Mattinata

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Mattinata.jpg
Mattinata
comune
Mattinata – Stemma
Mattinata – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione Puglia-Stemma it.png Puglia
Provincia Provincia di Foggia-Stemma.png Foggia
Amministrazione
Sindaco Michele Prencipe (lista civica) dal 27/05/2014
Territorio
Coordinate 41°43′00″N 16°03′00″E / 41.716667°N 16.05°E41.716667; 16.05 (Mattinata)Coordinate: 41°43′00″N 16°03′00″E / 41.716667°N 16.05°E41.716667; 16.05 (Mattinata)
Altitudine 75 m s.l.m.
Superficie 73,48 km²
Abitanti 6 419[1] (31-12-2012)
Densità 87,36 ab./km²
Comuni confinanti Monte Sant'Angelo, Vieste
Altre informazioni
Cod. postale 71030
Prefisso 0884
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 071031
Cod. catastale F059
Targa FG
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Cl. climatica zona D, 1 404 GG[2]
Nome abitanti mattinatesi
Patrono santa Maria della Luce
Giorno festivo 15 settembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Mattinata
Posizione del comune di Mattinata nella provincia di Foggia
Posizione del comune di Mattinata nella provincia di Foggia
Sito istituzionale

Mattinata (Matinata toponimo storico, Matenéte in dialetto locale) è un comune italiano di 6.419 abitanti della provincia di Foggia in Puglia posto nel del Golfo di Manfredonia. Situata sulla costa del promontorio del Gargano, per la qualità delle sue acque di balneazione è stata più volte insignita della Bandiera Blu dalla Foundation for Environmental Education. Nel 2013 ha ricevuto 3 vele dalla Guida Blu di Legambiente.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Situata all'interno del Parco Nazionale del Gargano, nel Golfo di Manfredonia, si estende su di una superficie di quasi 72 km2. Il centro abitato è adagiato in una conca verdeggiante di ulivi circondata da mare e boschi. Il tratto di mare che va da Mattinata a Vieste è rinomato per le sue bianche falesie, per i faraglioni e per i suoi anfratti e grotte alcune delle quali ancora non completamente esplorate.

Mattinata è adagiata su due colline, Coppa Madonna e Castelluccio, circondata dal Monte Saraceno a sud, dal Monte Sacro a Nord, dalla pianura di oliveti e dal mare ad est e da Monte Sant'Angelo ad ovest.

Nel suo territorio si possono rinvenire 61 specie di orchidee, alcune delle quali crescono esclusivamente nella zona, che costituiscono un'attrattiva per appassionati e studiosi di botanica.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Dal punto di vista legislativo il comune di Mattinata ricade nella Fascia Climatica D in quanto i Gradi giorno della città sono 1404, dunque limite massimo consentito per l'accensione dei riscaldamenti è di 12 ore giornaliere dal 1º novembre al 15 aprile.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Apeneste , Matinum e Storia del Gargano.

Il nome del paese è stato fino circa alla prima dell'800 Matinata (con il quale è ricordata sia in documenti storici che in cartine geografiche). Il nome Matinata deriva dalla tribù daunia dei Matinates ex Gargani che Plinio il Vecchio ci ha tramandato nella sua Naturalis Historia (III 185).

Successivamente Claudio Tolomeo ci ha tramandato nel suo Theatrum geographicum il toponimo Apeneste[3] (Apulorum Dauniorum in Ionio pelago Salapia, Sipus, Apenestae, Garganus Mons. Et iuxta sinum Adriaticum Hyrium). Apeneste (il cui significato in greco è "che nasce" o "che sorge" - con chiaro riferimento alla posizione nel quale si trovava il villaggio ovvero ad est dove nasce il sole) sorse in zona Agnuli come piccolo emporio per il commercio fra le popolazioni daunie (di origine illirica, precisamente gli Japigi, che abitavano l'intero Gargano sin dalla fine del II millennio), presenti in loco su Monte Saraceno, e i navigatori greci. Il villaggio ebbe da sempre una vocazione agricola.

