Antigono I Monoftalmo

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Moneta di Antigono I Monoftalmo, raffigurante Eracle con indosso lo scalpo del leone di Nemea, recante l'iscrizione greca "ΒΑΣΙΛΕΩΣ ΑΝΤΙΓΟΝΟΥ", ossia "di re Antigono"

Antigono I Monoftalmo (382 a.C.301 a.C.) è stato un militare antico macedone al seguito di Alessandro Magno in Asia; il soprannome è dovuto al fatto che rimase privo di un occhio.

Figlio di un certo Filippo, era nato da un famiglia macedone di alto lignaggio. Dopo aver servito nell'esercito sotto Filippo II accompagnò Alessandro nella sua spedizione asiatica. Conquistata l'Asia minore Alessandro affidò ad Antigono la satrapia della Frigia. Antigono in seguito sconfisse e ricacciò, con le esigue forze lasciate ai suoi ordini, i contingenti persiani che Dario, dopo la battaglia di Isso, aveva rinforzato e riorganizzato.

Alla morte del sovrano i generali maggiori decisero di riconoscere per il momento come re il fratellastro di Alessandro, Filippo Arrideo, e come reggente del regno Cratero (ucciso nel 321 a.C. da un sostenitore di Perdicca). Antigono ottenne le satrapie di Frigia, Licia e Panfilia e con il Trattato di Triparadiso del 321 a.C. fu riconosciuto stratega d'Asia con il compito di proseguire la guerra contro il satrapo di Cappadocia e Paflagonia, Eumene di Cardia.

In seguito conquistò la satrapia di Babilonia, costringendo Seleuco alla fuga, e a Tiro (Fenicia) si autodichiarò reggente dei regni macedoni (carica che era stata già di Antipatro). Poi dichiarò che tutte le città greche dovessero essere libere, autonome e prive di guarnigioni, anche se più con intenti propagandistici, che per vero e proprio interesse.

Sconfitto nel 312 a.C. a Gaza contro Tolomeo I, trattò la pace. Gli accordi gli riconobbero solo il titolo di stratega d'Asia, ma non quello di reggente. In seguito creò, in linea con gli altri diadochi, un regno indipendente nei suoi territori dell'Asia occidentale; tuttavia non rinunciò al sogno di ricreare l'antico impero di Alessandro sotto il suo controllo.

Fu così dato inizio alla dinastia degli Antigonidi, che regnò sulla Macedonia per poco più di 150 anni. Dopo aver perso alcune campagne in Oriente, volse l'attenzione verso il Mediterraneo. Nel 307 a.C., grazie alla spedizione del figlio Demetrio, ottenne il controllo di Atene dove restaurò la democrazia, pur sotto il suo protettorato. Sempre grazie al figlio, Antigono strappò nel 306 a.C. l'isola di Cipro a Tolomeo I. A seguito di questi successi, primo fra i diadochi, si proclamò re con l'intento di rivendicare l'eredità di Alessandro. Una successiva campagna contro l'Egitto e contro Rodi (304 a.C.) si rivelarono infruttuose.

Ricreò nel 303 a.C. la lega ellenica sul modello di quella di Filippo II con l'intenzione di usufruirne per dare l'assalto a Cassandro in Grecia. Morì combattendo nella Battaglia di Ipso (Frigia), combattuta nel 301 a.C. contro gli altri diadochi, coalizzatisi contro di lui ed il figlio Demetrio.

Fonti[modifica | modifica sorgente]

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