Gaiole in Chianti

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Gaiole in Chianti
comune
Gaiole in Chianti – Stemma Gaiole in Chianti – Bandiera
Scorcio di piazza Ricasoli
Scorcio di piazza Ricasoli
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Tuscany.svg Toscana
Provincia Provincia di Siena-Stemma.png Siena
Sindaco Michele Pescini (centrosinistra) dall'8-6-2009
Territorio
Coordinate 43°28′00″N 11°26′00″E / 43.466667°N 11.433333°E43.466667; 11.433333 (Gaiole in Chianti)Coordinate: 43°28′00″N 11°26′00″E / 43.466667°N 11.433333°E43.466667; 11.433333 (Gaiole in Chianti)
Altitudine 360 m s.l.m.
Superficie 128 km²
Abitanti 2 769[1] (31-12-2010)
Densità 21,63 ab./km²
Frazioni Barbischio, Castagnoli, Lecchi, Monti, San Regolo, San Sano, Vertine
Comuni confinanti Bucine (AR), Castelnuovo Berardenga, Cavriglia (AR), Montevarchi (AR), Radda in Chianti
Altre informazioni
Cod. postale 53013
Prefisso 0577
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 052013
Cod. catastale D858
Targa SI
Cl. sismica zona 3s (sismicità bassa)
Cl. climatica zona D, 1 958 GG[2]
Diffus. atmosf. alta
Nome abitanti gaiolesi
Patrono san Sigismondo
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Gaiole in Chianti
Posizione del comune di Gaiole in Chianti all'interno della provincia di Siena
Posizione del comune di Gaiole in Chianti all'interno della provincia di Siena
Sito istituzionale

Gaiole in Chianti è un comune italiano di 2.751 abitanti[3] della provincia di Siena in Toscana. Il comune è situato fra le Colline del Chianti.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Territorio[modifica | modifica sorgente]

Il territorio comunale di Gaiole in Chianti si estende per 128,99 chilometri quadrati in un'area prevalentemente collinare cha partendo dai Monti del Chianti digrada verso la valle dell'Arbia. Il dislivello altimetrico va da un minimo di 215m sl.m. nei pressi di Pianella fino ad un massimo di 839m s.l.m. nei pressi di Monteluco T.V.; il capoluogo è posto a quota 356m.

Confina con i comuni di Cavriglia, Montevarchi, Bucine, Castelnuovo Berardenga e Radda in Chianti.

Clima e Sismicità[modifica | modifica sorgente]

La stazione meteorologica più prossima al capoluogo è quella di Montevarchi della quale riportiamo le medie degli ultimi 30 anni:

MONTEVARCHI Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. mediaC) 8,2 10,4 14,5 18,5 22,5 27,2 30,9 30,1 26,1 19,5 13,6 9,3 9,3 18,5 29,4 19,7 19,2
T. min. mediaC) 0,9 1,8 4,3 7,3 11,1 14,6 16,8 16,4 13,9 9,6 5,0 1,8 1,5 7,6 15,9 9,5 8,6

Storia[modifica | modifica sorgente]

La storia di Gaiole in Chianti è strettamente legata alla sua posizione di nodo viario nelle comunicazioni tra il Chianti e il Valdarno superiore. Grazie a ciò divenne la sede del mercato dei vicini castelli.

Il suo primo ricordo si trova in una carta della Badia a Coltibuono risalente al 1086 ed a quell'epoca gli abitanti dei vicini castelli di Vertine, Montegrossi e San Donato in Perano iniziarono ad incontrarsi sul fondovalle, lungo il torrente Massellone per scambiarsi le merci; inizialmente il mercato era situato ai piedi del castello di Barbischio. Il mercato di Gaiole è citato in atti notarili fin dal 1215.

Nel XIV secolo Gaiole e la sua comunità entrarono a far parte della Lega del Chianti. Ancora nel XVIII secolo il mercato di Gaiole era un importante avvenimento per la zona come testimoniò nelle sue relazioni il granduca Pietro Leopoldo a seguito della visita fatta nel luglio 1773. Fino all'inizio del XIX secolo amministrativamente faceva parte della provincia di Firenze ma in epoca napoleonica, durante il Regno d'Etruria, venne inserito nel Dipartimento Senese e in provincia di Siena rimane tuttora. Per molti anni fu sindaco Bettino Ricasoli.

Nonostante tutto, al plebiscito del 1860 per l'annessone della Toscana alla Sardegna i "si" non ottennero la maggioranza degli aventi diritto, con un astensionismo da record, sintomo dell'opposizione all'annessione[4].

Dopo la seconda guerra mondiale il territorio comunale fu investito dal fenomeno dello spopolamento delle campagne ma a partire dalla fine degli anni settanta le ex-case coloniche sono stare progressivamente restaurate e oggi sono sede di agriturismi, e il turismo enogastronomico è la principale fonte di ricchezza per il territorio.

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica sorgente]

Il capoluogo[modifica | modifica sorgente]

La forma della abitato di Gaiole in Chianti rivela palesemente la sua origine di mercatale. L'abitato in origine era tutto sviluppato lungo la strada che congiunge il Valdarno al Chianti e nel luogo scelto per il mercato si slarga andando a formare l'odierna piazza principale. La piazza principale ha una forma di triangolo allungato e ai lati vi sono dei palazzotti sette-ottocenteschi di semplice fattura.

