Alessandro I di Macedonia

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Alessandro I detto Filleleno, figlio di Aminta I e padre di Alceta II e Perdicca II (in greco antico Ἀλέξανδρος ὁ Μακεδών; VI secolo a.C.454 a.C.) fu re di Macedonia dal 498 a.C. al 454 a.C..

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Venne soprannominato Filleleno, perché si sentiva greco e non amava la Persia, della quale sopportò a malapena la potenza. Infatti nel 507 a.C. quando ancora regnava re Aminta I arrivò nella capitale un inviato del re persiano Dario I, tale Megabazos, chiedendo la sottomissione della Macedonia. Al banchetto in onore dei delegati i persiani offesero le dame di compagnia, Alessandro le fece ritirare con un pretesto. Con il passare del tempo la tensione aumentò e alcuni persiani furono uccisi. Dopo questo fatto venne inviato un battaglione dell'esercito per lavare l'onta, però Alessandro evitò il castigo dando sua sorella in sposa al generale persiano.

Nel 492 a.C. si dovette sottomettere al generale persiano Mardonio, durante la campagna di invasione della Grecia iniziata da Dario I. Accompagnando il generale guadagna la sua fiducia; gli viene affidato l'incarico di ambasciatore per proporre le condizioni di pace con Atene, dopo la sconfitta a Salamina che naturalmente rifiuta nella successiva guerra di conquista di Serse I. Alessandro, il cui reame era assoggettato alla Persia, favorì successivamente i Greci nella battaglia di Platea informando gli ateniesi dei piani di manovra di Mardonio.

Una volta scacciati i persiani dalla Grecia attuò una politica di espansione territoriale molto forte, portando la Macedonia nell'orbita della grecità classica e partecipando anche ai giochi olimpici.

I macedoni per lungo tempo vennero considerati popolazione semi-barbara, specie dagli abitanti delle colonie greche a loro sottomesse. Egli pertanto dichiarò che il suo casato discendeva per linea diretta da quello degli argivi e quindi da Eracle, dandole un ulteriore aurea di grecità. Infatti, il suo trisavolo Perdicca I, fu dichiarato pronipote di Temeno, sovrano dell'Argolide. Tali affermazioni presumono, tra l'altro, un trattato di alleanza con la città di Argo. Il suo modello divenne, però, Atene (dove venne dichiarato próxenos kaì evergétēs, "ambasciatore" e benefattore), di cui recuperò il modello di corte e fu patrono del poeta Pindaro.

Pur facendo da modello, Atene ben presto divenne una rivale soprattutto a causa del controllo delle miniere d'oro del Pangeo, nei pressi della foce del fiume Strimone divenute territorio macedone dopo l'uscita di scena dell'esercito persiano, assieme alle pianure a nord del monte Olimpo. Di notevole importanza si rivelarono le strade costruite dai persiani per permettere il passaggio dell'esercito, le quali collegavano:

  • Acanto a Olinto, Enea e Terme;
  • Argilus ad Apollonia e Terme;
  • Siris al lago Prasia, Strepsa e Terme.

L'escalation bellica con Atene ben presto riguardò tutti i territori costieri fino a raggiungere i territori traci presso lo stretto, dove si estendeva l'area di influenza delle due rivali. Questo portò ad un raffreddamento dei rapporti con Atene e progressivamente anche con Argo.

La politica espansionistica decretò una profonda riorganizzazione dell'esercito, con l'istituzione di una armata di pezeteri o eteri appiedati, una fanteria da affiancare alla cavalleria pesante.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Predecessore
Aminta I
Re di Macedonia
498454 a.C.
Successore
Alceta II