Stadio Giuseppe Voltini

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Giuseppe Voltini
Informazioni
Ubicazione Viale Alcide De Gasperi, 67
26013 Crema (CR)
Italia Italia
Inizio lavori
Inaugurazione 1920
Struttura Pianta rettangolare
Copertura Tribuna centrale, tribuna laterale, distinti
Pista d'atletica Assente
Ristrutturazione 1936, 1990, 1995, 2000, 2005, 2008
Mat. del terreno Erba
Dim. del terreno 105 x 68 m
Proprietario Comune di Crema
Uso e beneficiari
Calcio Pergolettese Pergolettese
Crema Crema
Capienza
Posti a sedere 4.095
Settore ospiti 1.005
 
« A Giuseppe Voltini, umile assertore degli ideali dello sport, la civica amministrazione »
(Lapide dedicatoria)

Lo Stadio Comunale "Giuseppe Voltini" è lo stadio principale della città di Crema, ed ospita le partite casalinghe della Pergolettese e del Crema 1908, sebbene quest'ultima compagine utilizzi a volte anche l'impianto polisportivo "Aldo Bertolotti". Ha ospitato altresì le gare interne del Pergocrema, poi rifondata come Pergolettese. Il settore che accoglie i tifosi di casa è la Curva Sud "Irmano Nichetti", così chiamata in ricordo di un tifoso del Pergocrema prematuramente scomparso.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Dalle origini al 1945[modifica | modifica sorgente]

Il primo campo sportivo di Crema fu realizzato nel 1920 su un terreno appositamente acquistato dal Comune[1] lungo l'allora via Milano[2]. Serviva solo alla pratica del calcio, era dotato di spogliatoi e di una tribuna in cemento che già alla fine degli anni venti era già puntellata poiché alcuni sostegni apparivano pericolanti[3]. Anche su sollecitazione della presidenza della squadra dell'AC Crema[3] il tecnico comunale ing. Silvio Mosconi allestì un progetto per un impianto polisportivo, dedicato al calcio, ma anche alla "palla al cesto", un pista di atletica, un campo da tennis e una sala per la pratica della scherma. La tribuna a otto gradoni poteva contenere ottocento persone mentre al suo interno erano previsti spogliatoi capienti, servizi igienici, un'infermeria, un ristorante, una sala "di ricevimento", uffici amministrativi e l'alloggio per il custode[4]. I lavori di ampliamento furono approvati dal Genio civile della Giunta provinciale amministrativa di Cremona il 18 dicembre 1935[5] con lavori preventivati dal costo di L. 200.000, sebbene il podestà deliberava di provvedere in primo luogo alla costruzione della tribuna per un costo di L. 80.000[5]. I collaudi (del terreno di gioco da parte della Figc, dalla Commissione provinciale per quanto riguarda la tribuna) furono eseguiti nel mese di ottobre 1936[5]. Per tutti gli anni trenta fu la sede delle partite casalinghe dell'AC Crema e, in alcune occasioni ritenute speciali furono allestite anche gare di tiro al piattello[6]. Anche lo stadio di Crema fu sede delle tipiche manifestazioni ginniche promosse dal regime fascista[7].

La fucilazione del 1944[modifica | modifica sorgente]

Nel 1944 nello stadio fu eseguita una condanna a morte ad opera delle Brigate Nere[8]. Alcuni giorni prima, il 23 novembre, si tenne presso Porta Serio uno scontro a fuoco nel corso del quale furono uccisi un tenente ed un vicebrigadiere della Guardia Nazionale Repubblicana. Fu ordinato un rastrellamento durante il quale furono arrestati presso Castelleone Gaetano Paganini, Ernesto Monfredini. Luigi Bertazza ed Antonio Pedrazzini, membri della formazione partigiana “Giustizia e Libertà” operante sui monti piacentini[8]. I quattro uomini furono torturati e condannati probabilmente anche su sollecito o con la complicità del commissario prefettizio di Crema Giovanni Agnesi[9] fervente sostenitore del regime che già un anno prima sul settimanale Il popolo fascista da lui diretto aveva manifestato propositi di vendetta contro i cosiddetti “traditori della patria”[9]. L'esecuzione avvenne nel campo sportivo il 29 novembre 1944[8].

