Leone di Nemea

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Eracle combatte il leone nemeo. Dettaglio di un mosaico ritrovato a Llíria

Il leone di Nemea o leone Nemeo è un animale della mitologia greca. Era figlio di Ortro ed Echidna oppure, secondo un'altra versione del mito, di Echidna e Tifone (il Leone viene infatti indicato da Esiodo come fratello della Sfinge). In un'altra versione era invece figlio di Zeus e Selene, e quindi fratellastro di Eracle.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Il leone Nemeo è un mostro invulnerabile, inviato a Nemea da Era per distruggere Eracle. Nacque vicino a Nemea, nell'Argolide e si insediò in una grotta con due uscite. La sua pelle non poteva essere ferita in alcun modo, rendendolo di fatto invulnerabile, mentre zanne ed artigli erano dure quanto il metallo. La fiera era un vero flagello per il popolo di Nemea, poiché attaccava e sbranava uomini e greggi, e tale fu la sua ferocia che la gente smise di lavorare per timore di incrociare il mostro.

Eracle combatte contro il leone di Nemea, lekythos attico su sfondo bianco, del pittore del Diosfo, circa 500-475 a.C. Parigi, Musée du Louvre.

Giunto a Nemea, e seguendo la scia di carcasse che il leone si era lasciato dietro, Eracle riesce a trovare la fiera: ma vedendo che spada e frecce erano inefficaci contro di essa decise di percuotere il leone stordendolo con la mazza e, da lì, strangolandolo a mani nude. Dopo avere ucciso il Leone di Nemea, Eracle fa della sua pelle una armatura.

Il leone Nemeo fu posto da Zeus tra i segni dello zodiaco, dove formò la costellazione del leone.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

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