In seguito alla colonizzazione romana dell'Apulia dopo la vittoria su Pirro (275 a.C.), il villaggio di Apeneste prese il nome di Matinum (derivante dalla dea del mattino Mater Matuta poiché il villaggio era esposto ad Est), della quale si possono ammirare dei ritrovamenti di una villa romana, augustea, dai caratteristici muri in opus raeticulatum, in contrada Agnuli nei pressi del porto turistico di Mattinata. In seguito alle incursioni saracene (oppure ad un fortissimo terremoto - con conseguente maremoto) il villaggio di Matinum venne distrutto e in seguito abbandonato definitivamente. L'attuale centro cittadino (Mattinata) sorge sulle colline antistanti la baia, il quale iniziò a svilupparsi grazie ad alcuni montanari che per il clima mite, "scesero a valle" (a flussi regolari) a partire dal XVI secolo. Per quindici secoli il territorio di Mattinata è sempre stato un piccolo feudo dell'Honor di Monte Sant'Angelo. I ricchi possidenti di Monte e Manfredonia vi trascorrevano le vacanze come gli antichi romani. Soltanto negli anni 50 del 1900 Mattinata da frazione è diventata un piccolo comune indipendente.

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica wikitesto]

Centro storico[modifica | modifica wikitesto]

Pagliaio Rione Iunno

Il centro storico del paese si trova nella sua parte bassa ed è chiamato "Junno". Presenta alcuni esemplari di una tipica costruzione in pietre a secco, detta pagghiére ("pagliaio"), che risalgono alla metà del sec. XVIII. Si tratta di costruzioni basse, a base rettangolare, costituite da pietre calcaree locali, grezze, incastrate l'una sull'altra. Il "pagliaio" di campagna ha invece base più frequentemente circolare ed è una primitiva costruzione preistorica della civiltà contadina. Veniva usato come rifugio per gli uomini e gli animali domestici. Poi anche, evidentemente, come locale per mettere la paglia. Per l'aspetto e la tecnica di costruzione della "tholos" o falsa cupola (a cerchi di pietre orizzontali gradatamente aggettanti, cioè via via più interni man mano che si sale), questo "pagliaio" è da accomunare ai trulli di Alberobello e ai nuraghi sardi. La falsa cupola sembra risalire alle tombe della civiltà micenea.

Palazzo Mantuano[modifica | modifica wikitesto]

Palazzo Mantuano
Palazzo Mantuano

Sito nello Junno è il Palazzo Mantuano, costruito nel 1840 e allora sede di una delle famiglie più influenti di Mattinata. Restaurato di recente, come memoria del passato, conserva la cornice del portone principale. Attualmente è sede della biblioteca multimediale comunale, dove vengono anche ospitate numerose mostre di artisti.

Rione Iunno[modifica | modifica wikitesto]

Rione Iunno vicoli di sera
Rione Iunno vicoli di sera

A passeggio tra le piccole e strette vie di questo storico quartiere, risalendo le numerose scalinate in pietra, specie nelle ore serali, si riesce ancora a cogliere le affascinanti e a volte misteriose atmosfere di tempi lontani.in fin dei conti è una versione in miniatura del più famoso Rione Junno della vicina Monte Sant'angelo

Palazzo Barretta[modifica | modifica wikitesto]

Palazzo Barretta

Risalente agli inizi del Novecento il palazzo signorile Barretta è così chiamato dal nome del facoltoso proprietario terriero Giovanni Barretta che lo abitava. La tradizione vuole che la sua famiglia si sia estinta con lui, ultimo rappresentante della famiglia e senza discendenti. Sito in corso Matino, dal 4 agosto 1955 il palazzo è oggi sede dell'amministrazione comunale nonché sede dell'ufficio dell'attuale Sindaco di Mattinata, Michele Prencipe.

