Camillo Bazzoni

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Camillo Bazzoni (Salsomaggiore Terme, 29 dicembre 1934) è un regista e direttore della fotografia italiano.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Fotografo dilettante, entra nel mondo del cinema come assistente operatore nella troupe di Vincenzo Seratrice. Nei primi anni sessanta alterna il lavoro come operatore alla macchina per Seratrice e Aldo Scavarda, alla regia di cortometraggi, tra cui spiccano L'urlo (1966) e Rapporto segreto (1967), fotografati dall'allora sconosciuto Vittorio Storaro, appena uscito dal Centro Sperimentale di Cinematografia, e vincitori di due Nastri d'argento per la miglior fotografia di cortometraggio.[1]

Nel 1965 esordisce come direttore della fotografia per un film diretto dal fratello minore Luigi, La donna del lago (1965). Nel 1968 si cimenta per la prima volta nella regia di un lungometraggio con lo spaghetti western Vivo per la tua morte, fotografato da Enzo Barboni, con Storaro come operatore alla macchina. Dopo aver diretto alcuni altri film a basso budget, a fine anni settanta abbandona la regia per dedicarsi esclusivamente alla direzione della fotografia, collaborando con registi quali Salvatore Samperi (Ernesto, 1979; Amore in prima classe, 1980; La Bonne, 1986), Lina Wertmüller (Scherzo del destino in agguato dietro l'angolo come un brigante da strada, 1983; Notte d'estate con profilo greco, occhi a mandorla e odore di basilico, 1986) e Mario Monicelli (Bertoldo, Bertoldino e Cacasenno, 1984; Le due vite di Mattia Pascal, 1985; Speriamo che sia femmina, 1986).

L'ex collaboratore Vittorio Storaro, nel frattempo giunto al successo con i film diretti da Bernardo Bertolucci e consacrato dal Premio Oscar per Apocalypse Now di Francis Ford Coppola, nel 1981 gli offre la possibilità di un'esperienza hollywoodiana, chiamandolo come operatore alla macchina nella seconda unità di Reds di Warren Beatty,[2] che gli vale il secondo Oscar.

A cavallo tra anni ottanta e novanta Bazzoni cura la fotografia degli ultimi due film diretti da Massimo Troisi, Le vie del Signore sono finite (1987) e Pensavo fosse amore invece era un calesse (1991).

Filmografia[modifica | modifica sorgente]

Regista[modifica | modifica sorgente]

Cortometraggi[modifica | modifica sorgente]

Lungometraggi[modifica | modifica sorgente]

Direttore della fotografia[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Stefano Masi, Dizionario mondiale dei direttori della fotografia, Vol. A-K, p. 86
  2. ^ Stefano Masi, op. cit., Vol. A-K, p. 87

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Stefano Masi, Dizionario mondiale dei direttori della fotografia, Recco, Le Mani, 2007. ISBN 88-8012-387-4 Vol. A-K, pp. 86-87

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]