Francesco Bernardino Visconti
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Francesco Bernardino Visconti (Brignano, 16 settembre 1579-?) da Giovanni Battista Visconti e Paola Benzoni, di un’importante famiglia di Crema. Aveva cinque fratelli: Maddalena, Giulia, Ercole, Galeazzo Maria (che muore giovanissimo), Caterina, Galeazzo Maria (1575-1648).
A Milano i Visconti vivono in un palazzo presso S. Giovanni in Conca. Alla morte del padre nel 1584 i fratelli vivono nel palazzo Visconti di via Lanzone. I tutori decidono di mettere i due maschi nel Collegio dei Nobili.
Nel 1590 i due fratelli con altri parenti rapiscono la madre Paola Benzoni per impedirle di sposare in seconde nozze Cottino Cotta di Valcuvia. Ne segue un processo senza conseguenze perché il giudice ritiene che siano affari di famiglia.
Nel 1596 i due fratelli si dividono i beni. Francesco Bernardino si ritira in una sua tenuta e costituisce una banda e inizia la sua attività criminale.
Dal 1600 al 1602, Bernardino, commette una serie di crimini. Nel 1602 i suoi beni sono confiscati e incomincia una lunga controversia con i creditori.
Nel maggio e giugno 1615 c’è la visita pastorale del Cardinale Federigo Borromeo nel lecchese. È forse il momento della conversione. Si ipotizza che l’incontro tra il Borromeo e il Visconti sia stato preparato dai parenti del Visconti (molti erano religiosi) e stabilito con le autorità.
Alla figura di Bernardino Visconti è ispirato il personaggio che Manzoni inserisce nel suo romanzo I promessi sposi, con l'appellativo misterioso e solenne di "Innominato". Nella prima edizione del romanzo, "Fermo e Lucia", il personaggio compariva come "Conte del Sagrato".

