Gian Giacomo Barbelli

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Gian Giacomo Inchiocchio detto il Barbelli (Offanengo17 aprile 1604 – Calcinato12 luglio 1656) è stato un pittore italiano.

Indice

[modifica] Biografia

Nacque a Offanengo dal Giovan Angelo e Maria Malosa. Iniziò la sua carriera artistica nella bottega di Tommaso Pombioli, prima di trasferirsi per un quinquennio a Milano (1625-1630), dove acquisì esperienza e fama. Ritornato a Crema si trasferì presso la Parrocchia di San Giacomo. Dal 1630 in poi le richieste dei committenti diventarono assai numerose, spaziando dai temi laici, nei palazzi nobiliari urbani ed extraurbani, a quelli religiosi. Dipinse in affresco, a olio, su tela. Praticò anche lavori di incisione e studi di scenografie. Alla fine fu costretto ad attivare una bottega, dalla quale impararono l’arte i figli Carlo Antonio e Giovan Angelo, nonché Giovan Battista Botticchio, un altro personaggio destinato a diventare ottimo e apprezzato pittore. Barbelli lavorò principalmente nel cremasco, nella pianura bergamasca e bresciana, oltre a qualche sporadico lavoro in terra lodigiana. Ebbe quattro mogli e otto figli. Morì a Calcinato, durante un incidente di caccia.

[modifica] Il soprannnome

Il soprannome Barbelli, pare assegnato alla famiglia del pittore fin dal XVI secolo, deriva dal termine dialettale barbèl, ossia farfalla notturna. Il Barbelli lo sfruttò per firmare le sue opere, i figli lo assunsero come cognome ufficiale.

[modifica] Opere

[modifica] Dipinti


[modifica] Affreschi

[modifica] Fonti

  • Gian Giacomo Barbelli 1604-1656, nel 4° centenario dalla nascita, opuscolo informativo 2004.
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