La chiesa parrocchiale è stata realizzata nel 1959 in forme neogotiche. Il resto dell'abitato, separato dalla piazza dal torrente Massellone, è di forme moderne ma si segnalano alcuni interessanti edifici costruiti in epoca fascista.

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

Monumento alla Rana beona (San Sano)

È la chiesa parrocchiale di Gaiole.

La sua costruzione risale al XII secolo. Il nome della pieve si trova in una donazione del 1070 conservata nella Badia di Coltibuono ed è citata come Sancti Pauli scito Russo. Anche nella bolla datata 11 marzo 1103 emessa da Pasquale II al vescovo Giovanni da Fiesole, si parla di questa pieve, che il Papa conferma essere di pertinenza del vescovo.

Ciò che resta delle sue strutture murarie originali, si configura in alcuni elementi dell'abside e della facciata, per il resto la pieve è stata ricostruita. Anche nella sua torre campanaria si vede la primitiva costruzione, sebbene essa sia stata superiormente rifatta con il restauro integrativo del 1926-1929.

La località di Spaltenna è ricordata fino dal 1030 in alcune pergamene della Badia di Coltibuono, A Spaltenna fu trasferita la pieve di San Pietro in Avenano (1102-1110), che prese il nome di Santa Maria a Spaltenna e fu trasformata in pieve "munita". La chiesa di San Pietro in Avenano mantenne questo nome fino al 1153 quando, nella bolla di Anastasio IV al vescovo di Fiesole, essa veniva citata dal papa come pieve di Santa Maria a Spaltenna.

Nel VII secolo il suo nome era Basilica Sancti Vincenti in fundo Bomuspagi.

Dalla chiesa provengono due opere di notevole qualità depositate presso la Pinacoteca di Siena: la Madonna dei Raccomandati, opera giovanile di Simone Martini, e il trittico di Bicci di Lorenzo raffigurante la Madonna col Bambino e i Santi Bartolomeo, Giovanni Evangelista, Maddalena e Antonio abate (1430).

Il territorio della chiesa è citato in alcune pergamene della Abbazia di Vallombrosa e della Badia di Coltibuono nel XII secolo e nel XIII secolo ed esso fu possesso dei Ricasoli fin dal 1100.

Essa è dedicata al martire cristiano Ansano, della famiglia Anicia di Roma, decapitato nel 303 per ordine del proconsole Lisia.

All'interno essa presenta una navata senza abside e un arco trasversale che divide la zona presbiteriale dalla canonica. A lato dell'arco ci sono due teste zoomorfe, una è un peduccio che rappresenta un torello.

Risale a prima del Mille ed è nota come pieve nell'XI-XII secolo.

L'interno, con cripta ove sono sepolti i membri della famiglia Ricasoli, presenta una navata divisa in tre campate voltate a crociera.

Sulla parete di fondo dell’Oratorio è affrescata la Madonna in trono, attorniata da Angeli e Santi, con il Bambino in braccio: il Bambino tiene un uccellino nella mano sinistra e una pietra preziosa nella destra, simbolo della Buona Novella. Alla destra della Madonna si trova l’affresco raffigurante San Michele Arcangelo che calpesta il drago e pesa le anime; dall’altra parte San Francesco con la Regola nella mano sinistra, un Crocifisso nella mano destra e le Stimmate sui piedi e sulle mani. Alle due pareti laterali vi sono figure di santi: Sant'Antonio Abate, rappresentato col maialino cintato – in corrispondenza di questo affresco si è aperta una crepaSanta Lucia, con la scritta S.ca Lucia, che fa vedere i simboli del proprio martirio, San Giovanni Battista, recante l’iscrizione: Ecce agnus Dei, San Pietro con un libro in mano, San Luca Evangelista con la scritta: S.co Lucha Vangelista, alla base del quale c’è il nome del committente (Luca Canpoli), Santa Maria Maddalena, affresco molto deteriorato da una crepa, con la scritta: S.ca M.Maddalena e una data (anch’essa deteriorata): 1496

Ville e Castelli[modifica | modifica sorgente]

Appartenuto da sempre alla famiglia Ricasoli, ebbe la funzione d'avamposto di parte guelfa contro Siena subendo numerose distruzioni. Durante il dominio mediceo, il castello fu trasformato e munito di bastioni e torri di vedetta, su progetto di Giuliano da Sangallo. Dopo la conquista di Siena fu convertito in una prestigiosa residenza signorile dalla famiglia Ricasoli.

È stato di proprietà della famiglia Ricasoli fino al 1968: attualmente il proprietario è una società per azioni, Viticola Toscana, con 1000 ettari di terreno intorno. È un bel castello con ai lati due torri cilindriche e all'interno conserva un teatrino del settecento.

La proprietà è circondata da grandi boschi di abete bianco, frutto dell'opera di rimboschimento svolta dai monaci e rilanciata poi nell'Ottocento. Sotto la guida della famiglia Stucchi Prinetti, attuali proprietari, la fattoria è una azienda agricola affermata in Italia e all'estero.

Situato nei pressi della Badia di Coltibuono, si tratta dei ruderi di una struttura militare di grande importanza nel medioevo.

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[5]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica sorgente]

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2009 la popolazione straniera residente era di 630 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

Persone legate a Gaiole[modifica | modifica sorgente]

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Dato Istat all'1/1/2010.
  4. ^ Nidia Danelon Vasoli, Il plebiscito in Toscana nel 1860, Firenze, Olschki, 1968, in cui si fa riferimento anche al casi di Castiglion Fibocchi e Radda in Chianti
  5. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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