Antioco VI

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Antioco VI Epifane Dioniso
Moneta di Antioco VI, in cui il giovane sovrano è raffigurato con una corona solare; al rovescio, i Diòscuri a cavallo, con l'iscrizione in greco ΒΑΣΙΛΕΩΣ ΑΝΤΙΟΧΟΥ, "Re Antioco", e la data ΘΞΡ (169) dell'Era seleucide, corrispondente al 144-143 a.C.
Moneta di Antioco VI, in cui il giovane sovrano è raffigurato con una corona solare; al rovescio, i Diòscuri a cavallo, con l'iscrizione in greco ΒΑΣΙΛΕΩΣ ΑΝΤΙΟΧΟΥ, "Re Antioco", e la data ΘΞΡ (169) dell'Era seleucide, corrispondente al 144-143 a.C.
Sovrano dell'Impero seleucide
In carica 145140 a.C.
Predecessore Alessandro I Bala
Successore Diodoto Trifone
Nome completo Antiochus
Altri titoli Epifane Dioniso
Nascita 148 a.C. circa
Morte 138 a.C.
Dinastia Seleucidi
Padre Alessandro I Bala
Madre Cleopatra Tea

Antioco VI Epifane Dioniso (Αντίοχος ο Επιφανής Διόνυσος; 148 a.C.138 a.C.) è stato un sovrano dell'Impero seleucide, anche se non ebbe il potere effettivo, dal 145 al 140 a.C..

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Figlio di Alessandro I Bala e di Cleopatra Tea, era nipote per parte materna di Tolomeo VI d'Egitto. Nel 145 a.C. Alessandro Bala, che stava difendendo il proprio regno contro l'insurrezione di Demetrio II, morì: mentre Demetrio prese il potere nella parte orientale del regno, Antioco venne acclamato sovrano della parte occidentale dal generale Diodoto, prendendo Antiochia di Siria come propria capitale.

Antioco regnò solo nominalmente: il potere effettivo era nelle mani di Diodoto, che controllava il giovane sovrano (Antioco aveva circa tre anni quando salì al trono). Nel 140 a.C. Diodoto depose Antioco e regnò da solo col nome di Trifone; nel 138 a.C. affermò che Antioco si era ammalato e che doveva essere sottoposto ad un intervento chirurgico, che fu probabilmente utilizzato per coprire l'assassinio del figlio di Alessandro.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Predecessore
Alessandro I Bala
Sovrano dell'Impero seleucide
145-140 a.C.
in opposizione a Demetrio II Nicatore
Successore
Diodoto Trifone