Motta Montecorvino

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Motta Montecorvino
comune
Motta Montecorvino – Stemma
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione Puglia-Stemma it.png Puglia
Provincia Provincia di Foggia-Stemma.png Foggia
Amministrazione
Sindaco Domenico Iavagnilio dal 07/05/2012
Territorio
Coordinate 41°30′00″N 15°07′00″E / 41.5°N 15.116667°E41.5; 15.116667 (Motta Montecorvino)Coordinate: 41°30′00″N 15°07′00″E / 41.5°N 15.116667°E41.5; 15.116667 (Motta Montecorvino)
Altitudine 662 m s.l.m.
Superficie 19,70 km²
Abitanti 798[1] (30-11-2011)
Densità 40,51 ab./km²
Comuni confinanti Celenza Valfortore, Pietramontecorvino, Volturara Appula, Volturino
Altre informazioni
Cod. postale 71030
Prefisso 0881
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 071034
Cod. catastale F777
Targa FG
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Cl. climatica zona E, 2 215 GG[2]
Nome abitanti mottesi
Patrono san Giovanni Battista
Giorno festivo 6 maggio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Motta Montecorvino
Posizione del comune di Motta Montecorvino nella provincia di Foggia
Posizione del comune di Motta Montecorvino nella provincia di Foggia
Sito istituzionale

Motta Montecorvino (a Mòtte in dialetto foggiano[3]) è un comune italiano di 798 Dato Istat abitanti della provincia di Foggia, in Puglia.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Motta Montecorvino è situata nel Subappennino dauno sulla sommità di una collina a 662 m sul livello del mare, di fronte a Monte Sambuco. Dista 42 km da Foggia e 24 km da Lucera.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Il paese è sorto dalle ceneri dell'abitato di Montecorvino, caduto in rovina nel XIV secolo e abbandonato dagli abitanti attorno al 1375, che si dispersero sulle colline circostanti, fondando gli abitati di Volturino, Pietra Montecorvino e Motta. Il toponimo potrebbe derivare dall'avverbio latino "mox", con significato di più vicino. Secondo altre fonti la parola Motta potrebbe derivare da "roccia o scoscendimenti del terreno".

Motta divenne presto università, ossia centro abitato a sé stante e venne circondato da mura. Nel 1627 un violento terremoto causò numerosi danni alle costruzioni. Nel 1657 la peste bubbonica provocò la morte dei due terzi della popolazione. Le epidemie si susseguirono fino al tardo Ottocento: l'abitato fu infatti colpito dal colera nel 1865 e dalla difterite nel 1880.

Nel corso dell'Ottocento, diversi mottesi si unirono alle bande di briganti che imperversavano nelle aree collinari dell'Italia meridionale. Ciò preservò il paese dai saccheggi e dalle spoliazioni che interessarono alcuni dei centri vicini.

Dal primo al 3 ottobre 1943, il paese fu teatro del primo scontro con i tedeschi da parte delle truppe canadesi sbarcate in Italia e facenti parte dell'VIII armata comandata dal generale Bernard Law Montgomery.

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica sorgente]

Il centro storico conserva in parte l'aspetto medioevale: la chiesa arcipretale di San Giovanni Battista è del XV secolo e si caratterizza per il campanile gotico del 1447, probabile trasformazione di una delle torri dell'originaria cinta muraria. Durante la II guerra mondiale il campanile venne utilizzato come fortezza dai militari dell'esercito tedesco.

Degna di nota è anche la quercia secolare di san Luca.

Inoltre, sul suolo comunale, si trova il Centro trasmittente di Monte Sambuco, una delle più importanti postazioni RAI per la trasmissinoe radiotelevisiva, il quale è protetto militarmente.

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[4]

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 novembre 2011.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 433.
  4. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
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