Balti (popolo)

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Distribuzione delle tribù baltiche, XIII secolo. I balti orientali sono segnalati con tonalità del marrone, mentre i balti occidentali con tonalità del verde. I confini sono approssimativi

I balti o popoli baltici (anche baltici, in lettone: balti, in lituano: baltai, in latgolico: bolti), definiti come coloro che parlano una delle lingue baltiche, sono un ramo dei popoli di origine indoeuropea, discendenti di un gruppo di tribù indoeuropee che si stabilirono nell'area tra il basso corso della Vistola e la Daugava ed il Dnepr, sulle coste sud-orientali del mar Baltico.

La grande quantità di laghi e paludi in quest'area isolò i balti, e il risultato di questo isolamento è l'alto tasso di arcaicismi e di caratteristiche conservative nelle lingue baltiche. Tra i popoli baltici si annoverano i lituani, i lettoni ed i latgolici, tutti balti orientali, così come le culture baltiche occidentali dei prussiani antichi, gli jotvingi ed i galindi, al giorno d'oggi completamente estinti.

Il termine balti fu creato dal linguista tedesco Georg Nesselmann nel 1845, per descrivere i gruppi etnici simili fra loro che vivevano vicino al mar Baltico.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Preistoria[modifica | modifica sorgente]

La culla preistorica dei popoli baltici, secondo le ricerche paleogenetiche e gli studi archeologici, fu la zona tra il mar Baltico e l'Europa centrale tra la fine dell'ultima era glaciale e l'inizio del mesolitico. Si diffusero nell'area dal Baltico fino al fiume Volga ad est. La culla dei popoli slavi fu, molto probabilmente, la regione tra Cracovia ed il Danubio, vicina alle zone di origine dei balti. Gli slavi si espansero nella pianura ucraina del Dnepr nel VI secolo DC, dopo l'invasione degli avari, conquistando ed assimilando la maggior parte degli slavi orientali. Secondo alcune vecchie teorie, l'area di formazione dei balti si trovava, fino alla fine del secondo millennio a.C. vicino all'alto e medio corso del Dnepr, nell'odierna Ucraina, dove si riteneva che si fosse stabilita un'ipotetica proto-comunità balto-slava, cioè un popolo comune che in seguito si fosse scisso e avesse dato origine agli odierni balti e slavi. All'inizio del primo millennio a.C., vari gruppi migrarono sulle coste del mar Baltico, e si stabilirono tra il fiume Pasłęka ed il fiume Nemunas. Non è chiaro se sia stata questa migrazione a dare origine alle tribù baltiche.

Vari studiosi, come Būga, Vasmer, Toporov e Trubachov, nel condurre studi etimologici sui nome dei fiumi dell'Europa orientale, sono stati in grado di identificare in alcune regioni nomi di provenienza tipicamente baltica, cosa che indica che molto probabilmente i balti vivessero in tali zone in tempi preistorici. Queste informazioni sono riassunte e sintetizzate da Marija Gimbutas nel suo I balti (1963) per ricavare una possibile Urheimat per i proto-balti. I confini di tale zona sono approssimativi: da una linea sulla costa pomerana verso est per includere o quasi i moderni siti di Varsavia, Kiev e Kursk, e poi verso nord attraverso Mosca fino al fiume Berža, e da qui verso ovest in una linea irregolare fino alla costa del Golfo di Riga, a nord di Riga.

Questa zona include tutte le zone dove è noto storicamente che siano risiedute popolazioni baltiche e ogni luogo dove si pensa che si siano stanziati in differenti periodi di tempo. L'occupazione baltica della Russia occidentale, ad esempio, si ritiene sia avvenuta nel IV secolo DC.

Nei primi secoli DC, le tribù baltiche si stanziarono nell'area tra la Vistola e la Daugava. La loro cultura si riconosce facilmente e molto probabilmente essi erano gli antenati delle tribù baltiche occidentali (antichi prussiani, jotvingi, galindi, scalvici e curoniani), come delle tribù baltiche orientali (lituani, semigalli e latgolici).

Nel 98 d.C. Tacito descrisse una delle tribù vicino al mar Baltico (Mare Suebicum) come Aestiorum gentes o Aesti, dei raccoglitori di ambra. Si ritiene che questo popolo vivesse nella penisola di Sambia, anche non esistono altre fonti di riferimento.

La cultura proto-baltica che rimase nella zona del Dnepr, comunque, mantenne una somiglianza significativa con la sua controparte sulle coste baltiche, ed era simile inoltre alla cultura di altri popoli che abitavano le foreste dell'Europa orientale, quasi completamente slavizzati tra il VII ed il X secolo DC.

Invasioni[modifica | modifica sorgente]

Nel XII e nel XIII secolo, lotte interne, così come le invasioni dei ruteni e dei polacchi, e in seguito l'espansione dell'Ordine Teutonico, ebbero come effetto il totale annichilimento dei galindi, dei curoniani e degli jotvingi. L'ultima parte degli antichi prussiani venne germanizzata nel XVI secolo, dopo la Riforma protestante in Prussia. Le culture dei lituani e dei latgolici/lettoni sopravvissero e divennero i predecessori delle moderne nazioni di Lettonia e Lituania.

Ricerche genetiche[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Ipotesi genetiche sul popolamento dell'Europa.

Recentemente, alcune nuove ricerche sperimentali hanno analizzato il patrimonio genetico degli attuali abitanti dei Paesi baltici baltofone, evidenziando più affinità con estoni e mari, linguisticamente ugro-finnici, che con gli altri indoeuropei presenti nell'area slavi. Sulle implicazioni storiche di queste ricerche, se confermate, il dibattito tra gli specialisti è ancora aperto.

Popoli e tribù baltiche[modifica | modifica sorgente]

Mappa del Mar Baltico

Estinti

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • AA.VV. I Balti: alle origini dei Prussiani, degli Iatvinghi, dei Lituani e dei Lettoni. Dal V secolo a. C. al XIV secolo, Cantini, Firenze, 1991; rist. 1992
  • (PL) Bałtowie in Encyklopedia Internetowa PWN. URL consultato il May 25 2005.
  • (PL) Jerzy Antoniewicz, Aleksander Gieysztor, Bałtowie zachodni w V w. p. n. e. - V w. n. e. : terytorium, podstawy gospodarcze i społeczne plemion prusko-jaćwieskich i letto-litewskich, Olsztyn-Białystok, Pojezierze, 1979, ISBN 83-7002-001-1.
  • Marija Gimbutas, I Baltici, Milano, Il Saggiatore, 1967.
  • (PL) Marceli Kosman, Zmierzch Perkuna czyli ostatni poganie nad Bałtykiem, Warsaw, Książka i Wiedza, 1981.
  • (EN) Irena Čepiene, Historia litewskiej kultury etnicznej, Kaunas, "Šviesa", 2000, ISBN 5-430-02902-5.
  • (PL) Łucja Okulicz-Kozaryn, Życie codzienne Prusów i Jaćwięgów w wiekach średnich, Warsaw, Państwowy Instytut Wydawniczy, 1983.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]


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