Il Palazzo Giordano (Barretta), casa comunale di Mattinata. tratto da Antonio Francesco Paolo Latino, Quédde che vita vite e qquédde che sínda sínde...', Mattinata, Basso, 2010. Il Palazzo Giordano, sede della civica amministrazione di Mattinata a partire dal 1955, anno dell'autonomia dal Comune di Monte Sant’Angelo, è comunemente detto anche Barretta dal soprannome della famiglia di possidenti montanari che dopo la prima Guerra Mondiale commissionò la sua edificazione. È un elegante palazzotto con ingresso principale, un ampio portone con arco a tutto sesto, affiancato dalle porte di due ampi locali, affacciante sul Corso Matino. Un’altra porta si affaccia su Piazza Roma e un’altra ancora, affiancata da una finestra, dà su Via Lorenzo Fischetti. Il prospetto è particolarmente ricco al piano superiore con due balconi aggettati inframmezzati da un'elegante finestra bifora, divisa in due da una colonnina sormontata da un capitello corinzio, sul lato che affaccia sul Corso Matino, un altro balcone, identico a questi primi due, e due finestroni su Via Lorenzo Fischetti, due belle balconate, con verande arretrate e archi a tutto sesto, sul lato che affaccia su Piazza Roma. Tutti e cinque i balconi sono protetti da parapetti in pietra sorretti da otto colonnine tortili. Il cornicione (la cui costruzione particolarmente elaborata sembra, fu causa dell’indebitamento della famiglia dei committenti) è costituito da una serie di lesene in stucco, imitanti l’antico, che completa la caratterizzazione neoclassica di questa costruzione, opera di maestranze locali, senz’altro progettata da un bravo tecnico dell’epoca: potremmo supporre l’ingegner Albino Morghen, abitante a Mattinata, o il primo ingegnere mattinatese Michele Maria Fischetti fu Carmine, ma anche l’ingegner Natale Pugliese capo dell’Ufficio tecnico di Monte Sant’Angelo. Va messa in evidenza anche la pregevole scalinata con gradoni in pietra locale e corrimano in ghisa, unica nel suo genere nel territorio mattinatese. La famiglia Giordano nel periodo a cavallo della Seconda Guerra Mondiale, forse a causa dell’eccessiva generosità o per cattiva amministrazione, cadde in bassa fortuna e gli eredi di don Domenico e della moglie donna Giovanna Ciociola, i figli donna Raffaela e don Michele, avvocato, furono costretti a vendere all’asta l’intero patrimonio immobiliare consistente nel palazzo in questione, più svariate case e terreni che si estendevano dal muro (a secco) di Chicco (oggi via), al tratturo (oggi via) Tor di Lupo, fino al ponticello che immetteva nella contrada Concezione e altri ancora nella piana di Mattinata (chiusa di Micalìne). Col termine Barretta ancora oggi a Mattinata si indicano persone di manica larga!

Necropoli del Monte Saraceno[modifica | modifica wikitesto]

Nella baia di Mattinata naufragò in seguito ad una tempesta Archita di Taranto (filosofo, matematico, politico, scienziato, stratega, musicista, astronomo, uomo di stato nonché generale greco antico), come ci riferisce il poeta Orazio "...Te maris et terrae numeroque carentis harenae / mensorem cohibent, Archyta / pulveris exigui prope litus parva Matinum / munera..." (Traduzione: "...Te misuratore del mare e della terra e delle immensurabili arene, coprono, o Archita, pochi pugni di polvere presso il lido Matino...").

Tombe Daune su Monte Saraceno
Tombe Daune su Monte Saraceno
Monte Saraceno

Sul Monte Saraceno una necropoli di 500 tombe testimonia la presenza della civiltà dei Dauni, appartenente agli Iapigi (una tribù degli Illiri) di cui numerosi reperti sono conservati nel museo civico di Mattinata e in quello di Manfredonia. La Necropoli di Monte Saraceno: dal Sellino Cavola una panoramica strada sterrata che apre la vista sulla Piana di Mattinata, conduce all'estremità del Monte nella cui roccia sono incavate le 500 tombe della necropoli dell'antica Matino. Le tombe, a forma di utero, rievocano il rito del ritorno alla vita prenatale. In esse i morti erano posti rannicchiati con gli oggetti a loro più cari. Coprivano le tombe lastre di pietra, le note “Stele Daune”, sormontate da teste, scudi e falli, secondo l'entità e l'importanza del defunto.

Abbazia SS. Trinità Monte Sacro[modifica | modifica wikitesto]

Capitello Abbazia SS. Trinità Monte Sacro
Abbazia SS. Trinità Monte Sacro

Sul Monte Sacro (874 m s.l.m.) si possono ammirare i ruderi di un'antichissima abbazia benedettina SS.Trinità. Di difficile accesso, raggiungibile soltanto attraverso un sentiero che si inerpica per la montagna, di essa si conservano ancora le mura di cinta, numerosi capitelli e archi. L'intero complesso, composto da una chiesa abbaziale a tre navate e dal convento, è in stile romanico. Al suo interno vi era una cappella dedicata a San Michele Arcangelo e un battistero a pianta quadrata. Le prime tracce dell'esistenza dell'abbazia risalgono al 1058: una bolla di Stefano IX, designava Monte Sacro come cella dell'Abbazia Benedettina di Santa Maria di Calena a Peschici. Divenne Abbazia nel 1138 ed ebbe vasti possedimenti, tanto che la sua influenza si estendeva fino al Tavoliere delle Puglie. Intorno al 1300 iniziò il suo declino. Terremoti e saccheggi hanno fatto di essa quella che oggi ammiriamo.

