Metropolitana di Brescia

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La metropolitana di Brescia, nota anche come Metrobus o Metro.bs, è una linea di metropolitana leggera automatica, attualmente in costruzione, che collegherà i quartieri nord della città di Brescia a quelli della zona sud-est, passando per il centro storico. Utilizzerà treni metropolitani dell'Ansaldo Breda del tutto analoghi a quelli già realizzati per la metropolitana di Copenaghen. Sarà la seconda metropolitana automatica di Italia, dopo quella di Torino, che utilizza invece il sistema VAL della Siemens.

Dopo quasi vent'anni di progetti, discussioni, polemiche e due referendum, i lavori per la sua costruzione sono iniziati nel 2004.

Indice

[modifica] Storia

Il primo treno AnsaldoBreda per Metro.bs presentato alla cittadinanza nel giugno 2009

L'idea di dotare la città, e la provincia, di Brescia di una metropolitana risale agli anni ottanta, sull'esempio delle prime metropolitane leggere automatiche, cioè senza conducente, che stavano nascendo o erano appena state completate in Francia.

Nel 1985 si inizia a studiare l'inserimento di una metropolitana leggera automatica a Brescia negli Uffici studi dell'ASM Brescia.

Nel 1987 vengono commissionati due studi di fattibilità.

Nel 1988 una delegazione del Consiglio comunale cittadino si recò in visita a Lille per constatare il lavoro fatto e trarne suggerimenti per Brescia. Quindi, per lunghi anni si pensò di realizzare anche nella città lombarda una metropolitana tipo VAL, lo stesso sistema di Lille e di altri centri urbani, tra cui la metropolitana di Torino.

Nel 1989 viene indetta una gara con inviti a cinque aziende internazionali. La gara sarà poi annullata nel 1996.

Nel 1994 vengono presentate le richieste di finanziamento statale ai sensi della legge 211 del 26 febbraio 1992 (Interventi nel settore dei sistemi di trasporto rapido di massa). Il finanziamento sarà poi assegnato nel 1995, mentre il finanziamento regionale arriverà nel 2002.

Una nuova gara internazionale venne fatta nel 2000 e vinta nel 2003 dal progetto Ansaldo, già realizzato a Copenaghen ed in realizzazione in altre città del mondo tra cui Milano per la linea M5. La costruzione è stata affidata ad un consorzio di costruttori comprendente Ansaldobreda (per i treni), Astaldi (per la realizzazione delle stazioni) e Ansaldo STS (per la linea).

La posa simbolica della prima pietra è avvenuta nel 2003.[1]

[modifica] Cronologia lavori

La TBM ritratta alla stazione Brescia Due nel giugno 2007

Per tutte le stazioni lo scavo è stato completato, per la quasi totalità poi si è già ai lavori per l'allestimento interno. I maggiori problemi si sono verificati per le due stazioni situate nel centro storico (Vittoria e San Faustino), dove alcuni ritrovamenti archeologici hanno interferito con le operazioni di scavo o di spostamento dei sotto servizi. La stazione Vittoria è stata scavata dopo il passaggio della fresa, per avere il tempo necessario alla rimozione dei ritrovamenti archeologici. Per la stazione San Faustino si è proceduto ad uno scavo laterale e alla realizzazione della stazione dal basso, garantendo la totale conservazione dei reperti.

Verso nord è stata pressoché completata la costruzione del tratto in trincea coperta con il sistema di scavo a cielo aperto, che prevede lo scavo del tracciato e la successiva ricopertura con rifacimento del piano stradale.

Per quanto attiene alla galleria profonda, che corre mediamente ad una quota di 25 m sottoterra, lo scavo è iniziato nel 2006, tramite una TBM (comunemente detta "talpa") di costruzione tedesca. Il tratto in galleria parte dinnanzi al cimitero della Volta per concludersi presso l'Ospedale Civile, dove i treni proseguiranno in trincea coperta; i lavori di scavo si sono conclusi nella primavera del 2009, la TBM è stata smontata ed inviata altrove.

