Lago di Scutari

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Lago di Scutari
Nazioni bandiera Albania
bandiera Montenegro
Qark (prefettura) Prefettura di Scutari
Antivari
Coordinate 42°09′59″N 19°19′33″E / 42.166389, 19.325833
Lago di Scutari (Albania)
Lago di Scutari
Dimensioni
Superficie 450 km²
Profondità massima 60 m
Profondità media 44 m
Immissari principali Morača
Emissari principali Boiana
Mappa del lago

Coordinate: 42°09′59″N 19°19′33″E / 42.166389, 19.325833

Il lago di Scutari, (in albanese: Liqeni i Shkodrës, in serbo: Skadarsko Jezero / Скадарско језеро) è il più grande lago della penisola balcanica.

Il lago è così chiamato in quanto sull'estremo sud-orientale si trova la città di Scutari (Shkodër, in albanese). Il lago è situato al confine fra l'Albania e il Montenegro, alla prima appartengono circa i 2/3 della superficie.

A sud-ovest una catena montuosa che raggiunge i 1.600 m (Rumija) lo separa dal mare Adriatico dal quale dista soli 20 km.

Il lago occupa una depressione carsica e ha un livello di profondità assai variabile (dai 6 ai 60 m, con una media di 44 m); anche la superficie complessiva cambia a seconda del ciclo stagionale (il fatto non è dovuto tanto all'evaporazione quanto all'apporto più o meno consistente delle fonti sotterranee di alimentazione). La superficie è stimata tra i 370 e 450 km². Immissario è il fiume Morača, emissario il Boiana.

[modifica] La leggenda del Lago di Scutari

Sulle rive del lago di Scutari, Illiri, Romani, Albanesi, Montenegrini e Serbi si sono ripetutamente scontrati. I resti delle diverse influenze, le tracec del passaggio di tribù e uomini sono arrivati sino a noi.

Il confine che passa sopra le acque del lago, non divide due diverse regioni, anche se gli eventi storici le hanno più allontanate che unite.

Secondo la leggenda, Elena, l'ultima figlia dell'imperatore latino di Bisanzio, lasciò un giorno la sua città e dopo aver vagato per i Balcani, arrivò al lago di Scutari. Qui si stabilì e divenne suora nel convento di Shen Kollit. La leggenda narra poi che accanto al convento si trovava un villaggio di pescatori chiamato Dobroliani, che in serbo-croato significa «posto di buone persone».

Elena viveva tranquilla sulla riva del lago, e secondo una tradizione degli abitanti del villaggio, le portavano ogni giorno un pesce. Anche se questa tradizione non comportava una qualche difficoltà, un giorno gli abitanti non portarono alla principessa alcun pesce. Il che continuò anche nei giorni seguenti. Allora Elena riunì tutti gli abitanti per sapere il motivo di questa qoutidiana mancanza.

I pescatori non avevano il coraggio di presentarsi e nessuno rispose alle sue richieste. Lei si offese ed esclamò:«Questo posto non si chiamerà più Dobroliani, ma Glouvido», che voleva dire "il posto dei sordi" e i suoi abitanti non avrebbero dovuto più pescare. Poi se ne andò prendendo la via del mare. I pescatori capirono il male che avevano fatto e temendo la maledizione della principessa la seguirono per convincerla. La principessa, invece, non permise loro di avvicinarla, e per prendere tempo gettò delle monete per terra, che nelle mani dei pescatori si trasformarono in pietro rotonde.

Anche oggi secondo la leggenda le piccole pietre rotonde che si trovano lungo la riva del lago di Scutari si chiamano i "soldi di Elena". Secondo la storia Elena arrivò fino al Porto di Tivar, Bar oggi Montenegro, da dove partì per non tornare più qui.

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