L'Abbazia Monte Sacro si è classificata terza nel 6º Censimento 2012 I Luoghi del Cuore del Fondo Ambiente Italiano con il totale di 50.071 preferenze.

Convento Pulsanese della Sperlonga[modifica | modifica wikitesto]

Convento Pulsanese della Sperlonga

Il Convento Pulsanese della Sperlonga. In una valle, tra gli ulivi, allo sbocco di una irta e suggestiva gola, si trovano i resti del Convento di S. Stefano (presente secondo una bolla papale già dal 1177), del XIV sec. ben rappresentato dal bel portale su cui era posta una statua del Re David che suonava la lira.

Villa Romana[modifica | modifica wikitesto]

Gli antichi frantoi romani in località Agnuli. A pochi metri dal mare, all'imbocco del porticciolo, risaltano i resti di fabbriche (e un'alta presenza di doli di raccolta) per la produzione di olio, del I-V secolo d.C. Le mura sono composte di pietre quadrate esaltano l'ordinata tecnica muraria dei piccoli mattoni posti a reticolo e i pavimenti a spina di pesce.

Resti Villa Romana Agnuli

Baia di Vignanotica[modifica | modifica wikitesto]

La baia di Vignanotica è una spiaggia di ciottoli, caratterizzata dalla presenza di molteplici grotte scavate dal mare nella costa alta, a circa 18 km da Mattinata in direzione di Vieste. Si raggiunge attraverso un sentiero costeggiato da pini d'Aleppo e macchia mediterranea, un tempo l'accesso era solo via mare.

Baia dei Mergoli[modifica | modifica wikitesto]

Di particolare bellezza e importanza a livello mondiale è Baia dei Mergoli (o dei Faraglioni), fra Mattinata e Vignanotica. La presenza delle alte scogliere, dei "due Faraglioni" (residui di roccia calcarea lavorati dalla natura), delle foreste di pini e della spiaggia di ciottoli bianchi, è emblema del territorio costiero del Gargano, e uno dei posti della Puglia più rinomati e conosciuti.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Tratto di costa fra Mattinata e Vieste

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[4]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

La presenza straniera al 31º dicembre 2012[5] è di 180 persone. Nel 2007,[6] la presenza straniera era di 84 persone.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

Maria S.S.della Luce
Corso Matino

La festa patronale dedicata a Santa Maria della Luce si tiene dal 14 al 16 settembre. La festa inizia ufficialmente la mattina del 14, annunciando l'evento con fuochi pirotecnici e suono di campane. Per le vie cittadine passa la banda che annuncia l'inizio dei festeggiamenti. La via principale del paese, corso Matino, viene addobbata con delle arcate di luci. Il programma dei festeggiamenti prevede di solito concerti di musica classica e leggera. L'ultimo giorno per le vie cittadine vengono portati in processione il quadro che raffigura la Madonna e le statue di Sant'Antonio e di San Michele Arcangelo. Tutto si conclude a sera inoltrata con lo spettacolo di fuochi pirotecnici.

Il 21 settembre (san Matteo) i mattinatesi si raccolgono in una piccola chiesa situata in località Funni per dare onore al Santo.

L'ultimo sabato di ogni aprile mentre si festeggia la Madonna dell'Incoronata, una processione parte da Mattinata per raggiungere la chiesetta fuori paese.

Ogni anno, nel periodo estivo si svolge il Premio Ambiente Faraglioni di Puglia

Personalità[modifica | modifica wikitesto]

  • Maria Ciuffreda, (Mattinata, 21 giugno 1899 - Manfredonia, 28 febbraio 2011 è rientrata nella lista dei supercentenari italiani per aver vissuto 111 anni e 252 giorni.

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

A Mattinata sono state girate parti dei seguenti film/fiction:

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Quartieri[modifica | modifica wikitesto]

I quartieri che costituiscono il paese di Mattinata sono:

  • Coppa Madonna
  • Iunno
  • Concezione
  • Castelluccio
  • Coppa
  • Lamione
  • Chicco
  • Incoronata

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Mattinata vive principalmente di turismo ma l'allevamento di bestiame e l'agricoltura occupano un numero considerevole di addetti soprattutto durante i mesi di magra turistica.

