altro patriota, Carlo Cessi di Castel Goffredo, al quale affidò un fazzoletto a scacchi da portare alla sorella Santina.[1] Era il lasciapassare per la consegna di documenti antiaustriaci al Cessi ma questi uscì dal carcere (19 marzo 1853) dopo la condanna a morte dello Speri, avvenuta tramite impiccagione a Belfiore il 3 marzo 1853, nel Quadrilatero austriaco. Un frammento del fazzoletto venne donato dai famigliari del Cessi nel 1889 al Museo del Risorgimento di Brescia.

Il monumento a Tito Speri, innalzato nell'omonima piazza di Brescia, venne inaugurato solennemente il 1º settembre 1888. Resta famosa una poesia a lui dedicata da Giulio Uberti. La tomba è nel cimitero monumentale di Brescia.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Giovanni Telò, Con la lucerna accesa. Vita e assassinio del maestro mantovano Anselmo Cessi (1877-1926), Mantova, 2000.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giovanni Telò, Con la lucerna accesa. Vita e assassinio del maestro mantovano Anselmo Cessi (1877-1926), Mantova, 2000. ISBN non esistente.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: 89566937