Lingue balto-slave
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Il gruppo linguistico balto-slavo è un ipotetico gruppo linguistico ricostruito, di cui fanno parte le lingue baltiche e le lingue slave all'interno della famiglia delle lingue indoeuropee. Le lingue che appartengono a questa famiglia sono parlate da circa 240 milioni di persone soprattutto in Europa centrale, orientale e meridionale.
Indice |
[modifica] Argomentazioni generali
Le lingue baltiche e le lingue slave condividono molte caratteristiche simili, sia lessicali, sia morfosintattiche, più di ogni altro gruppo linguistico all'interno delle lingue slave. Molti linguisti, seguendo alcuni notabili indoeuropeisti come August Schleicher e Oswald Szemerényi, ritengono che questi due gruppi si siano separati da un comune antenato, il Proto-balto-slavo, solo in seguito alla scomparsa dell'indoeuropeo comune e alla distinzione dei vari gruppi linguistici.
Altri linguisti, che seguono le teorie di altri indoeuropeisti come Antoine Meillet, ritengono che queste caratteristiche simili siano dovute ad intensi contatti tra i due gruppi già dopo che si erano separati direttamente dall'indoeuropeo comune (il gruppo satem).
Il primo punto di vista viene tenuto ancora largamente in considerazione: Beekes (1995: 22), ad esempio, afferma: "Le lingue baltiche e slave erano originariamente una lingua sola e perciò formano un solo gruppo linguistico". Collinge (1985) include un'appendice (pp. 271–77) in "Leggi sull'accentazione in balto-slavo", che postula apparentemente l'esistenza di una singola protolingua balto-slava, ma poi dice che "tutto in questa sezione è controverso, inclusa questa frase."[1]
[modifica] Evidenze ed interpretazioni
Più di 100 parole sono comuni ad entrambi i gruppi linguistici nella forma e nel significato, tra cui:
- lituano bėgu "corro," lettone bēgu, antico slavo ecclesiastico бѣгѫ běgǫ, russo: бегу begu, polacco: biegnę;
- lituano liepa "tiglio", lettone liepa, antico prussiano lipe, antico slavo ecclesiastico липа lipa, russo: липа lipa, polacco: lipa.
Il numero di parole condivise tra i due gruppi linguistici può essere spiegato dall'esistenza di una comune lingua balto-slava nel passato o da altre conseguenze:
- I parlanti baltici e slavi sono in stretto contatto geografico, politico e culturale, cosa che naturalmente porta a similitudini lessicali, cioè, una ha preso in prestito parole dall'altra e viceversa. Per capire la differenza tra il prestito e la comune eredità lessicale c'è bisogno di uno studio attento delle mutazioni fonetiche ed in alcuni casi le informazioni non sono sufficienti per risolvere la questione.
- Le lingue slave e baltiche non sono state scritte fino al IX ed il XVI secolo DC rispettivamente. Perciò le registrazioni storiche dello sviluppo delle lingue sono limitate.
- Le lingue baltiche e slave appartengono tutte al sottogruppo delle lingue satem.
[modifica] Meillet vs. Szemerényi
Fino all'opera Dialects indo-européens di Meillet del 1908, l'unità balto-slava era indiscussa tra i linguisti, come Meillet stesso notava nel capitolo Le Balto-Slave, "L'unité linguistique balto-slave est l'une de celles que personne ne conteste" ("L'unità linguistica balto-slava è una di quelle che nessuno contesta"). La critica di Meillet al balto-slavo fa perno su sette caratteristiche evidenziate da Karl Brugmann nel 1903, tentando di mostrare che nessuna di queste singole era sufficiente a provare l'unità genetica.