L'esecuzione del 1945[modifica | modifica sorgente]

Un'altra esecuzione avvenne il 29 aprile 1945. Nel clima di contrapposizioni e vendette che seguirono i giorni immediatamente successivi al termine della guerra di Liberazione furono arrestati quattro militanti fascisti da parte di alcuni membri del CLN[10] ipotizzando in tal modo la soddisfazione del desiderio di vendetta e giustizia rivendicati dalla popolazione[10]. I quattro condannati Clorinda Boffelli, Eugenio Carniti, Manlio Rovescalli e Alfredo della Torre[11] erano ritenuti rei di rappresaglie nei confronti di partigiani (il Della Torre era stato coinvolto precedentemente in un eccidio perpetrato a Capralba e fu reo confesso dell'uccisione di un prigioniero di guerra greco[10][12]). Fallirono le intercessioni del futuro deputato della Camera conte Lodovico Benvenuti e di monsignor Ferdinando Mussi, i quali cercarono di evitare un'esecuzione sommaria. Ottennero, comunque, che la condanna non fosse eseguita in piazza ma nel campo sportivo a porte chiuse come poi avvenne[10].

Dal 1945 al 1980[modifica | modifica sorgente]

Nel dopoguerra ripresero gli incontri calcistici anche se, occasionalmente, lo stadio divenne protagonista di altri eventi quali la gincana automobilistica organizzata nel mese di maggio 1952[13].

Nel 1968 lo stadio rimase più di un anno chiuso per il riassetto del terreno di gioco[14]. Le gare venivano disputate presso il polisportivo di Santa Maria della Croce[15].

L'intitolazione a Giuseppe Voltini[modifica | modifica sorgente]

Nel 1972, durante la presentazione della finale di un torneo fu annunciata la volontà dell'amministrazione comunale di dedicare lo stadio a Giuseppe Voltini[16]. Si voleva celebrare in questo modo un personaggio del mondo sportivo cremasco che fu giocatore, allenatore, dirigente, consigliere, presidente e presidente onorario dell'AC Crema, scomparso nel gennaio 1971[17]. La decisione definitiva fu presa durante il consiglio comunale del 5 giugno 1972[18].

Gli anni Ottanta[modifica | modifica sorgente]

Durante il 1983 una folata di vento fece cadere parte di un muro di cinta sovraccarico di tabelloni pubblicitari.[19]. I lavori di rifacimento costarono 65 milioni di lire[20]. L'anno successivo fu chiusa la tribuna centrale per inagibilità[21], vicenda che scatenò una vivace contrapposizione politica con le accuse di un presunto, tardivo intervento per sanare una situazione precaria nota da tempo[22]. La tribuna fu riaperta durante l'anno[23]. Nel 1987 confidando in finanziamenti si ipotizzò un preventivo di un miliardo e 100 milioni per la ristrutturazione delle sottotribune[24]; si trattava di uno tra i tanti interventi ormai necessari alla struttura a causa dei quali si decideva di diminuire la capienza da 4.069 a 3.209 spettatori[25] A questi problemi si sommavano le avvertenze della prefettura che denunciava carenze circa le uscite di sicurezza e sull'altezza delle reti di protezione attorno al campo[26]. Per far fronte ai lavori verso la fine dell'anno venne contratto un mutuo di 772 milioni con la Cassa depositi e prestiti[27]. Il progetto fu redatto nel 1989 e prevedeva la divisione delle gradinate in settori suddivisi con materiali ignifughi, il rifacimento delle recinzioni, dei servizi igienici e la riqualificazione degli spogliatoi[28]. I lavori vennero infine realizzati nell'estate 1990[29], durante i quali non mancarono opinioni negative in merito alla presunta lentezza dei lavori: ne furono portavoce i presidenti di AC Crema e Pergocrema, le due società che usufruivano dell'impianto[30][31]. I lavori obbligarono le squadre a giocare le partite casalinghe a Cremona (Pergocrema) e Orzinuovi (AC Crema) e vennero terminati nel mese di novembre[32].

