Charles II d'Amboise
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Charles II d' Amboise (Chaumont-sur-Loire, 1473 – Correggio, 11 febbraio 1511) è stato un politico e militare francese.
Era figlio di Charles I d'Amboise, governatore della Champagne e della Borgogna, favorito di Luigi XI e fratello di Caterina d'Amboise, Dama di Lignières. Era inoltre nipote di Georges I d'Amboise, cardinale e primo ministro di Luigi XII.
[modifica] Titoli e cariche politiche
Durante la sua vita collezionò diversi titoli e cariche politiche. Fu Signore di Chaumont, di Meillant e di Charenton. Cavaliere dell'Ordine del Re, fu successivamente Gran Ciambellano, maresciallo e ammiraglio di Francia nel 1502, 1504 e 1508.
Fu governatore della città di Parigi, del ducato di Milano, della ex Repubblica di Genova e della provincia di Normandia. Luogotenente generale in Lombardia nel 1501, fu presente all'entrata solenne di Luigi XII nella città di Genova nel 1502. Nel 1504 venne elevato al rango di maresciallo di Francia e nel 1508 divenne ammiraglio, carica che conservò fino al 1510.
[modifica] Biografia
A Milano stimò molto l'arte di Leonardo, cui chiese di approntare i progetti per una sua villa di delizie. Proprio in quel torno di tempo, affidò all'Amadeo (e non a Leonardo) l'erezione del santuario milanese di Santa Maria alla Fontana. Questa chiesa così intitolata per la fonte sacra. Il santuario fu costruito, secondo la tradizione, in seguito alla miracolosa guarigione di tre fanciulli francesi, dovuta alla visione della Vergine. Ancora oggi da una pietra medievale fuoriescono gli undici zampilli con acqua "miracolosa". Il governatore, secondo la tradizione, pure lui ammalatosi gravemente agli occhi nei primi anni del suo soggiorno a Milano, si recò a pregare presso l’antico sacello, offrendo alla Santissima Vergine come ex voto in caso di guarigione, la costruzione in loco di un degno Santuario. Quando guarì, mantenne la promessa e per l’occasione, commissionò il proprio ritratto al pittore Andrea Solari.
Represse la rivolta dei genovesi nel 1507; per suo ordine tutto il ducato di Milano è munito di bastioni con modalità simili nello stesso anno; poiché Bellinzona già nel 1500 si era data ai Confederazione elvetica, all’epoca Locarno era forse la piazzaforte più esposta ai loro futuri assalti, per cui vi fu la necessità di una protezione più efficace, quindi fra il 6 e il 12 luglio 1507 si recò di persona verso Lugano¨] e Locarno. Successivamente comandò l'avanguardia dell'armata reale nella battaglia di Agnadello il 14 maggio 1509 ed entrò trionfalmente a Milano accompagnando Luigi XII, accolto dagli apparati trionfali realizzati da Leonardo e dall'Amadeo; nello stesso anno conquistò molte roccaforti ai veneziani.
A soli 38 anni, l'11 febbraio 1511, morì a Correggio in Lombardia; fu inumato nella cappella dei Cordeliers d'Amboise. "Morte lo colse troppo presto, poiché fu uomo di buona volontà tutta la vita, saggio, virtuoso e prudente", così scrisse un cronista contemporaneo.
Ebbe un figlio, Georges, morto nella battaglia di Pavia all'età di 22 anni, e un figlio naturale, Michel d'Amboise, nato a Napoli nel 1503.
[modifica] Bibliografia
- Arte e artisti dei laghi lombardi, Noseda, Como 1959.