Nel suo riesame del lavoro di Meillet nel 1957, Szemerényi conclude che i balti e gli slavi, in effetti, dovevano aver condiviso un "periodo di lingua e vita comune", e si erano probabilmente separati a causa delle incursioni delle tribù germaniche tra la Vistola e lo Dnepr. Szemerényi denota quattordici punti che giudica frutto di un'eredità comune e non di innovazioni parallele, e perciò come prove dell'unità balto-slava:
- Palatalizzazione fonologica (descritta da Kurylowicz, 1956)
- Lo sviluppo di i ed u prima delle risonanti indoeuropee
- Il mutamento ruki
- Innovazioni nell'accento
- L'aggettivo definito
- La declinazione del participio in -jo-
- La desinenza del genitivo singolare in -ā(t)- per le radici tematiche
- La formazione del comparativo
- I casi obliqui della 1° persona singolare in men-, e della 1° plurale in nōsom
- La variante tos/tā per il pronome determinativo indoeuropeo so/sā
- L'accordo dei verbi irregolari atematici (lituano dúoti, slavo datь)
- Il preterito in ē/ā
- I verbi in -áuju del baltico ed in -ujǫ dello slavo
- La forte corrispondenza del vocabolario non riscontrabile tra altri rami delle famiglie indoeuropee.
Un'altra innovazione proposta per il balto-slavo è la Legge di Winter (Werner Winter, 1978), cioè l'allungamento di una vocale corta prima di una occlusiva sonora. Le condizioni di operazione della legge sono discusse; secondo Matasović (1995) il cambiamento ha luogo solo nelle sillabe chiuse.
[modifica] Voci correlate
[modifica] Note
- ^ Gray and Atkinson's (2003) application of language-tree divergence analysis supports a genetic relationship between the Baltic and Slavic languages. That this was found using a very different methodology than other studies lends some credence to the links between the two.
[modifica] Bibliografia
- Barschel; Kozianka; Weber (eds.), Indogermanisch, Baltisch und Slawisch, Kolloquium in Zusammenarbeit mit der Indogermanischen Gesellschaft in Jena, September 1989, Monaco di Baviera, Otto Sagner, 1992. ISBN 3-87690-515-X
- Beekes, Robert S. P., Comparative Indo-European Linguistics, Amsterdam, John Benjamins, 1995. ISBN 90-272-2151-0 (Europe), ISBN 1-55619-505-2 (U.S.)
- Collinge, N. E., The Laws of Indo-European, Amsterdam, John Benjamins, 1985. ISBN 0-915027-75-5 (U.S.), ISBN 90-272-2102-2 (Europe)
- Klimas, Antanas. Baltic and Slavic revisited in Lituanus vol. 19, no. 1, Spring 1973 . URL consultato il 13 luglio.
- Gray, Russell D., and Clayton Atkinson. 2003. "Language-tree divergence times support Anatolian theory of Indo-European Origins," Nature 426 (27 novembre): 435-439.
- Matasović, Ranko, "A Reexamination of Winter’s Law in Baltic and Slavic", Lingua Posnaniensis 37/1995: 57-70
- Mayer, Harvey E.. Was Slavic a Prussian Dialect? in Lituanus vol. 33, no. 2, Summer 1987 . URL consultato il 13 luglio.
- Mayer, Harvey E.. Tokharian and Baltic versus Slavic and Albanian in Lituanus vol. 37, no. 1, Spring 1991 . URL consultato il 13 luglio.
- Mayer, Harvey E.. Aorist or Future? in Lituanus vol. 45, no. 1, Spring 1999 . URL consultato il 13 luglio.
- Pashka, Joseph. Baltic languages & Proto-Baltic. URL consultato il 13 luglio.
- Pashka, Joseph. Proto-Indo-European. URL consultato il 13 luglio.
- Szemerényi, Oswald (1957). The problem of Balto-Slav unity . Kratylos 2: 97–123.
[modifica] Collegamenti esterni
- (EN) La famiglia linguistica indoeuropea Università del Texas, Austin
- (EN) Il balto-slavo tra i gruppi linguistici indoeuropei
- (EN) Il gruppo di lingue balto-slave
- (EN) Ethnologue – Lingue baltiche
- (EN) Ethnologue – Lingue slave
- (EN) La mobilità dell'accento balto-slavo
- (EN) Accentazione balto-slava, di Kortlandt; un approccio molto idiosincratico all'accentazione balto-slava
- (EN) Noi, i balti (di Algirdas Sabaliauskas)
- (EN) Comparazione lessicale tra sanscrito e lettone

