Celestino Cavedoni
Celestino Cavedoni (Levizzano Rangone, 17 maggio 1795 – Modena, 26 novembre 1865) è stato un archeologo e numismatico italiano. Viene considerato il padre dell’archeologia modenese[1].
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Biografia [modifica]
Figlio di Giorgio Cavedoni e Cristina Franchini, fu battezzato con il doppio nome Venanzio Celestino. Visse l’infanzia e parte dell’adolescenza a Levizzano, nella casa dei genitori posta su podere alla sommità di un colle ancora oggi denominata Cà de Cavedoni. Era di salute cagionevole e fu curato dal medico e cultore di archeologia Arcangelo Crespellani, di Savignano sul Panaro, dal quale ricevette, molto probabilmente, i primi rudimenti dell’archeologia. All’età di 13 anni iniziò gli studi presso il Seminario vescovile di Modena.
Fu ordinato sacerdote nel 1817 e passò l’anno successivo all’università di Bologna, dove fu allievo di autorevoli accademici: Filippo Schiassi, professore di numismatica ed antiquaria e direttore del Museo delle antichità della regia università di Bologna, e Giuseppe Mezzofanti, professore di lingue orientali, i quali lo raccomandarono al duca di Modena.
Nel 1820 fu nominato dal duca Francesco IV prima "aggiunto" della Biblioteca ducale, e subito dopo, nel 1822, direttore del Museo ducale e del Medagliere estense. Nel 1827 curò, insieme a Carlo Malmusi, l’allestimento del Lapidario estense, primo esempio di museo pubblico del Modenese, ancora conservato presso il Palazzo dei Musei.
Nel 1830, fu chiamato a ricoprire la carica di professore di lingua ebraica e di scrittura biblica presso l’università di Modena, nell’ambito della quale fu anche preside della facoltà di teologia.
Nominato nel 1838 vice-bibliotecario della Ducale biblioteca estense, nonché curatore delle Raccolte numismatiche ed antiquarie della corte estense, ne divenne direttore nel 1847
Insieme ad altri studiosi fondò nel 1844 una Società di archeologia con lo scopo di portare alla luce i resti della città romana di Mutina, in parte indagati nello stesso anno in occasione della costruzione dell’attuale palazzo della Provincia.
Con l’unità d’Italia, lo stato sabaudo istituì le deputazioni di storia patria: quella modenese fu fondata nel 1861, e alla presidenza fu chiamato Celestino Cavedoni, esimio rappresentate della più elevata cultura modenese e notissimo studioso di fama europea[2].
Cavedoni fu membro attivo di accademie ed istituti nazionali ed internazionali quali: la Reale accademia di scienze, lettere e arti di Modena; la Pontificia accademia romana di archeologia; l’Accademia di scienze, lettere ed arti di Padova; l’Accademia pontoniana di Napoli; l’Accademia degli ottusi di Spoleto; l’Accademia Etrusca di Cortona; l’Accademia dei Quiriti di Roma; l’Accademia delle Scienze di Torino; il Reale istituto lombardo di scienze, lettere ed arti; l’Istituto di corrispondenza archeologica germanica; la Società spagnola di numismatica; la Reale accademia di scienza di Gottinga; l’Istituto di Francia; l’Accademia reale delle scienze di Berlino; la Société historique, archéologique et littéraire di Lione; la Reale accademia spagnola di archeologia e geografia.
Ricevette diverse onorificenze: nel 1852 fu insignito del patriziato modenese, nel 1854 nominato Cavaliere del Reale Ordine dell'Aquila Estense, nel 1857 cameriere segreto soprannumerario di Sua Santità e nel 1861 Cavaliere della Legion d’onore.
Cavedoni è autore di ricerche e studi nell’ambito dell’archeologia, dell’epigrafia, della numismatica, dell’egittologia, della filologia, dell’ermenutica, della storia e della teologia, che gli assicurarono notorietà e apprezzamento presso il mondo scientifico e letterario nazionale ed europeo[3]. Fu indagatore e cronista delle scoperte archeologiche del Modenese e del Reggiano, che pubblicò in diverse monografie e riviste tra le quali il Bullettino dell'istituto di corrispondenza archeologica germanica, il periodico della Reale accademia di scienze, lettere ed arti di Modena e della Deputazione di storia patria modenese.