I disagi creati dal complesso dei cantieri sono ancora notevoli anche se, nel prossimo futuro, destinati a diminuire. Ad esempio, per il parcheggio sotterraneo di piazza Vittoria è stato completato nell'estate 2006 un nuovo ingresso, situato nella parte sud della piazza: le vie Triumplina ed Europa hanno avuto il traffico pesantemente deviato e rallentato dagli scavi per le stazioni e la trincea.

In zona Sant'Eufemia è stato impiantato il quartier generale delle imprese costruttrici che comprende, tra le altre cose, anche alloggi e mensa per molte decine di operai e tecnici.

Nell'agosto 2007 Brescia Mobilità, in accordo con una tabella di marcia proposta dalle aziende realizzatrici, ha confermato che l'opera sarà consegnata "chiavi in mano" entro la fine del 2012, mentre previsioni precedenti parlavano del 2011.

[modifica] Denominazione

In un primo tempo, il sistema era conosciuto come Metrobus, quasi ci si riferisse alla realizzazione di una semplice linea tranviaria. Tale denominazione, molto soft, era forse stata scelta per non alimentare troppo le già infuocate polemiche. Oggi Brescia Mobilità, la società del Comune di Brescia cui sono affidate la realizzazione e gestione del sistema, si riferisce più propriamente alla metropolitana come a Metro.bs.

[modifica] Costi

L'opera, il cui costo finale è stimato in 750 milioni di euro, è finanziata dal comune di Brescia (67 milioni), dalla Regione Lombardia (72,3 milioni), da Brescia Mobilità S.p.A. (86 milioni), attraverso un mutuo trentennale (240,3 milioni) e da un contributo statale (284,4 milioni).

[modifica] Caratteristiche

Il sistema prevede l'utilizzo di treni della classe Metrò Automatico AnsaldoBreda, forniti dall'omonima Società italiana, nella configurazione a tre casse con capienza massima di 300 passeggeri. Il movimento dei convogli sarà interamente gestito da una centrale computerizzata costruita in zona Sant'Eufemia, ove si troverà anche il deposito.

La gestione computerizzata assicura l'applicazione di rigorosi parametri di sicurezza come: distanza minima tra un treno a l'altro, sensori che impediscono la partenza del treno se vi sono elevate temperature al di sotto del convoglio (probabile presenza di incendi in atto).

Le 13 stazioni sotterranee sono state quasi tutte nuovamente progettate come open space, in modo da avere garantita l'illuminazione naturale attraverso grandi lucernari, alcune per motivi legati alla zona cittadina ove si trovano o all'impossibilità di modificare i disegni, saranno più tradizionali con mezzanino e illuminazione solo artificiale. Saranno tutte dotate di scale mobili e fisse, ascensori a pareti trasparenti e prive di corridoi o angoli morti in modo da renderle più facilmente controllabili con le telecamere di sorveglianza. Le banchine avranno barriere di sicurezza con porte che si apriranno solo all'arrivo dei treni.

Si è operata la scelta, per alcuni discutibile, di non installare i tradizionali tornelli. Sarà possibile lasciare le biciclette negli apposti spazi di parcheggio all'inteno delle stazioni, così come portarle con sé sul treno. È prevista la presenza di steward sui convogli, sia per dare informazioni ai passeggeri che per controllare i titoli di viaggio.

[modifica] Percorso

Il cantiere della stazione Volta nel maggio 2006

Il percorso è per ora limitato al solo territorio comunale e si estende per 14 km. Le stazioni sono diciassette di cui otto in galleria profonda, cinque in trincea coperta, due poste lungo il tratto in superficie e due su quello in viadotto. Lungo il percorso stesso sono previsti parcheggi per &&&&&&&&&&&07200.&&&&&07 200 posti auto, di cui &&&&&&&&&&&02800.&&&&&02 800 sono già disponibili.

[modifica] Tabella percorso

Poiché i lavori non sono ancora stati ultimati, alcuni nomi di fermate sono da ritenersi provvisori.