Gli anni Novanta[modifica | modifica sorgente]

Giusto un anno prima i presidenti di Pergocrema e AC Crema Andreini e Lachinelli avevano proposto la gestione diretta della pubblicità e della manutenzione ordinaria dello stadio[33]. L'accordo con il Pergocrema in cambio di una fideiussione di 100 milioni di lire da versare al comune era vicino nei primi mesi del 1991[34], ma poi fallì[35] per l'interesse della società a gestire la sola pubblicità, non la struttura, ma anche in polemica con la richiesta dell'amministrazione comunale di ottenere il saldo di 40 milioni di debiti contratti. Alla fine l'accordo fu stipulato dopo mesi di trattative nell'autunno 1991[36]. La convenzione fu receduta per volontà del comune nel 1994 ritenendola onerosa[37], vicenda che procurò minacce di strascichi legali[38] da parte del presidente del Pergocrema Erasmo Andreini; tuttavia, pochi giorni dopo avvenne la fusione della squadra con l'AC Crema dando vita al CremaPergo e la presidenza passò di mano ai fratelli Bianchi[39]. Un secondo lotto di lavori fu affrontato nel 1995 con il rifacimento completo della sala stampa: l'ampliamento permise, tra l'altro, di ricavare lo spazio per la collocazione di telecamere per le riprese televisive ed uno stanzino isolato acusticamente per lo speaker; il mese precedente il CremaPergo vi aveva trasferito gli uffici amministrativi[40]. Ulteriori interventi del valore di un miliardo di lire furono inclusi nel piano triennale del 1996 da parte della giunta: locale antidoping, nuovo bar, tre chioschi, impianto di irrigazione automatica, deposito delle attrezzature, adeguamento dell'impianto elettrico[41][42]. La nuova giunta Ceravolo nel 1999 deliberò lo stanziamento di 250 milioni di lire per interventi sugli spogliatoi, sul locale antidoping e pronto soccorso, il deposito attrezzi, bar della tribuna e appartamento del custode[43][44]. In quegli anni veniva considerata l'idea che lo stadio fosse obsoleto[45] e il mutuo da un miliardo acquisito dalla precedente giunta Giovinetti fu dirottato dalla verso altri progetti[46]. I lavori vennero eseguiti nell'estate 2000.

Gli anni Duemila[modifica | modifica sorgente]

Il 1º luglio 2000 lo stadio ospitò il suo primo concerto musicale: le parrocchie della zona pastorale sud della diocesi di Crema organizzarono una manifestazione tenuta dal gruppo musicale «Gen-Verde» nato all'interno del Movimento dei Focolari fondato da Chiara Lubich[47].

Dopo il passaggio di proprietà i nuovi dirigenti del CremaPergo Aschedamini e Scorsetti chiesero la gestione diretta della struttura, analogamente a quanto concordato una decina di anni prima con il Pergocrema[48]. A causa del protrarsi dei lavori l'amministrazione comunale non proseguì le trattative[49]; la richiesta fu rinnovata dal rinato Pergocrema nel 2002[50], per il quale l'8 dicembre fu organizzata una manifestazione in occasione del 70º anno dalla fondazione[51]. La convenzione del valore di 60 milioni l'anno e della durata di tre anni, poi prorogata di uno, alla fine fu stipulata nell'estate 2003[52] e firmata nel mese di dicembre[53].

Il 28 novembre 2004 fu installata ed inaugurata un lapide in memoria dei quattro partigiani fucilati nel 1944, alla presenza del sindaco Claudio Ceravolo e dei rappresentanti dell'Anpi di Crema e provinciale[54].

Nel 2005, in occasione della promozione del Pergocrema in serie C2, la Figc contestava problemi di sicurezza sulle basi delle nuove normative: era necessario, in particolare, sostituire l'intera recinzione per una spesa complessiva deliberata di 340.000 euro da stornare dal bilancio comunale[55], cifra contestata dalla minoranza di centro-destra per la sua consistenza e chiedendo al sindaco di farsi portavoce verso la federazione per la concessione di una proroga[56][57]. I tecnici della Lega Calcio effettuarono nel mese di giugno 2005 un'ispezione al termine della quale osservavano che per giocare in C2, oltre alla recinzione, andavano sostituite le panchine, numerati i posti a sedere e creata una nuova sala antidoping[58]. Da una riunione tra amministrazione comunale, forze dell'ordine, vigili del fuoco, funzionari dell'Asl e del Coni emerse l'impossibilità a posticipare la messa in sicurezza[59], annunciando quindi l'inizio dei lavori[60] che furono effettivamente eseguiti, cui si aggiunse a quelli previsti l'installazione di un impianto di videosorveglianza[61]. Dopo 50 giorni avvenne il sopralluogo di un'apposita commissione (amministratori, dirigenti del commissariato di pubblica sicurezza e della polizia locale, tecnici comunali e rappresentati del Pergocrema) che si concluse positivamente. L'intervento costò 280.000 euro[62].

