Eyalet di Varat

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Eyalet di Varat
Eyalet di Varat – Bandiera
Eyalet di Varat - Localizzazione
Dati amministrativi
Nome completo Eyalet-i Varat
Lingue ufficiali turco ottomano
Lingue parlate turco ottomano, rumeno, ungherese
Capitale Varat
Dipendente da Impero ottomano
Politica
Forma di Stato Eyalet
Forma di governo Eyalet elettivo dell'Impero ottomano
Capo di Stato Sultani ottomani
Nascita 1660
Fine 1692
Territorio e popolazione
Bacino geografico Romania, Ungheria
Economia
Commerci con Impero ottomano
Religione e società
Religioni preminenti Islam, Cristianesimo ortodosso greco
Religione di Stato Islam
Religioni minoritarie Cristianesimo ortodosso greco, Ebraismo
Evoluzione storica
Preceduto da Flag of Transylvania before 1918.svg Principato di Transilvania
Flag of the Ottoman Empire (1453-1517).svg Eyalet di Temeşvar
Flag of the Ottoman Empire (1453-1517).svg Eyalet di Budin
Succeduto da Flag of the Habsburg Monarchy.svg Territori degli Asburgo

L'Eyalet di Varat (in turco: Eyalet-i Varat), fu un eyalet dell'Impero ottomano.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Varat[1] (Oradea) divenne sede del governatore ottomano della regione (beylerbeyi) nel 1660.[2] Prima della formazione dell'Eyalet, quest'area era in gran parte vassalla dell'Principato di Transilvania. Alcuni territori appartenevano invece già all'Eyalet di Temeşvar ed all'Eyalet di Budin.

Nel giugno del 1692 l'eyalet venne conquistato dalle truppe asburgiche,[2] e venne ceduto definitivamente all'Austria col Trattato di Karlowitz nel 1699. Il territorio venne successivamwnte incluso nel Regno d'Ungheria degli Asburgo e nel Principato di Transilvania asburgico.

Divisioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

I sanjak dell'Eyalet di Varat Eyalet nel XVII secolo erano:[3]

  1. Sanjak di Varat (Oradea)
  2. Sanjak di Salanta (Salonta)
  3. Sanjak di Debreçin (Debrecen)
  4. Sanjak di Halmaş (Nagyhalász)
  5. Sanjak di Şenköy (Sâniob)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Materialien zu Evliya Çelebi. 2. A guide to the Seyāhat-nāme of Evliya Çelebi, Jens Peter Laut, Evliya Çelebi, Robert Dankoff, Klaus Kreiser, L. Reichert, 1992, page 61.
  2. ^ a b (EN) Gábor Ágoston e Bruce Alan Masters, Encyclopedia of the Ottoman Empire, Infobase Publishing, 2009, p. 24, ISBN 978-1-4381-1025-7.
  3. ^ (EN) Evliya Çelebi e Joseph von Hammer-Purgstall, Narrative of Travels in Europe, Asia, and Africa in the Seventeenth Century, Oriental Translation Fund, 1834, p. 92.