Geminiano di Modena

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San Geminiano
San Geminiano

San Geminiano, dal polittico di Simone Martini attualmente al Fitzwilliam Museum, Cambridge

Vescovo

Nascita Cognento, 312 circa
Morte Modena, 397
Venerato da Chiesa cattolica
Ricorrenza 31 gennaio
Patrono di Modena, Pontremoli, San Gimignano, Pieve d'Olmi

Geminiano, citato anche come Gimignano o Gemignano (Cognento, 312Modena, 397), è stato vescovo di Modena, città di cui è anche patrono. Viene venerato come santo dalla Chiesa cattolica.

Indice

Agiografia [modifica]

Geminiano era di famiglia romana. Fu diacono del vescovo Antonio al quale successe per scelta dei suoi concittadini. Geminiano fu uomo di molta fede, i fedeli lo ricordano per il potere che avrebbe avuto sui demoni; fu per questo che la fama della sua santità arrivò sino alla corte di Costantinopoli, dove si recò per guarire la figlia dell'imperatore Gioviano. Nel 390 fu presente al concilio dei vescovi dell'Italia settentrionale, presieduto da Sant'Ambrogio per condannare l'eretico Gioviniano. Fu molto impegnato, insieme ad altri vescovi della Romagna (San Mercuriale di Forlì, San Rufillo di Forlimpopoli, San Leo di Montefeltro, San Gaudenzio di Rimini), a combattere l'eresia ariana, molto diffusa in quella zona.

Culto [modifica]

La Relatio translationis S. Giminiani, manoscritto del XII secolo, conservato nell'Archivio capitolare, descrive la traslazione e la ricognizione del corpo di san Geminiano avvenute rispettivamente il 30 aprile ed il 7 ottobre 1106, alla presenza di papa Pasquale II, Matilde di Canossa e di tutti i cittadini modenesi. Dopo questa del 1106 segue un'altra ricognizione per opera di Lucio III, il 12 luglio 1184, quando, in viaggio per Verona, si fermò a Modena per consacrarvi il duomo. Dopo il 1184 nessun'altra ricognizione fu compiuta fino al 1955.

Oltre al viaggio in Oriente per curare la figlia dell'imperatore, san Geminiano è famoso per altri due leggende agiografiche. Nel 452 Attila, il "Flagello di Dio", disceso in Italia dal Veneto, si apprestava a mettere a ferro e fuoco anche Modena: i modenesi fecero ricorso a san Geminiano che invocò l'aiuto di Dio e fece scendere la nebbia sulla città: Attila non riuscì ad individuarla e proseguì verso Sud.

L'altra leggenda riguarda l'apparizione a Carlo D'Amboise, comandante delle milizie francesi che nel 1511 stavano minacciando Modena: la notte tra il 17 ed il 18 febbraio 1511 san Geminiano apparve ai francesi sotto aspetto terrificante, quasi di demone. Alla vista del "glorioso vecchio" il capitano e le sue truppe retrocedettero precipitosamente verso Rubiera e molti soldati perirono annegati nel fiume Secchia. L'esercito si disperse spaventato nelle vicine terre ed il comandante, atterrito a morte, si suicidò di lì a poco nella vicina Correggio.

La festa liturgica si celebra il 31 gennaio, giornata in cui, nella cripta del duomo di Modena, viene esposto tutti gli anni il corpo del Santo, all'interno del sarcofago che ne contiene le ossa ricomposte e vestite con abiti liturgici.

È santo patrono, oltre Modena, delle città di Pieve d'Olmi, di San Gimignano, di Massa Finalese, di Guiglia e di Pontremoli dove, da sempre, viene acceso, al calar della sera, il "Falò di San Geminiano".

Bibliografia [modifica]

  • G. Boccolari, Aspetti di religiosita popolare nel culto di San Geminiano e di altri santi del modenese , Modena, ENAL-Universita del tempo libero, 1966.
  • J. Molza, Alcuni miracoli e fatti all'ombra di San Geminiano, Modena, Stig, 1981.
  • W. Montorsi, Geminiano e Zenone: due santi per una leggenda: con un cenno sulla Civitas Geminiana , Modena, Mucchi, 1993.

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Collegamenti esterni [modifica]

Successioni [modifica]

Predecessore Vescovo di Modena Successore BishopCoA PioM.svg
Antonino 341 - 349 Teodoro

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