Nel 2007 la nuova giunta di centro-destra prorogò la convenzione con il Pergocrema ancora di un anno[63]. Nello stesso anno fu la questura a obiettare la necessità di ulteriori interventi: accorgimenti per evitare l'arrampicata dei tifosi sulle recinzioni, transenne per disciplinare gli ingressi e potenziamento dell'impianto di videosorveglianza[64].

Nel mese di maggio 2008 il Pergocrema conquistò la promozione in serie C1[65] e di nuovo l'amministrazione comunale si trovo ad affrontare problematiche dovute all'adeguamento dello stadio alla normativa da applicare per poter partecipare a questo campionato[66], quali, ad esempio la necessità di garantire 4.000 posti a sedere dei quali 800 destinati alla tifoseria avversaria. Il Voltini era omologato per 3.500.

Nel mese di giugno il presidente della Lega Mario Macalli comunicava che non vi sarebbero state proroghe ed i lavori di adeguamento dovevano terminare entro il 9 agosto, data di inizio della Coppa Italia[67]. Gli interventi improcrastinabili erano: l'aumento della capienza della gradinata nord di 300 posti, l'ampliamento della tribuna stampa (50 posti), il miglioramento degli impianti d'illuminazione e d'irrigazione[68]. Pochi giorni dopo fu rinnovata la convenzione con il Pergocrema[69] (prorogata nuovamente nel 2009 per due anni[70]) ed iniziarono i lavori dal costo stimato in 250÷300.000 euro[71], poi saliti a 400.000 euro[72]; la commissione provinciale di vigilanza per i pubblici spettacoli concedette l'agibilità alla fine di agosto certificando l'impianto per 4.095 spettatori[73].

Un'altra problematica sorse nell'estate del 2009 quando lo stadio fu dichiarato non a norma a causa della mancata disposizione di un'area esterna di prefiltraggio per il controllo dei tifosi e relative barriere dal costo di circa 150.000 euro[74][75][76]. Il sopralluogo dell'architetto della Lega Vittorio Vaccari ipotizzò la totale inderogabilità[77]. Il problema non era solo economico, ma anche di spazi, da cui il consiglio del prefetto di invertire le curve, soluzione che vedeva contrari la società Pergocrema e la relativa tifoseria[78]. Alla fine, dopo un parziale intervento di isolamento di alcune aree predeterminate, un decreto prefettizio dichiarò il Voltini a norma[79].

Caratteristiche[modifica | modifica sorgente]

  • Posti totali: 4.095 spettatori
  • Larghezza campo: 68 m
  • Lunghezza campo: 105 m
  • Fondo: Erba
  • Copertura campo: Scoperto