Oliveti digradanti verso il mare

La coltura principale di tutto il territorio è l'ulivo, ma sono ancora presenti in buona quantità mandorle, fichi, fioroni, prugne, melecotogne, melograni, cachi, agrumi e tantissimi fichi d'India che in estate colorano di rosso i puntoni. Nelle campagne mattinatesi crescono allo stato selvatico capperi, asparagi, origano, funghi che possono essere raccolti in estate nelle annate piovose ma anche in pieno inverno quando le condizioni climatiche lo consentono.

L'allevamento invece riguarda piccole aziende con un numero di capi da essere gestito principalmente dai componenti del nucleo familiare, e riguardano bovini di razza podolica o nostrana ma anche bovini di razza meticcia; capre di razza garganica di colore nero con grosse corna; ma anche maiali, asini, muli, cavalli, pecore e galline, tutti allevati principalmente allo stato brado.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
4 agosto 1955 Giuseppe Scirpoli - Sindaco
Lorenzo Fischetti - Sindaco
Francesco Paolo Prencipe - Sindaco
Berardino Arena - Sindaco
Francesco Ciuffreda Sindaco
Giuseppe Argentieri - Sindaco
Luigi Totaro Sindaco
Michele Di Bari - Sindaco
1995 1999 Gianfranco Piemontese - Sindaco Dimissioni anticipate[8]
2000 2010 Angelo Iannotta Lista civica "Mattinata Viva" Sindaco
30 marzo 2010 11 febbraio 2014 Lucio Roberto Prencipe Lista civica "SiAmo Mattinata" Sindaco Dimissioni anticipate[9]
13 febbraio 2014 27 maggio 2014 Carmela Palumbo - Commissario prefettizio
27 maggio 2014 in corso Michele Prencipe Lista civica "Mattinata Riparte" Sindaco

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Fa parte del Parco Nazionale del Gargano e della Comunità Montana del Gargano.

Galleria fotografica[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2012.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Claudio Tolomeo, III libro del Theatrum geographicum
  4. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  5. ^ dati ISTAT
  6. ^ dati ISTAT
  7. ^ Mattinata :: Cerimonia di consegna 'Alfiere del lavoro' a Giovanni Prencipe
  8. ^ Dimissioni (1997 - 1999)
  9. ^ Il Sindaco Prencipe rassegna le dimissioni (2014)

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Ciro Angelillis, Mattinata nel Monte Gargano (Saggio storico), Foggia, Il Rinnovamento, 1948.
  • Salvatore Prencipe, L'Abbazia benedettina di Monte Sacro nel Gargano, S. Maria C. V., Tip. S. Del Prete, 1952.
  • Salvatore Prencipe, Vocabolarietto etimologico garganico, Monte Sant'Angelo - Mattinata, Marigliano (Na), Ist. Tip. "Anselmi", 1965.
  • Salvatore Prencipe, Mattinata la nuova "Matinum", Marigliano (Na), Ist. Tip. "Anselmi", 1967.
  • Francesco Granatiero, Grammatica del dialetto di Mattinata, Foggia, Edigraf, 1986.
  • Francesco Granatiero, Dizionario del dialetto di Mattinata - Monte Sant'Angelo, Foggia, Studio Stampa, 1993.
  • Francesco Granatiero, Arcanué, Dizionario dei proverbi di Mattinata - Monte Sant'Angelo, Foggia, Centro Grafico Francescano, 2001.Granatiero
  • Luigi Gatta, Mattinata frazione di Monte Sant'Angelo tra '800 e '900, I vol. L'Ottocento, Foggia, Grenzi, 1996; II vol. Il Novecento, ibidem, 2007.
  • Luigi Gatta, La Chiesa abbaziale Santa Maria della Luce in Mattinata, Mattinata, Basso, 2009.
  • Antonio Francesco Paolo Latino, L’Abbazia benedettina della SS. Trinità di Monte Sacro nel territorio di Mattinata: note architettoniche e monumentali, Monte Sant’Angelo, Estratto da «Garganostudi», 1986.
  • Antonio Francesco Paolo Latino, Matinates, Mattinata, Basso, 2007.
  • Antonio Francesco Paolo Latino, Quédde che vita vite e qquédde che sínda sínde..., Mattinata, Basso, 2010.
  • Antonio Francesco Paolo Latino, La pubblicistica mattinatese: scrittori e giornalisti, libri e giornali, Foggia, Estratto da «La Capitanata», 2010.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]