Battaglia di Bitonto

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Battaglia di Bitonto
Data 25 maggio 1734
Luogo Bitonto, Regno di Napoli
Esito Vittoria spagnola
Schieramenti
Comandanti
Effettivi
14 000 uomini tra
fanteria e cavalleria
10 000 (6500 fanti e 3500 cavalieri)
Perdite
99 morti
196 feriti
1000 morti
1000 feriti
2500 catturati
La battaglia è importante dal punto di vista storico. Questo combattimento infatti segna il recupero dell'indipendenza del Regno di Napoli, precedentemente vicereame in mano agli Asburgo.
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Antica mappa del Regno di Napoli

La Battaglia di Bitonto, fu combattuta il 25 maggio 1734 in questa città, tra l'esercito spagnolo, comandato dal generale Montemar, e quello austriaco, guidato dal Principe di Belmonte.

Essa si colloca nel contesto della Guerra di successione polacca, e si concluse con la disfatta dell'esercito austriaco e la vittoria totale degli spagnoli che portò definitivamente il Regno di Napoli sotto il dominio di Carlo di Borbone. La vittoria fu importante per gli spagnoli perché ottenuta senza la partecipazione degli alleati francesi.

Indice

[modifica] Antefatto

Il duca di Montemar

Verso il terzo decennio del XVIII secolo Filippo V di Spagna si alleò con la Francia tramite la quadruplice alleanza. Il suo intento era quello di rientrare in possesso del sud Italia strappato alla Spagna dall’Austria nel 1707.

Per questa missione fu incaricato il generale Carrillo de Albornoz, duca di Montemar, capitano generale degli eserciti del re di Spagna in quanto viceré e capitano generale del Regno di Napoli per conto di Carlo, duca di Parma e figlio di Filippo V e della regina Elisabetta Farnese.

Tuttavia l'alleanza con la Francia non portò i risultati sperati. Lo scoppio della guerra di successione polacca però offrì a Filippo V l'opportunità che gli serviva. Le truppe Spagnole, guidate dal generale Montemar sbarcarono a Genova e poi si unirono, in Toscana, con quelle del figlio del re di Spagna Carlo.

L’esercito di circa 40 000 uomini invase lo Stato Pontificio e poi entrò nel Regno di Napoli, Vicereame Austriaco, senza trovare opposizione occupando Napoli il 7 maggio 1734, data in cui il giovane Carlo saliva sul trono del Regno di Napoli. Il giorno seguente Montemar si dedicò a occupare i castelli situati nei dintorni di Napoli.

Nel frattempo il viceré austriaco Giulio Borromeo Visconti, dopo aver abbandonato Napoli, si diresse con il suo esercito verso Bari dove venne raggiunto dalle truppe del conte Taun che dalla Sicilia era sbarcato a Taranto. Per affrontare l’avanzata degli Spagnoli, il Governo austriaco ricorse al reclutamento dei cittadini nelle proprie milizie. Arrivato a Napoli, dopo aver assediato Capua e Gaeta, Montemar si diresse verso Bari via mare per evitare la fuga degli austriaci dal mare stesso. La notizia che 6000 croati stavano per arrivare dall'altro lato del mare adriatico fece precipitare i combattimenti.

[modifica] Contendenti

Nel consiglio di guerra degli austriaci tenutosi nel Castello di Bari si pensò in un primo momento di preparare la propria difesa davanti alle mura di Bari, ma il principe Belmonte fece notare che, in caso di sconfitta, non ci sarebbe stato spazio per una ritirata. Si decise allora di preparare la difesa presso Bitonto che era ben fortificata dalle mura e disponeva della difesa naturale della lama presente sul lato sud ed est della città. Bitonto allora decise di aiutare gli austriaci concedendo la basilica di San Francesco La Scarpa e un'altra chiesa, unite da una trincea, come ospedale. La difesa degli Austriaci dunque, si attestò fuori dalle mura di Bitonto a nove miglia dalla città, verso Terlizzi.

Le forze austriache consistevano in 6.500 soldati di fanteria, 1.500 di cavalleria, 400 ussari e il resto erano 24 squadroni di corazzieri.

Le forze spagnole erano composte da 12 battaglioni di fanteria, 22 compagnie di granatieri, 24 squadroni di cavalleria più le brigate di fucilieri e granatieri Reali, e le compagnie di granatieri a cavallo.

Le prime schermaglie si ebbero nella notte del 24 maggio ma subito interrotte da un violento temporale. All’alba del 25 maggio gli eserciti erano schierati e pronti per la battaglia: 14.000 spagnoli contro 10.000 austriaci.

[modifica] La battaglia

Il primo assalto spagnolo, comandato dal generale Montemar, si infranse contro la difesa approntata dagli Austriaci. Le cose si mettevano male per gli Spagnoli, ma furono subito aiutati dai reparti di cavalleria provenienti da Andria.

A quel punto, i combattimenti si spostarono verso il mare e durarono 9 ore. L’esito di quegli scontri fu favorevole agli spagnoli ed alcuni soldati austriaci ritornarono a Bitonto, altri ancora fuggirono col Belmonte a Bari.

Gli spagnoli conquistarono 15 bandiere, 24 stendardi, 23 cannoni, armi, munizioni ed equipaggiamenti e fecero migliaia di prigionieri. Il giorno successivo, i soldati austriaci asserragliati a Bitonto si arresero e si consegnarono come prigionieri agli spagnoli che minacciavano di abbattere le mura a cannonate.

[modifica] Conseguenze

L'Immacolata Concezione appare al generale Montemar

Il generale Montemar, per punire la città di Bitonto della sua fedeltà e dell'aiuto mostrato al nemico decise di farla saccheggiare, ma sembra che gli apparve dinanzi la Vergine Maria, la quale disse «Non oltraggiare questa città, poiché essa è la pupilla degli occhi miei ed i cittadini sono figli miei. Io la difenderò!». La città, così, venne risparmiata. I bitontini, a ricordo dell’evento ritenuto miracoloso, eressero un arco di trionfo dedicato all’Immacolata.

L'obelisco Carolino

Il generale Montemar, a quel punto, si diresse verso Bari per combattere le forze austriache che si erano asserragliate nella città. Il principe Belmonte si stava preparando per la difesa, ma una rivolta dei baresi che non volevano subire la stessa sorte che miracolosamente Bitonto aveva scampato, lo costrinse ad arrendersi agli Spagnoli.

Questi eventi causarono la rapida conquista da parte degli Spagnoli di tutto il Regno delle Due Sicilie, in quanto le altre città del Sud Italia si consegnarono all’arrivo dell’esercito spagnolo.

Il nuovo re delle Due Sicilie, Carlo, nominò Montemar comandante perpetuo di Castelnovo e duca di Bitonto e fece erigere sul luogo del campo di battaglia un obelisco in memoria dell’evento. L'obelisco fu progettato da Giovanni Antonio Medrano ed è alto 18 metri. Il possesso del Regno delle Due Sicilie venne riconosciuto a Carlo nel trattato di pace che pose fine alla guerra di successione polacca nel 1738. Lo stesso Montemar ricevette inoltre per l'impresa compiuta una medaglia di bronzo come segno di ringraziamento per regno riconquistato.

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