Fermate
BSicon uextKBHFa.svg Prealpino
BSicon uextHST.svg Casazza
BSicon uextHST.svg Mompiano
BSicon uextHST.svg Europa
BSicon uextSTR.svg (fine trincea, imbocco galleria)
BSicon uextHST.svg Ospedale
BSicon uextHST.svg Marconi
BSicon uextHST.svg San Faustino
BSicon uextHST.svg Piazza Vittoria
BSicon uextHST.svg Stazione FS
BSicon uxmtKRZ.svg (ferrovia Milano-Venezia)
BSicon uextHST.svg Brescia Due
BSicon uextHST.svg Lamarmora
BSicon uextABZrf.svg linea per Centro Fiera (in progetto)
BSicon uxmtKRZ.svg (Brescia-Cremona / Brescia-Parma)
BSicon uextHST.svg Volta
BSicon uexTUNNELe.svg (sbocco galleria)
BSicon uexHST.svg Poliambulanza
BSicon uexHST.svg San Polo Parco
BSicon uexTUNNELa.svg (imbocco trincea)
BSicon uextHST.svg San Polo Cimabue
BSicon uexTUNNELe.svg (sbocco trincea)
BSicon uexBRÜCKEa.svg (inizio viadotto)
BSicon uexhHST.svg Sanpolino
BSicon uexhBHF.svg Sant'Eufemia-Buffalora
BSicon uexBRÜCKEe.svg (termine viadotto)
BSicon uexKDSTe.svg Deposito

[modifica] Critiche

La decisione di intraprendere un'opera pubblica tanto impegnativa e dispendiosa per una città di poco meno di &&&&&&&&&0200000.&&&&&0200 000 abitanti ha causato numerosissime polemiche nel corso del tempo; tuttavia va detto che fin dai primi progetti si è pensato ad una linea non esclusivamente urbana, ma che interessasse anche parte della provincia. Il 24 maggio 1998 si è svolto un referendum consultivo sulla realizzazione dell'opera che non ha raggiunto il quorum necessario (avevano votato solo &&&&&&&&&&061000.&&&&&061 000 bresciani sui &&&&&&&&&0161000.&&&&&0161 000 aventi diritto) e che è stato largamente vinto dai no.

Un altro referendum venne indetto nel 2001 ma anch'esso non raggiunse il quorum.

[modifica] Sviluppi futuri

Fin dalle prime fasi del progetto si è pensato ad una linea che travalicasse i confini comunali per raggiungere un maggior bacino d'utenza, in particolare è stato definito un percorso che si inoltra per buona parte della Val Trompia, fino al comune di Gardone, tuttavia problemi di ordine economico e burocratico hanno indotto il Comune di Brescia e l'ASM Brescia a partire solo con la tratta urbana, senza coinvolgimento di altre Amministrazioni locali.

Per il momento si è dovuto anche rinunciare al ramo occidentale della tratta cittadina, quello che dovrebbe portare la linea fino alla zona fiera, passando per il popoloso quartiere di Chiesanuova. Proprio in previsione di detta deviazione, la stazione Lamarmora è stata realizzata con la biforcazione già predisposta in direzione Fiera. Nella seduta del Consiglio Comunale di Brescia del 13 novembre 2006 è stato proposto un progetto di massima per l'estensione ad ovest: un tracciato di 3,4 km dalla stazione Lamarmora alla zona Fiera, con quattro stazioni intermedie, denominate provvisoriamente Rodi, Salgari, Orzinuovi 1 e Orzinuovi 2. Analogamente è stato pensato un breve prolungamento a Nord fino al confine con il comune di Concesio, presso il quale sorgerebbe la nuova stazione capolinea.

È anche stato proposto un futuro prolungamento orientale verso Montichiari ove si trova l'aeroporto cittadino e nelle cui vicinanze potrebbe sorgere la stazione ferroviaria dell'alta velocità.

Allo stato attuale, nessuno degli sviluppi urbani ed extraurbani ha trovato i fondi necessari per essere realizzato.

[modifica] Note

  1. ^ [1] e [2]

[modifica] Voci correlate

[modifica] Altri progetti

[modifica] Collegamenti esterni


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