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Novant'anni di storia e decine di interventi, in La Provincia di mercoledì 26 agosto 2009
  2. ^ La via fu ridenominata nel secondo dopoguerra viale Europa, smembrata successivamente in due tronconi dopo la costruzione del cosiddetto "rondò del cimitero". La via prospiciente lo stadio venne intitolata ad Alcide De Gasperi secondo una decisione del Consiglio comunale durante la seduta del 20 gennaio 1970
  3. ^ a b Quattro opere imponenti – Sei milioni di spesa, in Il regime fascista di domenica 7 ottobre 1934
  4. ^ La svelta tribuna dello Stadio di Crema, in Il regime fascista di mercoledì 28 ottobre 1936
  5. ^ a b c Palestra e campo sportivo a Crema, in Il regime fascista di giovedì 10 gennaio 1936
  6. ^ Il Consigliere nazionale Mori parla a Crema, in Il regime fascista di sabato 22 aprile 1939
  7. ^ La festa annuale della GIL in Il regime fascista di martedì 2 giugno 1942
  8. ^ a b c Autori vari, La Resistenza nel Cremonese Quarant'anni dopo, a cura del'ANPI Cremona, 1986
  9. ^ a b 50 anni fa. Crema e i cremaschi dal settembre '43 all'aprile '45, Libreria editrice Buona Stampa, Crema, 1995, pag. 284 e seguenti
  10. ^ a b c d Fucilazioni e teste rasate, in 50 anni fa. Crema e i cremaschi dal settembre '43 all'aprile '45, Libreria editrice Buona Stampa, Crema, 1995, pag. 278 e seguenti
  11. ^ Otto morti, fucilati al campo sportivo, chi sono, in Il Piccolo Giornale del Cremasco di venerdì 9 dicembre 2011
  12. ^ Piero Carelli, Appunti di viaggio. Crema 1943-2009, a cura del Centro ricerca Alfredo Galmozzi, Crema, 2009, ISBN non disponibile
  13. ^ Si delinea il successo dell'odierna Gimkana automobilistica, in La Provincia di domenica 25 maggio 1952
  14. ^ La Pergolettere «apre» ospitando il Modena, in La Provincia di domenica 18 agosto 1968
  15. ^ È l'ora del derby, in La Provincia di domenica 28 aprile 1968
  16. ^ Finale Milaninter-Brescia nel torneo «Vecchie glorie», in La Provincia di mercoledì 3 maggio 1972
  17. ^ La scomparsa di Giuseppe Voltini, in La Provincia di domenica 10 gennaio 1971
  18. ^ Lo stadio comunale intitolato al cav. Voltini, in La Provincia di martedì 6 giugno 1972
  19. ^ La cinta del Voltini è un «gruviera». In pericolo le partite di Coppa Italia, in La Provincia di sabato 16 luglio 1983
  20. ^ Due nuove e funzionali palestre per la città, in La Provincia di venerdì 4 novembre 1983
  21. ^ Oggi sarà chiusa la tribuna centrale del Voltini, in La Provincia di domenica 15 gennaio 1984
  22. ^ Le reazioni alla vicenda «Voltini» in La Provincia di martedì 17 gennaio 1984
  23. ^ 1984 per il Cremasco un anno difficile, in La Provincia di mercoledì 2 gennaio 1985
  24. ^ Grazie alla legge «Olimpiadi» si spera in cinque miliardi, in La Provincia di venerdì 12 giugno 1987
  25. ^ Stadio «Voltini» mille posti in meno, in La Provincia di martedì 12 gennaio 1988
  26. ^ Che fare al Voltini, in La Provincia di giovedì 14 gennaio 1988
  27. ^ Problema Colmark: domani in consiglio, in La Provincia di mercoledì 14 dicembre 1988
  28. ^ Il Voltini con gradinate più sicure del nuovo tipo, in La Provincia di venerdì 18 agosto 1989
  29. ^ Un nuovo look per il Voltini, in La Provincia di venerdì 22 giugno 1990
  30. ^ Il Voltini nella polemica, in La Provincia di giovedì 26 luglio 1990
  31. ^ Voltini, lavori a rilento, polemiche roventi, in La Provincia di domenica 6 agosto 1990
  32. ^ Voltini pronto per domenica, in La Provincia di giovedì 29 novembre 1990
  33. ^ Andreini e Lacchinelli vogliono gestire il Voltini, in La Provincia di giovedì 5 ottobre 1989
  34. ^ Voltini al Pergocrema, accordo con il Comune, in La Provincia di mercoledì 13 febbraio 1991
  35. ^ Per la gestione del Voltini non si cambia. Andreini dice no, in La Provincia di domenica 17 febbraio 1991
  36. ^ Il Pergo ha ottenuto la gestione del 'Voltini', in La Provincia di martedì 5 novembre 1991
