Regno di Commagene

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Regno di Commagene
Dati amministrativi
Nome ufficiale Βασίλειον τῆς Kομμαγηνής
Lingue parlate Koinè
Capitale Samosata
Politica
Forma di Stato Monarchia assoluta
Forma di governo
Nascita 163 a.C. con Tolomeo di Commagene
Causa separazione della Commagene dal Regno di Sofene
Fine 72 con Antioco IV Epifane
Causa annessione romana per volere di Vespasiano
Territorio e popolazione
Bacino geografico Regno di Armenia
Religione e società
Religione di Stato Politeismo, Zoroastrismo
Regno di Commagene - Mappa
La Commagene come regno vassallo del Regno di Armenia di Tigrane il Grande
Evoluzione storica
Preceduto da Regno di Sofene
Succeduto da Impero romano

Il Regno di Commagene (greco: Βασίλειον τῆς Kομμαγηνής; armeno: Կոմմագենէի Թագավորութուն) fu un regno ellenistico centrato sulla regione armena della Commagene.[1][2] Il Regno fu fondato nel 163 a.C. dal satrapo seleucide Tolomeo di Commagene ed esistette indipendente, con una pausa tra il 17 e il 43 circa, fino al 72, quando divenne parte dell'Impero romano.[3]

Storia[modifica | modifica sorgente]

Il regno di Commagene, con capitale Samosata, confinava a occidente con la Cilicia e con la Cappadocia a nord. Sorse nel 163 a.C., quando il satrapo Tolomeo di Commagene, governatore della regione a nome dei decadenti Seleucidi, si dichiarò indipendente.

La dinastia di Tolomeo era imparentata con i sovrani parti, ma il suo discendente Mitridate I Callinico (100-69 a.C.) abbracciò la cultura ellenistica sposando la principessa siro-greca Laodice VII Tea: la sua dinastia poteva quindi vantare legami sia con Alessandro Magno che con i re persiani; con questo matrimonio, che fu anche una sorta di pacificazione tra Commagene ed impero seleucide, il regno di Commagene divenne più greco che persiano.

Il figlio di Mitridate e Laodice, Antioco I, regnò dal 98 al 38 a.C., e fu un alleato del generale romano Gneo Pompeo Magno contro i Parti (64 a.C.). Grazie alle sue doti diplomatiche, Antioco riuscì a preservare l'indipendenza commagena contro l'espansionismo romano; dopo aver scansato gli attacchi di Marco Antonio, gli si schierò a fianco nella guerra civile contro Ottaviano. Dopo la sconfitta di Antonio, il Regno di Commagene divenne uno Stato vassallo dell'Impero romano.

Nel 17, l'imperatore romano Tiberio depose Antioco III Epifane e annesse la Commagene alla provincia romana della Siria; intorno al 43 a.C., Caligola collocò Antioco IV Epifane, figlio di Antioco III, sul trono. L'ultimo sovrano della Commagene indipendente regnò fino al 72, lo depose Vespasiano, annettendo definitivamente la provincia all'impero.

I discendenti di Antioco vissero prosperosamente in Grecia e Italia, come testimoniato dal monumento a Filopappo, nipote di Antioco, eretto ad Atene tra il 114 e il 116.

Siti archeologici[modifica | modifica sorgente]

La Karakush del monte Nemrut

Quando i Romani conquistarono la Commagene, il grande santuario reale del monte Nemrut fu abbandonato, mentre i conquistatori saccheggiarono i tumuli e la Legio XVI Flavia Firma costruì e dedicò un ponte. Le folte foreste circostanti furono tagliate dai Romani alla ricerca di legna e carbone, causando l'erosione della zona.

Esiste una colonna sormontata da un'aquila, detta Karakush ("uccello nero"); una iscrizione afferma che si tratta della tomba reale di tre donne, ma la camera tombale fu saccheggiata in antichità.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Wolfgang Haase, Hildegard Temporini, Aufstieg und Niedergang der römischen Welt, Walter de Gruyter, 1986, p.736. ISBN 3-11-007337-4.
  2. ^ Mark Chahin, The Kingdom of Armenia, Routlege, 2001. ISBN 0-7007-1452-9.
  3. ^ Toumanoff, Cyril(1963) Studies in Christian Caucasian History, Georgetown University Press

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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