Celestino Cavedoni è autore di oltre 800 scritti a stampa, editi dal 1814, appena diciannovenne, fino al 1865, anno della sua morte, alcuni studi furono pubblicati postumi, altri sono ancora inediti.
Una bibliografia quasi completa del Cavedoni fu pubblicata da Pietro Bortolotti, pochi anni dopo la morte dello studioso, e dal lunghissimo indice bibliografico si evince che fu l’autore di 293 studi di numismatica, 153 di archeologia, 119 studi letterari e 92 saggi di studi sacri per un totale di 819 pubblicazioni.
Oltre ai suoi scritti a stampa si sono conservati, per lascito testamentario, presso la Biblioteca estense universitaria di Modena anche le sue numerosissime lettere, i suoi manoscritti, gli appunti e tutte le sue carte che rappresentano tuttora una preziosa fonte documentaria per la storia, l’archeologia e la numismatica.
Pubblicazioni [modifica]
- Dichiarazione degli antichi Marmi Modenesi 1828
- Saggio di osservazioni sulle medaglie di famiglie romane 1829
- Carellii nummorum Italiæ Veteris tabulæ, Lipsia, 1850
- Numismatica Biblica, Modena, 1850
- Ricerche critiche intorno alle medaglie di Costantino Magno, 1858
- Annotazioni al Corpus inscritionum graecarum
L'elenco quasi completo delle sue opere è in Notizie intorno alla vita ed alle opere di mons. Celestino Cavedoni, a cura di Pietro Bortolotti, Modena 1866, 226 pp. «L'elenco dei suoi inediti è in Atti e mem. della R. Deput. di storia patria per le prov. mod., s. 4, X (1900) I, pp. 198-199 (13 numeri). La bibl. più completa (ordinata per materie) è in Notizie intorno alla vita..., cit., pp. 53-178: Elenco delle opere di mons. C.C. (962 num e pp. 581-589: Giunta all'elenco delle opere di mons. C.C. (16 numeri); si veda anche: Pistoni, C. C., pp. 58-59, nota 42 (aggiunte); un elenco delle sue opere a cura di A. Crespellani (645 numeri) è in Atti e mem. ... per le prov. mod., s. 4, X (1900), I, pp. 147-197; si veda ibid., pp. 48-50 (scritti pubbl. in Atti e mem. ... per le prov. mod., 16 numeri) e pp. 67-68 (scritti sunteggiati in Atti e mem. ... per le prov. mod., 5 numeri)», Cfr. F. Parente, CAVEDONI, Venanzio Celestino, in Dizionario Biografico degli Italiani Treccani (online), bibliografia finale.
Onorificenze [modifica]
| Cavaliere dell'Ordine dell’Aquila Estense | |
| — 1854 |
Cameriere segreto soprannumerario di Sua Santità 1857
| Cavaliere dell'Ordine della Legion d'Onore | |
| — 1861 |
Note [modifica]
- ^ Fu infatti il primo, con lo sterminato numero di suoi scritti, a trattare esaustivamente i ritrovamenti passati e quelli a lui contemporanei dell'area modenese. Cfr. Notizie intorno alla vita ed alle opere di mons. Celestino Cavedoni, a cura di Pietro Bortolotti, Modena 1866, 226 pp. Fu ancora lui a incoraggiare all'archeologia Arsenio Crespellani.