  37. ^ Voltini di Crema. Convenzione per lo stadio, lettera dell'assessore allo sport Simone Donarini pubblicata nella rubrica Lettere al direttore, in La Provincia di giovedì 28 aprile 1994
  38. ^ La vicenda del 'Voltini' passerà in mano ai legali, in La Provincia di giovedì 12 maggio 1994
  39. ^ È nato il CremaPergo, in La Provincia di domenica 5 giugno 1994
  40. ^ Stadio comunale Voltini. Stampa comoda e 'calda', in La Provincia di sabato 12 agosto 1995
  41. ^ ''Voltini', 'Pierina' e palestra Pergoletto. Lavori in arrivo, in La Provincia di giovedì 4 gennaio 1996
  42. ^ Sport, lavori in campo, in La Provincia di martedì 9 aprile 1996
  43. ^ Tre anni nel nome dello sport, in La Provincia di domenica 7 marzo 1999
  44. ^ Sport, impianti rimessi a nuovo, in La Provincia di mercoledì 12 gennaio 2000
  45. ^ 'Sono soldi buttati via', in La Provincia di domenica 10 maggio 1998
  46. ^ Sport, miliardi a gogo, in La Provincia di martedì 5 gennaio 1999
  47. ^ 'Prime pagine' al Voltini, in La Provincia di sabato 1º luglio 2000
  48. ^ Cremapergo: 'Voltini e impianti della Pierina in gestione' in La Provincia di venerdì 4 maggio 2001
  49. ^ 'Lo sport? Nel pallone' in La Provincia di sabato 14 luglio 2001
  50. ^ Pergo, piano di rilancio, in La Provincia di giovedì 10 ottobre 2002
  51. ^ Pergocrema, settant'anni di emozioni, in La Provincia di lunedì 9 dicembre 2002
  52. ^ Voltini al Pergo per tre anni, in La Provincia di martedì 17 giugno 2003
  53. ^ Voltini gestione ok, in La Provinciadi mercoledì 17 dicembre 2003
  54. ^ Domenica allo stadio Voltini lapide in ricordo per 4 partigiani, in La Provincia di Venerdì 26 novembre 2004
  55. ^ Differenziata 'porta a porta', via libera, in La Provincia di martedì 31 maggio 2005
  56. ^ «Voltini, ritirate la delibera», in La Provincia di mercoledì 1º giugno 2005
  57. ^ Voltini, 340.000 euro di polemiche, in La Provincia di venerdì 3 giugno 2005
  58. ^ Messa a norma del Voltini. Lega calcio: questi i lavori, in La Provincia di domenica 5 giugno 2005
  59. ^ Stadio Voltini sicuro. «Lavori indispensabili e nessuna proroga», in La Provincia di giovedì 9 giugno 2005
  60. ^ Voltini, lavori al via da fine mese, in La Provincia di venerdì 10 giugno 2005
  61. ^ Voltini, accantonate le polemiche. Iniziati i lavori di messa a norma, in La Provincia di lunedì 25 luglio 2005
  62. ^ Il Pergo torna allo stadio Voltini, in La Provincia di giovedì 1º settembre 2005
  63. ^ Oggi incontro in comune, in La Provincia di giovedì 28 giugno 2007
  64. ^ 'Voltini, maqullage per la sicurezza, in La Provincia di domenica 12 agosto 2007
  65. ^ Pergo in C1, la città esplode, in La Provincia di lunedì 5 maggio 2008
  66. ^ Ora si pensa al Voltini, in La Provincia di lunedì 5 maggio 2008
  67. ^ «Pergo, così in città non si gioca», in La Provincia di venerdì 13 giugno 2008
  68. ^ I lavori programmati, in La Provincia di venerdì 13 giugno 2008
  69. ^ Voltini, gestione ancora al Pergo, in La Provincia di mercoledì 18 giugno 2008
  70. ^ Voltini, c'è la convenzione, in La Provincia di sabato 4 aprile 2009
  71. ^ Pergo-comune, c'è l'accordo, in La Provincia di venerdì 6 giugno 2008
  72. ^ «Non demolite il Voltini», in La Provincia di martedì 5 agosto 2008
  73. ^ Stadio Voltini, arriva l'ok per 4.095 spettatori, in La Provincia di giovedì 28 agosto 2008
  74. ^ Pergo, gabbie per i tifosi, mancano i soldi, in La Provincia di venerdì 10 luglio 2009>
  75. ^ Voltini, big match a porte chiuse, in La Provincia di mercoledì 22 luglio 2009
  76. ^ Stadio, il prefetto: sopralluogo, in La Provincia di domenica 30 agosto 2009
  77. ^ «Stadio Voltini, così non va, in La Provincia di mercoledì 25 agosto 2009
  78. ^ «Voltini, invertiamo le curve», in La Provincia di giovedì 3 settembre 2009
  79. ^ Bufano: 'Il derby sia una festa'. In curva mille tifosi cremonesi, in La Provincia di venerdì 6 novembre 2009

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]