Eyalet di Bosnia

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Eyalet di Bosnia
Eyalet di Bosnia – Bandiera
Eyalet di Bosnia - Localizzazione
Dati amministrativi
Nome completo Eyalet-i Bosna
Lingue ufficiali turco ottomano
Lingue parlate turco ottomano, serbo, croato, albanese, greco
Capitale Banja Luka (1553–1638)
Travnik (1553; 1697–1833; 1839/40-1851)
Sarajevo (1639–1697; 1833-1839/40; 1851-1878)
Dipendente da Impero ottomano
Politica
Forma di Stato Eyalet
Forma di governo Eyalet elettivo dell'Impero ottomano
Capo di Stato Sultani ottomani
Nascita 1580
Fine 1864
Territorio e popolazione
Bacino geografico Bosnia-Erzegovina
Massima estensione 52.530 km2 nel XIX secolo
Popolazione 600.000 nel 1787
Economia
Commerci con Impero ottomano
Religione e società
Religioni preminenti Islam, Cristianesimo ortodosso
Religione di Stato Islam
Religioni minoritarie Cristianesimo ortodosso, Ebraismo
Evoluzione storica
Preceduto da Flag of the Ottoman Empire (1453-1517).svg Eyalet di Rumelia
Succeduto da Ottoman flag.svg Vilayet di Bosnia

L'Eyalet di Bosnia (in turco: Eyalet-i Bosna) o baliaggio di Bosnia (in turco: Bosna Beylerbeyliğ) fu un eyalet dell'Impero ottomano, nell'area della Bosnia-Erzegovina.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La nascita dell'eyalet[modifica | modifica wikitesto]

Hasan-paša Predojević guida l'esercito ottomano dall'eyalet di Bosnia nella Battaglia di Sisak nel 1593.

Dopo l'esecuzione di re Stefan Tomašević di Bosnia nel 1463, la parte centrale del Regno di Bosnia venne trasformata nel Sangiaccato di Bosnia, al quale dal 1483 venne aggiunto l'ex Ducato di Erzegovina.

La data della formazione del vero e proprio eyalet di Bosnia è dunque fissata per convenzione al 1580.[1][2][3]

Le guerre ottomane in Europa continuarono attraverso questo periodo e il picco di ricchezza e fama della regione venne raggiunto nel 1683 quando venne direttamente coinvolta negli scontri contro il Sacro Romano Impero verso l'attacco a Vienna.

Il declino[modifica | modifica wikitesto]

La Guerra austro-turca che si concluse con la sconfitta ottomana nel 1699 portò ad un decadimento significativo per il territorio dell'Eyalet di Bosnia. Dopo il Trattato di Karlowitz, la provincia venne divisa in quattro Sangiaccato (tre dei quali ad ogni modo diminuiti nella loro estensione) ed in dodici capitanati. Prima del Trattato di Passarowitz, vennero a formarsi altri 28 capitanati, più della metà dei quali dislocati lungo la frontiera con i domini asburgici. Nel 1703 la sede del pascià venne spostata da Sarajevo a Travnik dal momento che la prima città era stata distrutta da un rovinoso incendio scoppiato durante la guerra. Il pascià rimase nella nuova sede sino al 1850.[4]

La rivolta bosniaca[modifica | modifica wikitesto]

L'Eyalet di Bosnia nel 1609
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Rivolta bosniaca.

All'inizio del XIX secolo, la Bosnia era una delle ultime province dell'Impero ottomano verso ovest ed era per questo anche una delle più autonome.[5] Nel 1831, il kapudan bosniaco Husein Gradaščević occupò con i suoi uomini Travnik, richiedendo l'autonomia e la fine dei governatorati militari in Bosnia. Esplodendo dunque le rivalità tra sostenitori dei bey e kapudani, il gran visr riuscì a ricondurre a sé le forze dell'Erzegovina guidate da Ali Agha Rizvanbegović presso Gradaščević. La rivolta venne duramente repressa e nel 1833 venne creato un nuovo Eyalet di Erzegovina derivato dalla parte meridionale dell'eyalet di Bosnia, ed assegnato in governo proprio a Ali Agha Rizvanbegović come contributo per la sua lotta contro i rivoluzionari bosniaci. Questa nuova entità, ad ogni modo, sopravvisse solo alcuni anni: dopo la morte di Rizvanbegovic, il territorio tornò nell'eyalet di Bosnia.

Dopo le riforme amministrative del 1864, il territorio divenne noto come Vilayet di Bosnia.

Divisioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Queste erano le divisioni amministrative dell'eyalet di Bosnia prima del 1699[6]:
  1. Sangiaccato di Bosnia (Paşa Sancaığı, Sarajevo)
  2. Sangiaccato di Erzegovina (Hersek Sancağı, Mostar)
  3. Sangiaccato di Zvornik (İzvornik Sancağı, Zvornik)
  4. Sangiaccato di Krka-Lika (Kırka Sancağı, Krka-Licca)
  5. Sangiaccato di Clissa (Kilis Sancağı, Clissa)
  6. Pakrac-Cernica (Zaçesne Ocaklılığı, Cernik)
  7. Sangiaccato di Bihke (Bihke Sancağı, Bihać)
All'inizio del XIX secolo, la Bosnia era composta di 7 Sangiaccato:[5]
  1. Sangiaccato di Sarajevo
  2. Sangiaccato di Zvornik
  3. Sangiaccato di Travnik
  4. Sangiaccato di Bihać
  5. Sangiaccato di Novi Pazar
  6. Sangiaccato di Banja Luka
  7. Sangiaccato di Erzegovina

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Ibrahimagić, 1998, p. 77 And 117 years passed from the fall of Bosnia in 1463, when the first Sangiaccato was established as the first independent form of military, administrative and political form of organisation of Ottoman rule in Bosnia, until the establishment of the Bosnian beglerbegluk or ayalet [province] as a separate province of the Ottoman Empire in 1580.
  2. ^ (SRSCR) Ahmed S. Aličić, Uređenje bosanskog ejaleta od 1789. do 1878. godine, Oriental Institute in Sarajevo, 1983, p. 22.
    «Ejalet Bosna ili češće nazivani bosanski pašaluk osnovan je 1580. godine od sandžaka Bosna, Zvornik, Klis, Hercegovina, Pakrac, Krka i Požega.[48]».
  3. ^ (SCR) Vjekoslav Klaić, Knin za turskog vladanja in Journal of the Zagreb Archaeological Museum, vol. 15, nº 1, Archaeological Museum, Zagreb, gennaio 1928, p. 259, ISSN 0350-7165. URL consultato il 10 gennaio 2013.
    «Kad se je pak oko god. 1580. stalo raditi, da se od Bosne stvori pašaluk ili beglerbegat, stvoren bi od Like i Krbave, zatim od krajeva između Zrmanje i Krke zasebni sandžak sa stolicom u Kninu.».
  4. ^ (EN) Mladen Klemenčić, Territorial Proposals for the Settlement of the War in Bosnia-Hercegovina, IBRU, 1994, p. 15, ISBN 978-1-897643-15-0.
  5. ^ a b (EN) Mitja Velikonja, Religious Separation and Political Intolerance in Bosnia-Herzegovina, Texas A&M University Press, 2003, p. 84, ISBN 978-1-58544-226-3.
  6. ^ Orhan Kılıç, XVII. Yüzyılın İlk Yarısında Osmanlı Devleti'nin Eyalet ve Sancak Teşkilatlanması, Osmanlı, Cilt 6: Teşkilât, Yeni Türkiye Yayınları, Ankara, 1999, ISBN 975-6782-09-9, p. 91. (TR)