- ^ Cfr. F. Parente, CAVEDONI, Venanzio Celestino, in Dizionario Biografico degli Italiani Treccani, online, righe precedenti la bibliografia: «Mommsen: "ho saputo apprezzare ed ammirare l'esatta diligenza di cui ha dato prova" (lettera ad Antonio Masinelli del 9 genn. 1866 da Berlino, in Notizie intorno alla vita ed alle opere di mons. C. C. ..., a cura di P. Bortolotti, Modena 1866, pp. 226 s. [...] G. B. De Rossi [...] pure aveva definito il C.(Bull. di archeologia cristiana, I [1863], p. 87a) "l'onore dell'archeologia italiana" [...]. In effetti, considerando il C. nel contesto della cultura italiana del XIX secolo, non dobbiamo lasciarci sfuggire com'egli ci documenti, e in maniera significativi, l'ultima fase e la crisi inevitabile di una tradizione erudita che, proprio in Modena, vantava precedenti più che illustri. Uomo della Restaurazione, fu e rimase, culturalmente e nei sentimenti, legato al passato: fu l'ultimo e non indegno rappresentante di una tradizione erudita che finì con lui».
- ^ Almeno tre sue opere furono tradotte in tedesco: La Numismatica biblica, o sia dichiarazione delle monete antiche memorata nelle Sante Scritture, in «Memorie della R. Accademia... in Modena», s. 3, 9 (1849), pp. 321-356; X (1850), pp. 5-59, 293-335; XI (1850), pp. 5-25, che vide successivamente la luce in volume (Modena 1850), tradotto in tedesco da A. C. E. von Werlhof nel 1855 come Biblische Numismatik, oder Erkldrung der in der heil. Schrift erwähnten alten Münzen..., Hannover 1855; Appendice alla numismatica biblica, in «Memorie della R. Accademia... in Modena», s. 3, 18 (1855), pp. 80-84 e 455-456, ripubblicata anche in volumetto (Modena 1855), tradotta anch'essa in tedesco dal von Werlhof come Biblisiche Numismatik... Zweiter Theil. Enthaltend Anhang und Nachträge, Hannover 1856; Nuovi studi sopra le antiche monete giudiache, in «Opuscoli...», s. 2, 1 (1863) pp. 161-192 anche questo lavoro fu tradotto in tedesco dal von Werlhof in «Münzenstudien», 5 (1867), pp. 9-35; direttamente in Germania fu pubblicato Francisci Carellii Numorum Italiae veteris Tabulas CCII, edidit Caelestinus Cavedonius; accesserunt Francisci Carellii numorum, quos ipse collegit, descriptio, Fr. M. Avellinii in eam adnotationes, Lipsia 1850, che consisteva nelle duecento tavole di rame con le incisioni dei disegni delle monete magnogreche della collezione di F. Carelli acquistata per la Biblioteca Reale di Napoli da Giuseppe Bonaparte, ma successivamente dispersa, con la descrizione del Carelli stesso e le annotazioni dell'Avellino, che Cavedoni aveva ordinato e completato e di cui Theodor Mommsen e Otto Jahn avevano materialmente curato la stampa in Germania. La commissione dell'Académie des Inscriptions et Belles Lettres nel 1851 gli attribuì il premio numismatico Louis Allier per la Numismatica biblica e per la pubblicazione delle tavole del Carelli [«Revue numismatique», 26 (1851), p. 294; rapporto della commissione pp. 370-378]. Dal 1842 fu membro corrispondente dell'Istituto di Francia, dal 1845 socio corrispondente dell'Accademia prussiana delle scienze, nel 1853 venne ascritto al libro d'oro della nobiltà modenese per i meriti scientifici, nel 1854 venne fatto socio corrispondente dell'Accademia delle scienze di Gottinga. Cfr. F. Parente, CAVEDONI, Venanzio Celestino, in Dizionario Biografico degli Italiani Treccani, online, passim.
Bibliografia [modifica]
Si rimanda all'ampia nota bibliografica finale di http://www.treccani.it/enciclopedia/venanzio-celestino-cavedoni_(Dizionario-Biografico)/
Altri progetti [modifica]
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Collegamenti esterni [modifica]
- Celestino Cavedoni, in Catholic Encyclopedia online
- F. Parente, Cavedoni, Venanzio Celestino, in Dizionario Biografico degli Italiani, Treccani online
Controllo di autorità VIAF: 51730830