Dinastia argeade

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La dinastia argeade (in greco: οἱ Ἀργεάδαι) fu un'antica casa regnante greca macedone dal 700 al 310 a.C. La loro tradizione, come descritta nell'antica storiografia greca, trae le loro origini da Argo, nella Grecia meridionale (da cui il nome argeadi).[1][2] Inizialmente i regnanti della tribù omonima[3], dal tempo di Filippo II, stabilirono il loro regno su tutti i macedoni. È il loro regno che siamo venuti a conoscere come Macedonia, il più importante di tutti gli stati macedoni. I più grandi membri della famiglia reale furono Filippo II di Macedonia e Alessandro Magno, sotto il cui governo il regno di Macedonia gradualmente guadagnò predominanza su tutta la Grecia, sconfisse l'impero achemenide e si espanse dall'Egitto all'India.

Origine[modifica | modifica sorgente]

La rotta degli argeadi da Argo, Peloponneso, alla Macedonia.

Gli argeadi dichiaravano di discendere dai temenidi di Argo, nel Peloponneso, il cui leggendario antenato era Temeno, nipote del pronipote di Eracle. Negli scavi del palazzo reale a Aegae Manolis Andronikos scoprì nella stanza della tomba a "tholos" (secondo alcuni studiosi il "tholos" era la stanza del trono) un'iscrizione che si ricollega a questa credenza.[4] Ciò viene attestato da Erodoto, in Le storie, dove egli fa menzione di tre fratelli della stirpe di Temeno, Gauane, Aeropo e Perdicca, scappati da Argo per andare dagli illirici e dunque nella Macedonia Superiore, in una città chiamata Lebea, dove essi aiutarono il re. Questi chiese loro di lasciare il suo territorio, ascoltando un presagio in base al quale qualcosa di grande sarebbe successa a Perdicca. I giovani pervennero in un'altra parte della Macedonia, vicino al giardino di Mida, sopra il quale stava il monte Bermio. Là essi fecero la loro residenza e gradualmente conquistarono l'intera Macedonia (8.137). Erodoto descrive l'incidente della partecipazione di Alessandro I di Macedonia nei giochi olimpici nel 504 o 500 a.C. La sua partecipazione venne contestata da altri partecipanti in base al fatto che egli non fosse un greco. Gli hellanodikai[5], tuttavia, dopo avere esaminato la sua rivendicazione argeade gli permisero di partecipare. Alessandro vinse lo stadion (5.22).

Secondo Tucidide, nella Storia della guerra peloponnesiaca, gli argeadi erano in origine temenidi provenienti da Argo, i quali discendevano dagli altopiani della Macedonia inferiore, scacciarono i pieridi dalla Pieria e acquistarono nella Peonia una stretta striscia di territorio lungo il fiume Axios che si estende fino a Pella e al mare. Al loro territorio vi annetterono anche la Migdonia tramite l'espulsione degli edoni, mentre dalla Eordia e Almopia scacciarono rispettivamente gli eordiani e almopiani (2.99).

Monarchi[modifica | modifica sorgente]

Genealogia degli argeadi[modifica | modifica sorgente]

                         Perdicca I
                        (700678 a.C.)
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                         Argeo I
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                        Filippo I
                        (640-602 a.C.)
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                        Aeropo I
                        (602576 a.C.)
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                        Alceta I
                        (576547 a.C.)
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                        Aminta I
                        (547498 a.C.)
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                        Alessandro I
                        (498454 a.C.)
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Perdicca II                       Filippo I di Macedonia
(485-447 a.C.)                           (? -†.430 a.C.)
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Archelao I
(413-399 a.C.)
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Periodo di anarchia dopo l'assassinio di Archelao
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Aminta III - Euridice 
(389-369 a.C.)
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 Alessandro II
(370-368 a.C.)             Perdicca III                                       Filippo II
                                                                            (356336 a.C.)
                          (365-359 a.C.)

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Hammond, N.G.L. Una storia della Grecia fino al 323 a.C.. Cambridge University, 1986, p. 516. "All'inizio del V secolo la casa reale macedone, la Temenide venne riconosciuta come greca dai presidenti dei giochi olimpici. Il loro verdetto fu ed è decisivo. È certo che i re consideravano loro stessi come greci discendenti da Eracle, figlio di Zeus."
  2. ^ Howatson, M.C. The Oxford Companion to Classical Literature. Oxford University Press, 1989, p. 339. "In tempi storici la casa reale tracciò la sua discendenza dal mitico Temeno, re di Argo, il quale fu uno degli Eracleidi, e più immediatamente da Perdicca I, che lasciò Argo per l'Illiria, probabilmente alla metà del VII secolo a.C., e da lì catturò le pianure macedoni e occupò la fortezza di Aegae (Vergina), autoproclamandosi re dei macedoni. Perciò i re furono ampiamente di stirpe greco-dorica (vedi PHILIP (1)); essi presumibilmente parlavano una forma di greco dorico e la loro tradizione culturale ebbe caratteristiche greche".
  3. ^ "Alessandro, l'ambiguità della grandezza", Guy McLean Rogers, p316 "Secondo Strabone, 7. 1 1 ff., gli argeadi erano la tribù capace di primeggiare nell'antica Emazia, ..."
  4. ^ Andronikos, Manolis. Vergina, lr Tombe Reali. Ekdotiki Athinon. Il palazzo di Agai, pagina 38. Iscrizione trovata nella Tholos del palazzo. “Η επιγραφή αυτή είναι: «ΗΡΑΚΛΗΙ ΠΑΤΡΩΙΩΙ», που σημαίνει στον «Πατρώο Ηρακλή», στον Ηρακλή δηλαδή που ήταν γενάρχης της βασιλικής οικογένειας των Μακεδόνων.” {“l'iscrizione è "ΗΡΑΚΛΗΙ ΠΑΤΡΩΙΩΙ" che significa "padre (più propriamente antenato) Ercole" dedicata a Ercole, antenato della famiglia reale dei macedoni”}.
  5. ^ Gli hellanodikai (in greco Ἑλλανοδίκαι, hellanodikai, letteralmente "giudici dei greci") erano i giudici degli antichi giochi olimpici. Era loro sacro obbligo tramandare l'eredità dei giochi e mantenere le norme, così come farle rispettare. Originalmente venivano chiamati ἀγωνοθέται (agonothetai, letteralmente organizzatori dei giochi).

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Duane A. March, I re macedoni: 399-369 BC, in Historia, a. 1995, v. 44, n. 3, pp. 257-282.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]