Idromele
L'idromele (/idroˈmɛle/, dal greco ὕδωρ, hýdor "acqua" e μέλι, méli "miele"), è prodotto dalla fermentazione del miele. È forse il fermentato più antico del mondo e nell'antichità era noto come "la bevanda degli dèi".
Non si hanno notizie certe sul periodo in cui l'uomo imparò a produrre l'idromele, ma si suppone che l'origine sia antichissima, vista anche la semplicità di preparazione.
Lo si trova prodotto quasi ovunque si trovino le api.
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[modifica] Idromele nella cultura antica
Conosciamo un idromele dell'antico Egitto, quello dell'antica grecia, uno dell'Inghilterra celtica, l'idromele della scandinavia vichinga, quello degli antichi slavi e probabilmente ne esistono e ne sono esistiti molti prodotti anche in altri luoghi.
L'idromele aveva una grande importanza nella cultura norrena (scandinava) precristiana; nella letteratura e nella mitologia viene rappresentata come la bevanda dei re, la preferita del dio Odino e del mezzelfo di altre creature sovrumane (come la mitica fiera Ofiulco). La tradizione vuole che due nani uccidano il vate Kvasir e dal suo sangue ricavino l'idromele, capace di dare sapienza e poesia.[1]
Era tradizione che le coppie appena sposate bevessero idromele durante il periodo di una luna dopo il matrimonio per ottenere un figlio maschio. Da lì sembra provenire la tradizione della "Luna di miele".
[modifica] Ricetta tradizionale
La ricetta base richiede semplicemente miele, acqua e lievito, ma vi sono innumerevoli varianti, ciascuna con il proprio nome: braggot (miele e malto), melomel (miele e frutta), metheglin (miele e spezie).
[modifica] Strumenti e ingredienti
- Bottiglione in vetro da 5 litri circa.
- Tappo con gorgogliatore.
- 2 kg di miele.
- 3 litri di acqua.
- Lievito.
- 2 sorbe (opzionale).
Può andar bene anche il lievito di birra, ma per raggiungere un maggior grado alcolico è necessario utilizzare lieviti da vinificazione.
[modifica] Preparazione
Sciogliere il miele nell'acqua calda fino a formare un liquido omogeneo; è opportuno mantenere la miscela ad 80-90 °C per qualche minuto in modo da inattivare i lieviti selvaggi. Lasciare raffreddare e versare la miscela dentro il bottiglione. Attivare il lievito diluendolo in acqua tiepida e versarlo dentro il bottiglione. Se si decide di utilizzare le sorbe, questo è il momento di aggiungerle intere; servono a rilasciare acido malico, che conferisce freschezza. Tappare il bottiglione, mettere dell'acqua nel gorgogliatore e lasciare 4 settimane a gorgogliare.
Dopo 4 settimane di fermentazione, imbottigliare l'idromele utilizzando bottiglie di vetro scuro, da chiudere ermeticamente e riporre in una cantina fresca. Per evitare scoppi è consigliato provvedere di tanto in tanto alla sfiatatura delle bottiglie.
Dopo circa 3-4 mesi l'idromele è pronto per il consumo, ancora molto dolce e "acerbo", ma già gradevole. Da quel momento in poi ogni mese passato in cantina ad invecchiare non farà altro che migliorarne il sapore, rendendolo più secco e più alcolico.
[modifica] Note
[modifica] Voci correlate
[modifica] Altri progetti
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[modifica] Collegamenti esterni
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