Lingue balto-slave

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Il gruppo linguistico balto-slavo è un ipotetico gruppo linguistico ricostruito, di cui fanno parte le lingue baltiche e le lingue slave all'interno della famiglia delle lingue indoeuropee. Le lingue che appartengono a questa famiglia sono parlate da circa 240 milioni di persone soprattutto in Europa centrale, orientale e meridionale.

Indice

[modifica] Argomentazioni generali

Le lingue baltiche e le lingue slave condividono molte caratteristiche simili, sia lessicali, sia morfosintattiche, più di ogni altro gruppo linguistico all'interno delle lingue slave. Molti linguisti, seguendo alcuni notabili indoeuropeisti come August Schleicher e Oswald Szemerényi, ritengono che questi due gruppi si siano separati da un comune antenato, il Proto-balto-slavo, solo in seguito alla scomparsa dell'indoeuropeo comune e alla distinzione dei vari gruppi linguistici.

Altri linguisti, che seguono le teorie di altri indoeuropeisti come Antoine Meillet, ritengono che queste caratteristiche simili siano dovute ad intensi contatti tra i due gruppi già dopo che si erano separati direttamente dall'indoeuropeo comune (il gruppo satem).

Il primo punto di vista viene tenuto ancora largamente in considerazione: Beekes (1995: 22), ad esempio, afferma: "Le lingue baltiche e slave erano originariamente una lingua sola e perciò formano un solo gruppo linguistico". Collinge (1985) include un'appendice (pp. 271–77) in "Leggi sull'accentazione in balto-slavo", che postula apparentemente l'esistenza di una singola protolingua balto-slava, ma poi dice che "tutto in questa sezione è controverso, inclusa questa frase."[1]

[modifica] Evidenze ed interpretazioni

Più di 100 parole sono comuni ad entrambi i gruppi linguistici nella forma e nel significato, tra cui:

Il numero di parole condivise tra i due gruppi linguistici può essere spiegato dall'esistenza di una comune lingua balto-slava nel passato o da altre conseguenze:

  • I parlanti baltici e slavi sono in stretto contatto geografico, politico e culturale, cosa che naturalmente porta a similitudini lessicali, cioè, una ha preso in prestito parole dall'altra e viceversa. Per capire la differenza tra il prestito e la comune eredità lessicale c'è bisogno di uno studio attento delle mutazioni fonetiche ed in alcuni casi le informazioni non sono sufficienti per risolvere la questione.
  • Le lingue slave e baltiche non sono state scritte fino al IX ed il XVI secolo DC rispettivamente. Perciò le registrazioni storiche dello sviluppo delle lingue sono limitate.
  • Le lingue baltiche e slave appartengono tutte al sottogruppo delle lingue satem.

[modifica] Meillet vs. Szemerényi

Fino all'opera Dialects indo-européens di Meillet del 1908, l'unità balto-slava era indiscussa tra i linguisti, come Meillet stesso notava nel capitolo Le Balto-Slave, "L'unité linguistique balto-slave est l'une de celles que personne ne conteste" ("L'unità linguistica balto-slava è una di quelle che nessuno contesta"). La critica di Meillet al balto-slavo fa perno su sette caratteristiche evidenziate da Karl Brugmann nel 1903, tentando di mostrare che nessuna di queste singole era sufficiente a provare l'unità genetica.

Nel suo riesame del lavoro di Meillet nel 1957, Szemerényi conclude che i balti e gli slavi, in effetti, dovevano aver condiviso un "periodo di lingua e vita comune", e si erano probabilmente separati a causa delle incursioni delle tribù germaniche tra la Vistola e lo Dnepr. Szemerényi denota quattordici punti che giudica frutto di un'eredità comune e non di innovazioni parallele, e perciò come prove dell'unità balto-slava:

  1. Palatalizzazione fonologica (descritta da Kurylowicz, 1956)
  2. Lo sviluppo di i ed u prima delle risonanti indoeuropee
  3. Il mutamento ruki
  4. Innovazioni nell'accento
  5. L'aggettivo definito
  6. La declinazione del participio in -jo-
  7. La desinenza del genitivo singolare in -ā(t)- per le radici tematiche
  8. La formazione del comparativo
  9. I casi obliqui della 1° persona singolare in men-, e della 1° plurale in nōsom
  10. La variante tos/tā per il pronome determinativo indoeuropeo so/sā
  11. L'accordo dei verbi irregolari atematici (lituano dúoti, slavo datь)
  12. Il preterito in ē/ā
  13. I verbi in -áuju del baltico ed in -ujǫ dello slavo
  14. La forte corrispondenza del vocabolario non riscontrabile tra altri rami delle famiglie indoeuropee.

Un'altra innovazione proposta per il balto-slavo è la Legge di Winter (Werner Winter, 1978), cioè l'allungamento di una vocale corta prima di una occlusiva sonora. Le condizioni di operazione della legge sono discusse; secondo Matasović (1995) il cambiamento ha luogo solo nelle sillabe chiuse.

[modifica] Voci correlate

[modifica] Note

  1. ^ Gray and Atkinson's (2003) application of language-tree divergence analysis supports a genetic relationship between the Baltic and Slavic languages. That this was found using a very different methodology than other studies lends some credence to the links between the two.

[modifica] Bibliografia

  • Gray, Russell D., and Clayton Atkinson. 2003. "Language-tree divergence times support Anatolian theory of Indo-European Origins," Nature 426 (27 novembre): 435-439.

[modifica] Collegamenti esterni

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