Tito Angelini

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Tito Angelini (Napoli, 1806Napoli, 1878) è stato uno scultore italiano, prevalentemente attivo nella sua città natale.

Eva (1862, scultura in marmo) - Galleria dell'Accademia di Napoli
Donna nuda (1862, scultura in marmo) - Galleria dell'Accademia di Napoli

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Figlio di Costanzo Angelini, completò i suoi studi a Roma, dopo essersi iscritto alla accademia di Belle Arti di Napoli, subendo gli influssi degli scultori in voga in quel tempo e di cui la cultura artistica era impregnata, come Antonio Canova e il danese Bertel Thorvaldsen.

Compì numerosi viaggi in tutta Italia, durante i quali stabilì rapporti con numerosi artisti (tra gli altri Pietro Tenerani, Luigi Pampaloni, e Lorenzo Bartolini), sebbene la sua attività di scultore lo vide protagonista soprattutto a Napoli dove insegnò scultura e fu direttore della Scuola di disegno.

Il successo che conseguì in queste attività didattiche gli fece ricevere numerose commissioni ufficiali di opere come La Clemenza e L'Immacolata per lo scalone e la cappella del Palazzo Reale di Napoli.

Tra le sue opere più rilevanti vanno ricordate il Sepolcro di Lucia Migliaccio nella Chiesa di San Ferdinando, i monumenti a Saverio Mercadante (situato nell'omonima piazza lungo il corso Vittorio Emanuele) e Paolo Emilio Imbriani (in piazza Mazzini) e la statua di Sant'Ambrogio per la Chiesa di San Francesco a Gaeta.

Lo scultore Francesco Jerace innalzò a Tito Angelini uno snello ed elegantissimo monumento funebre che sta nel recinto degli uomini illustri del cimitero monumentale di Napoli, proprio accanto a quello dedicato di recente allo scultore Augusto Perez, simbolica consegna della migliore scultura memoriale civile tra otto e novecento a Napoli.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]