Rapolano Terme

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Rapolano Terme
comune
Rapolano Terme – Stemma Rapolano Terme – Bandiera
Rapolano Terme – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Tuscany.svg Toscana
Provincia Provincia di Siena-Stemma.png Siena
Amministrazione
Sindaco Emiliano Spanu (centrosinistra) dall'8-6-2009
Territorio
Coordinate 43°17′00″N 11°36′00″E / 43.283333°N 11.6°E43.283333; 11.6 (Rapolano Terme)Coordinate: 43°17′00″N 11°36′00″E / 43.283333°N 11.6°E43.283333; 11.6 (Rapolano Terme)
Altitudine 334 m s.l.m.
Superficie 83,04 km²
Abitanti 5 308[2] (31-12-2010)
Densità 63,92 ab./km²
Frazioni Armaiolo, Modanella, Poggio Santa Cecilia, San Gimignanello, Serre di Rapolano[1]
Comuni confinanti Asciano, Bucine (AR), Castelnuovo Berardenga, Lucignano (AR), Monte San Savino (AR), Sinalunga, Trequanda
Altre informazioni
Cod. postale 53040
Prefisso 0577
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 052026
Cod. catastale H185
Targa SI
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Nome abitanti rapolanesi
Patrono Vergine Maria Assunta
Giorno festivo 15 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Rapolano Terme
Posizione del comune di Rapolano Terme all'interno della provincia di Siena
Posizione del comune di Rapolano Terme all'interno della provincia di Siena
Sito istituzionale

Rapolano Terme è un comune italiano di 5.248 abitanti[3] della provincia di Siena in Toscana. Il comune, conosciuto anticamente come Rapolano, ha assunto la denominazione attuale solo nel 1949. È una località termale che dispone di due stabilimenti: le Terme San Giovanni, immerse nella collina senese, e le Terme Antica Querciolaia, molto vicine al centro abitato.

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

La Porta dei Tintori

Nel centro storico, costruita vicino ad un pezzo di antiche mura, si trova la porta dei Tintori: è stata costruita nel XIV secolo ed è il più antico ingresso al paese.

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Cultura e Sport[modifica | modifica wikitesto]

Teatri[modifica | modifica wikitesto]

Teatro del Popolo. Splendida struttura nel centro del paese.

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Il GSD Rapolano Terme è la principale squadra calcistica del paese, attualmente milita in seconda categoria Toscana.

La società vanta due atleti che partendo da Rapolano hanno compiuto la scalata fino alla serie A, Ubaldo Passalacqua, da cui prende il nome lo stadio comunale, e Andrea Pistella. Un vero e proprio orgoglio che non tutti i paesi, e non tutte le società possono permettersi.

Il Real Calcetto Rapolano è la principale squadra del paese, e gioca le sue partite al piccolo palazzetto comunale. La società partecipa al campionato di Serie D, in un girone che vede la partecipazione della squadra Le Crete, società della vicina frazione Serre di Rapolano.

Sempre al palazzetto comunale gioca le sue partite interne la squadra di pallavolo, denominata Pallavolo Rapolano, che vanta un ottimo settore giovanile e una notevole prima squadra femminile.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[4]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2009 la popolazione straniera residente era di 634 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Rapolano Terme si trova vicina al raccordo autostradale Siena-Bettolle.

Per quanto riguarda il trasporto pubblico il paese dispone di una propria stazione ferroviaria mentre il trasporto autobus è operato dalla società consortile Siena Mobilità.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Immagine miracolosa di Santa Maria in Ferrata

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Statuto comunale di Rapolano Terme
  2. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  3. ^ Dato Istat all'1/1/2010.
  4. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]